F. Andria, Papagni: "Non preoccupato ma occupato a trovare soluzioni"

 di Valeria Debbia Twitter:   articolo letto 457 volte
Aldo Papagni
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
Aldo Papagni

Aldo Papagni è il nuovo allenatore della Fidelis Andria. Torna così per la terza volta sulla panchina dei federiciani, dove si è già seduto in 125 occasioni. Oggi il tecnico si è presentato ai cronisti, assolutamente non spaventato dalla situazione difficile in cui versa la squadra biancazzurra: "Devo ringraziare la società, i dirigenti che sono stati compatti e il presidente Paolo Montemurro. Mi hanno consentito di tornare in una piazza cui sono particolarmente legato. Ho cominciato a vivere l'importanza del calcio di Serie C proprio ad Andria. Il primo percorso l'ho fatto nella mia città, Bisceglie, ma poi Andria è stato il mio trampolino di lancio e mi sento adottato da questa città. Sono felice di esservi ritornato. C'è questa terza volta in cui arrivo ad Andria e sempre nella stessa situazione di classifica. Sono arrivato sempre con la squadra in difficoltà. Questo momento l'ho già vissuto e credo che l'esperienza passata mi suggerisce di perseguire la ricerca della compattezza. Ieri ho parlato coi calciatori proprio di questo. Quando si fa gioco di squadra si deve cercare soprattutto la compattezza, che può essere minata dalle fragilità umane, come gli egoismi personali. Quando si fa calcio, bisogna metterli da parte. Questi principi dell'aiuto reciproco sono fondamentali: non si possono superare i momenti difficili senza questi principi. Sono particolarmente convinto che la squadra non merita questa classifica. Sono d'accordo con loro quando dicono che non rispecchia il valore dei singoli giocatori. Insieme ai tifosi, che sono nostro patrimonio, dobbiamo trovare la strada corretta. Non sono preoccupato per la posizione di classifica, ma occupato a trovare le soluzioni per superare questo momento. L'Andria sarebbe nelle prime posizioni se togliessimo gli ultimi dieci minuti. Bisogna aumentare l'aspetto concentrazionale che è fondamentale nel calcio moderno. Do comunque merito a Valeriano per quanto ha fatto finora".