L'ombra della Procura Federale sulla volata promozione in Prima Divisione?

18.04.2014 16:20 di Nicolò SCHIRA Twitter:   articolo letto 5720 volte
Fonte: Dario Cioffi per Metropolis
© foto di Jacopo Duranti/tuttolegapro.com
L'ombra della Procura Federale sulla volata promozione in Prima Divisione?

La volata, i veleni e l’inchiesta. Il rush finale del campionato di Prima Divisione girone B si tinge di giallo. Lo stesso colore del Frosinone, che sino a qualche giorno fa comandava la classifica e su cui le antagoniste per la promozione diretta, Lecce e Perugia, hanno chiesto degli "approfondimenti". Rumors e spifferi, nelle scorse settimane. Che adesso sono diventati certezze. L’ombra della Procura della Federcalcio incombe sullo sprint che aprirà a una delle tre la porta principale per la serie cadetta, relegando le altre due a bussare da quella “di servizio”, combattendo nella trincea dei play-off. 

L’indagine è scattata l’indomani di Paganese-Frosinone, giocata il 9 febbraio allo stadio Marcello Torre e vinta per 2-1 dai ciociari sui titoli di coda. Al vaglio degli inquirenti, guidati dal procuratore capo della Figc Stefano Palazzi, ci sarebbero le dichiarazioni rilasciate dopo il novantesimo di quella partita dal calciatore azzurrostellato Antonio Grillo. Il centrocampista aveva lamentato l’atteggiamento tenuto in campo dagli avversari, affermando (testualmente): "Qualche giocatore del Frosinone, ogni fallo, ogni palla “mezza-mezza”, chiedeva sempre all’arbitro il rigore. Io penso che il Frosinone sicuramente debba e deve vincere il campionato, ma noi, quello che ho detto anche in campo ai giocatori della Frosinone, stiamo giocando per dignità di questa maglia, per noi stessi, per il popolo, per la città di Pagani. Perché molti dicevano “voi non vi giocate niente”, non è così".

Parole figlie dell’amarezza d’una sconfitta maturata in extremis, dopo una battaglia nel fango in cui la Paganese aveva tenuto testa con cuore e orgoglio alla corazzata allenata da Roberto Stellone, alla quale pure il tecnico liguorino Vittorio Belotti imputò un “comportamento poco signorile”. Chiaro che non è sullo stile, bensì sulla sostanza, che la Procura federale ha deciso d’accendere un faro, di scavare a fondo nella vicenda. Tanto d’aver acquisito, oltre alla registrazione audio dell’intervista rilasciata da Grillo, anche il filmato integrale del match del Torre. Che - raccontano i muri - potrebbe non esser l’unico al vaglio degli 007 di Palazzi. Già, perché è storia di qualche settimana fa lo sfogo in conferenza stampa del direttore sportivo del Perugia, Roberto Goretti, che puntò l’indice contro il Frosinone dopo il successo laziale - anche in quel caso all’ultimo respiro - sul campo del Gubbio: «I ciociari giocano in 14. Ho visto un arbitro agitatissimo, che ha fatto cose strane sul 2-2», le parole del ds del grifo che ancora circolano sul web. Altro ciclone. Arrivato pure in questo caso sino a Lecce. 

È ragionevole ipotizzare che l’inchiesta possa svilupparsi su più fronti, per far luce sulle accuse piovute sui giallo-azzurri, eventualmente riabilitarne l’immagine messa “in discussione” dalle dirette concorrenti per la promozione in serie B. I tempi? Prevedibilmente brevi. Sostituti procuratori e collaboratori di Palazzi procedono a ritmo celere. Eppure c’è il rischio che il campionato possa non finire dopo i play-off...