Cuneo, oggi il Novara. Poi chissà: il futuro in divenire

16.03.2019 06:00 di Claudia Marrone Twitter:    Vedi letture
© foto di Jacopo Duranti/tuttolegapro.com
Cuneo, oggi il Novara. Poi chissà: il futuro in divenire

"Il presidente ha sbagliato tanto, troppo, con una gestione delle finanze ridicola. Eppure io non ho mai visto un gruppo di giocatori così unito e determinato a superare le difficoltà": a parlare così, dalle colonne di una recente edizione di Tuttosport, è stato Fabiano Santacroce, difensore del Cuneo.
I riferimenti sono chiari: il club piemontese, passato in estate a Roberto Lamanna, è il più penalizzato di tutto il calcio italiano, 23 punti di penalità cui ne andranno aggiunti altri per i recenti deferimenti (società costantemente inadempiente), e rischia persino l'esclusione se entro lunedì non pagherà la salata multa per non aver mai regolarizzato la fidejussione che garantiva l'iscrizione al campionato. 

I punti toccati in poche parole da Santacroce, però, sono in realtà parte di un discorso molto ampio. Dal quale però va escluso ora il fatto che ai club senza fidejussione sia concesso di iscriversi alla categoria di competenza: su questo tema è la FIGC che dispone, e la gestione arrogante e anomala che in estate l'allora commissario Fabbricini ha avuto nei confronti della Lega Pro è cosa nota. Dall'anno prossimo, come è giusto che sia, si cambierà, e solo chi è in regola sarà ammesso al rispettivo torneo: così vuole il presidente Gravina, e così probabilmente sarà, visto che proprio Gravina, prima di passare il testimone della terza serie a Ghirelli si è trovato svariate gatte da pelare. 
Ma torniamo al Cuneo. La gestione ridicola delle finanze si sarebbe potuta evitare: la Serie C è un campionato che, tramite la valorizzazione dei giovani (siano essi di proprietà o provenienti da blasonati club), permette di sostenersi e avere bilanci in ordine con una maggiore accortezza - discorso a parte, l'ingiusta ripartizione con le altre leghe delle risorse nazionali -, ma è chiaro che, con massiccio uso di ragazzi alle prime armi, non sempre si possono fare campionati di vertice. Anche se alla fine si rivela inutile avere lo "squadrone" se poi non si rispettano le scadenze federali e la squadra stessa viene penalizzata: sta alla correttezza dei presidenti mettere la realtà delle cose davanti a tutto, senza voler per forza il passo più lungo della gamba millantando disponibilità che poi non ci sono. Si va, come detto, a inficiare sul lavoro dei calciatori e dei vari staff. Santacroce parla di un gruppo unito, e probabilmente è davvero così: un gruppo unito che sa anche fare calcio, perché 40 punti non si collezionano per caso. Perché sul campo i punti dei biancorossi quelli sono; la classifica è poi altro.

Intanto oggi ci sarà il Novara, e altri punti in palio da poter conquistare. Quello che sarà da lunedì in poi è tutto ancora in divenire, e le incognite sono tante. Ma la squadra, per ora, non molla.
E può sicuramente allenarsi in situazioni ben più dignitose della Lucchese: almeno un minimo qui è garantito. O, se non lo è, è ben mascherato.