Ds Alessandria: “Urge cambiare rotta, ma non cambiamo in panchina”

22.10.2020 22:20 di Fabrizio Pozzi   Vedi letture
Fabio Artico
Fabio Artico
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

L’Alessandria sta vivendo un inatteso momento di difficoltà che l’ha portata molto distante dalle zone nobili della classifica. Per cercare di comprendere la situazione ed il clima che si respira in casa grigia, grigionline.com ha pubblicato una lunga intervista con Fabio Artico, diesse dei grigi.

È un momento delicato, particolare e difficile. Ma abbiamo tutte le intenzioni di cambiare rotta. Pensare di continuare ad andare avanti così è difficile. Avere 5 punti dopo 6 partite non è certo quello che avevamo in testa e, soprattutto, non rappresenta il potenziale di questa squadra”.

Il cambiamento di rotta non comporta un cambio alla guida della squadra. “Sto parlando di un cambiamento di rotta, mettendo quello che è mancato fino ad ora in termini di determinazione, cattiveria e concentrazione. Che sono le cose che ci hanno portato ad analizzare le partite con grande amarezza vedendo che c’è una continuità nel prendere gol nello stesso modo superficiale. In questo senso bisogna cambiare rotta. E sono convinto che ci sono le condizioni e le qualità dei giocatori e dell’allenatore per farlo”.

Le cose, però, non funzionano da tempo e, per quanto si vede da fuori, sembra non si sia ancora intervenuti... “Evidentemente gli interventi fatti finora non hanno funzionato, anche se la partita di ieri è stata un po’ diversa dalle altre, sebbene poi siamo ricaduti nello stesso errore che abbiamo fatto con il Novara, con la Giana Erminio o contro la Pistoiese. Perciò bisogna lavorare e cambiare velocemente mentalità, approccio alle partite trovando continuità nella determinazione, nella concentrazione e nella cattiveria”.

Per sgombrare ogni dubbio sul mercato, Artico ha poi parlato delle scelte effettuate. “Tutto quanto è stato fatto è stato condiviso e la squadra è abbondantemente completa in ogni reparto, con giocatori di ogni tipo. Giovani mixati con ragazzi più esperti. Svincolati? In questo momento non saprei cosa aggiungere. È evidente che se siamo dove siamo, tutti, non solo alcuni, hanno reso al di sotto delle aspettative. Gli errori, a rotazione, sono stati commessi da tutti. I protagonisti di ieri sera erano diversi da quelli di Gorgonzola che a loro volta erano diversi da quelli che avevano giocato con il Novara, nelle ultime tre partite l’allenatore ha fatto ruotare una ventina di giocatori. Perciò non credo i che comprare un giocatore adesso risolverebbe i problemi visto che non è una questione tattica o tecnica”.

A livello tattico, dunque, non dovrebbero esserci particolari cambiamenti. “L’errore che abbiamo fatto ieri sera e che ha permesso al Grosseto di vincere è indipendente dal centrocampo a due o a tre, o dalla difesa a tre o a quattro. Allo stesso modo con la Giana Erminio. Perciò non riesco a dare una spiegazione a questi risultati come conseguenza di uno schema tattico”.

Ecco cosa ci si deve attendere già a partire dalla prossima partita. “Quello che mi aspetto io e che si aspetta la società, e che è nelle corde dell’allenatore e della squadra, è un cambiamento radicale. Non posso pensare che i valori dell’Alessandria siano questi. sono convinto che già domenica ci sarà un atteggiamento, una concentrazione ed una cattiveria diversa da quella vista finora”.

Mancano 32 partite alla conclusione del campionato, ossia addirittura 96 punti in palio, e nulla è ancora compromesso definitivamente. “Certo che c’è grande amarezza per questo inizio. Ma direi che i numeri non dicono che sia compromesso il campionato. Sono deluso ed arrabbiato e per fortuna tra tre giorni si giocherà di nuovo per trovare un pronto riscatto. La mia visione deve essere più ampia. Anche se cinque punti in sei partite vanno malissimo, abbiamo tutto il tempo per recuperare. Però bisogna ripartire subito e cominciare già da oggi a guardarci in faccia. Come abbiamo fatto, attraverso dei confronti anche duri, per portare a casa un risultato positivo domenica. Che sono solo i tre punti, non vedo alternative, che si possono portare a casa con una determinazione, una cattiveria ed una presenza diverse da quelle viste finora. La figura del presidente è sempre presente, non è che ci svegliamo alla sesta partita e cominciamo a fare confronti. Il confronto è costante e  parte da lontano, ancor prima della Coppa Italia. In queste ore ci sono state sicuramente discussioni su come pensiamo di uscire da questa situazione come è giusto che sia. E poi le responsabilità andranno distribuite tra il direttore sportivo che ha scelto i giocatori, l’allenatore che li prepara ed i giocatori stessi, che vanno in campo”.