Agnelli: "Seconde squadre fondamentali, Nicolussi come esempio"

15.03.2019 12:20 di Marco Pieracci  articolo letto 787 volte
Andrea Agnelli
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Andrea Agnelli

Durante il convegno sulle seconde squadre, in corso di svolgimento all'Allianz Stadium di Torino, ha preso la parola anche il presidente della Juventus Andrea Agnelli. TuttoJuve.com riporta il suo intervento.

"Alcune riflessioni sono state già fatte da parte dei presidenti e hanno sottolineato il coraggio e la credibilità dell'iniziativa e fatto poi un cenno al principio di identità. Quello è l'elemento che ci ha fatto compiere gli sforzi maggiori perché i ragazzi che abbiamo assemblato in fretta e furia andando a raccogliere ragazzi che avessero almeno un passato di Juventus, li ha visti riunirsi senza realmente capire a cosa stessero partecipando senza capire l'identità. Ragazzi abituati a percorsi di prestiti, ma è il percorso  cui noi come sistema Italia li abbiamo sempre aiutati. In questo contesto, arrivare alla Primavera di quest'anno, vedere un ragazzo su tutti, Hans Nicolussi, potrebbe giocare  in Primavera. Un campionato che come mi è stato insegnato da Marotta, che tiene a questo progetto e che sono felice sia qui oggi, non è allenante per uno come Nicolussi. Negli anni usavamo sempre un esempio e più tardi Cherubini lo userà ed è Morata. Quando noi acquistiamo Morata dal Real è un giocatore del Castilla, ma quando lo prendiamo noi ha già una decina di presenze in Liga e 4-5 presenze in Champions tra cui la finale vinta. Quindi questo è un ragazzo in fase di formazione che ha già raccolto esperienze importanti. Evidente che se vogliamo giocatori pronti per giocare certe partite devono farlo. Nicolussi era in panchina e ha provato l'esperienza di vivere un ottavo con i grandi queste esperienze i ragazzi devono farle. Io non sono un tecnico e lascerò i dati ai tecnici, ma guardare e avere uno sguardo su cosa succede a livello internazionale, perché non bisogna inventare una nuova ricetta, basta verosimilmente copiare. Le seconde squadre esistono in tutta europa, solo l'Inghilterra fa eccezione. Io trovo indispensabile per la crescita di un ragazzo di 19, 20, 21 anni, prendere botte dai 35enni. Questo gli permette di crescere. I risultati ottenuti dagli altri sono sotto gli occhi di tutti. Se guardiamo i vincitori dei campionati del mondo o d'Europa degli ultimi anni, i ragazzi sono formati all'interno delle seconde squadre. Questi esempi devono far riflettere quando si cercherà la ricetta giusta. L'altro elemento è avere la consapevolezza del lavoro che in questo momento porta avanti la Fifa riguardante il discorso dei trasferimenti. I prestiti sono sotto la lente di ingrandimento per una serie di fenomeni sia italiani che internazionali in quanto le grande squadre acquisiscono i migliori giovani per mandarli in prestito. Il prestito è uno strumento che verrà limitato e diventerà un limite a una cifra. Questa è la bontà dell'iniziativa cui noi crediamo come Juventus, ma seguirà anche la posizione della Lega da parte del direttore Marotta su quello che è un percorso. Le multiproprietà la UEFA le tollera, anche perché ci sono stati due casi come la Red Bull sfidate nella stessa competizione, quindi anche lì ci attendiamo normative forti. Un altro tema che ho percepito soprattutto dai racconti di Cherubini è la difficoltà di aver accettato l'iniziativa Juve. Noi ci crediamo e il progetto è partito in fretta e furia da un atto del commissario senza un confronto che speriamo ci sia oggi. La nostra volontà è sportiva da un lato, quindi dare all'Italia strumenti per competere ad alti livelli ed evitare quello che è successo lo scorso Mondiale. Sappiamo che non è una partita che decide la bontà di un'iniziativa, ma speriamo con il progetto seconde squadre di attenuare questo fenomeno. Dall'altra parte, dal punto di vista della Juventus, calarci nella realtà della Lega Pro e poi nel caso se ci sarà occasione la B, e riuscire veramente a contribuire all'interno della Lega Pro per lo sviluppo della stessa in tutti i termini ed essere accettati a pieno titolo come una società di una lega di riferimento per portare attraverso le nostre esperienze el a  nostra visibilità un qualcosa dal punto di vista non solo sportivo, ma anche commerciale. Dal nostro punto di di vista il nostro impegno sarà massimo. Conoscete bene Federico, e speriamo di individuare una soluzione che soddisfi varie esigenze. Ragazzi con limiti d'età corretti, per portarli in Under 21 e Under 20, che consente di arrivare alle Olimpiadi. Il progetto deve essere funzionale alle Nazionali e alla crescita delle Leghe. Vi ringrazio per essere venuti qui a parlare di un problema a mio avviso importante per il calcio italiano".