Pavia, presidente Zanchi: "A fine stagione lascio il club. Pronti a cedere la società"

12.02.2014 21:00 di Nicolò SCHIRA Twitter:   articolo letto 2508 volte
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
Pavia, presidente Zanchi: "A fine stagione lascio il club. Pronti a cedere la società"

Due anni come Vice-Presidente e socio al 30%, poi il quinquennio da Presidente e socio di maggioranza. Sette anni in tutto. Un playoff di Seconda Divisione, una salvezza in Prima Divisione ai limiti dell’impresa sportiva, culminata con l’indimenticabile pomeriggio di Ferrara e un ottimo piazzamento nello scorso campionato, sono in estrema sintesi il biglietto da visita del settennato della famiglia Zanchi all’interno dell’A.C. Pavia. Una gestione che ha potuto vivere da protagonista il privilegio di poter celebrare i 100 anni del sodalizio di via Alzaia nell’autunno del 2011. Pierlorenzo Zanchi è un presidente che non ama concedersi spesso a microfoni e taccuini dei cronisti, ma in questa circostanza particolare ha deciso di rilasciare al sito ufficiale del proprio club le proprie riflessioni riguardanti le prospettive future dell’A.C. Pavia.

Presidente, come probabilmente sa, in città si parla di un possibile futuro disimpegno della sua Famiglia dalla Società. Sappiamo che desidera parlare attraverso il nostro sito, quindi le chiediamo se ci può dire : quali sono i programmi per il futuro riguardo all’impegno della sua famiglia all’interno dell’A.C. Pavia?

“In effetti so che queste voci ci sono e devo riconoscere che purtroppo, a seguito di una lunga ed approfondita  riunione familiare, abbiamo deciso che a partire dalla prossima stagione sportiva, non proseguiremo nel nostro impegno in Società. Ovviamente fino al 30 Giugno tutti gli adempimenti verranno rispettati. Tuttavia, tramite i nostri consulenti, verranno aperte eventuali trattative con chi manifesterà un interesse a rilevare il Club”.

Quali sono i motivi che La spingono a prendere questa decisione?

“Credo, con onestà, che questa decisione non arrivi come un fulmine a ciel sereno, poiché in Città, sia coi Tifosi che con le Istituzioni e i media, abbiamo parlato diverse volte, e da tempo, per spiegare la situazione”.

Quali sono le sue valutazioni in merito al suo quinquennio di presidenza?

“Se guardiamo ai fatti oggettivi, direi buone. Abbiamo riportato la squadra in Prima Divisione, mantenendola in categoria per il più lungo periodo consecutivo nella storia del Club; costruito un centro sportivo di ottimo livello; riacquisito la gestione del settore giovanile, sviluppandolo ed implementandone la competitività. Tutto ciò senza mai essere coinvolti in inadempimenti economico-finanziari o, peggio ancora, vicende di calcioscommesse. In ultimo, lasceremo la squadra con il grande privilegio di essersi già garantita la possibilità di partecipare alla Lega Pro unica”.

Che bilancio si sente di poter tracciare finora per questa stagione sportiva, sia a livello di Prima Squadra sia per quanto inerente il Settore Giovanile?

“Per quanto riguarda la Prima Squadra, non siamo certamente contenti di essere in questa posizione e credo che anche in queste ultime partite si sia vista la voglia, sia dei vecchi che dei nuovi acquisti, di risalire il più possibile la classifica. Non cerchiamo alibi,ma aver perso in un sol colpo ad inizio stagione, e per tutto l’anno, giocatori come Carotti, Pirovano e Lussardi, (che purtroppo dovrà addirittura abbandonare il calcio), è stato un duro colpo, sotto tutti i punti di vista, che ha scombussolato parzialmente i nostri piani. Poi, sicuramente, ci sono i nostri errori, fatti sempre in buona fede, ma fatti.
Comunque, un dato è significativo: abbiamo perso sette partite per 1 a 0. L’unica partita persa con più di un gol di scarto è stata a Bolzano. Penso che la classifica forse ci penalizzi anche un po’ oltre i nostri demeriti. Ma vogliamo fare un buon finale di stagione e cercare di raggiungere almeno il quart’ultimo posto. Da quando è arrivato mister Bensi abbiamo ottenuto una sconfitta e quattro pareggi. Ci serve disperatamente una vittoria ed è un vero peccato che domenica ci sia sfuggita di mano a 20 secondi dalla fine. Ma sono convinto che presto, molto presto, arriverà. La squadra, ed i tifosi, lo meritano.
Con il settore giovanile stiamo lavorando da qualche anno e penso che i frutti stiano man mano maturando. Dopo le finali play-off della Berretti nel 2011/12 e degli Allievi Nazionali l’anno scorso, quest’anno mi piacerebbe raggiungere le finali dei Giovanissimi Nazionali. Abbiamo un’ottima squadra che gioca molto bene e diversi ragazzi sono già oggetto di richieste da parte di club di Serie A”.


Cosa ci può dire, infine, riguardo al progetto sullo stadio ?

“E’ un discorso a cui abbiamo lavorato tanto in questi anni. Lo stadio comunque è un bene della città e il Sindaco sa che, laddove mi venga richiesto, sarò assolutamente disponibile a portare avanti, per quanto di mia competenza fino al 30 Giugno, ciò che è necessario per non interrompere il percorso di avvicinamento alla concreta possibilità di ristrutturarlo”.

Presidente, ci permetta di dire, al termine di questa intervista, che il nostro stato d’animo non è dei migliori… Nel ringraziarla per la consueta disponibilità , le chiediamo se si sente di dire qualcos’altro, prima di salutarci?

“Beh certamente, si immagini il mio di stato d’animo…! Penso che comunque non sia questo il momento dei saluti o ringraziamenti di circostanza, perché c’è una stagione da concludere nel migliore dei modi, sotto tutti i punti di vista. E su questo sarò intransigente con tutte le componenti della Società. Per il resto posso solo dire che sono convinto, e comunque mi auguro, che ci sarà qualcuno desideroso di portare avanti la gestione di una società che ha 102 anni di storia e sarà tra le 102 squadre di calcio professionistiche italiane. Meglio ancora se questo qualcuno sarà pavese, perché ho sempre ritenuto e ritengo tutt'ora che la territorialità sia fondamentale in questo tipo di squadre. Ma vedremo… Ciò che più conta è che ci siano persone serie e per bene che diano continuità all’attività del Pavia Calcio. Da parte nostra non ci sarà senz’altro il desiderio di speculare”.