Triestina, Sannino: "Prima di allenare pulivo cessi. E ho preferito gli alabardati alla Serie B"

 di Sebastian DONZELLA  articolo letto 2638 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
Triestina, Sannino: "Prima di allenare pulivo cessi. E ho preferito gli alabardati alla Serie B"

In un'epoca di valigette, sponsorizzazioni e scorciatoie varie, l'allenatore della Triestina, Giuseppe Sannino, è una piacevole eccezione. Il tecnico degli alabardati, ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, racconta la propria, dura, storia personale, della quale riportiamo uno stralcio: "Dopo aver smesso di giocare per dieci anni ho lavorato in ospedale, cinque in quello civile e cinque in quello psichiatrico…i famosi manicomi! Mi svegliavo alle 5 di mattina, 900 euro al mese, facevo il mio turno e tornavo a casa. Il mio lavoro consisteva nel pulire i cessi. Ma questo tipo di esperienze ti fanno aprire gli occhi sulla vita reale, servono. Insegnano più di qualsiasi altra cosa. Il lavoro in ospedale ha segnato la mia vita. Ho potuto conoscere tante storie, soprattutto ho potuto conoscere la sofferenza, quella vera. Ho scoperto la mia dimensione di fede. Io credo che esser credente non significhi andar a Messa tutte le domeniche con l’abitino nuovo e il SUV ultimo modello. Credere significa aiutare una signora anziana in difficoltà, significa fare una carezza ad un bambino che piange, significa sorridere – o almeno provarci – ogni giorno della nostra vita".

Sannino analizza poi la sua esperienza alla Triestina: "Sono voluto venire qui fortemente. Sia per il grande legame con Mauro Milanese, il quale è stato un mio giocatore nell’annata storica a Varese sia per l’importanza della piazza. Avrei potuto aspettare, fra un mese avrei allenato in B. Ma a me non interessa categoria, numeri, nomi. A me interessa lavorare con i valori ai quali credo, interessa sudare, voglio mangiare la polvere. Il resto è niente, chiacchiere. Sarei rimasto qui anche se la Triestina non fosse stata ripescata. Sono in una città splendida, stupenda con un attaccamento incredibile alla squadra e con persone serie come Mauro e suo cugino Biasin. Vogliamo, passo dopo passo, provare a costruire un qualcosa di importante qui. Se lo merita un popolo di grande dignità come quello triestino, dopo anni bui e fallimenti”.