Lucchese, adesso tutti vicino alla squadra. Ma prima?

25.05.2019 06:00 di Claudia Marrone Twitter:    Vedi letture
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
Lucchese, adesso tutti vicino alla squadra. Ma prima?

Un campionato che sembra non finire mai, perché in casa Lucchese, con tutto quello che è successo nel corso dei mesi, di "d-day" ce ne sono stati moltissimi: campo, extra campo e chi più ne ha più ne metta.
Una società praticamente fantasma, che si è palesata solo tramite i media locali ma che mai si è nella sostanza mostrata a coloro che avrebbe dovuto guardare in faccia, una società che ha lasciato in eredità 25 punti di penalizzazione che sono valsi l'ultimo posto in classifica e conseguenti playout: con il rammarico della squadra, che era invece prossima ai playoff. Basta fare due conti, 20 (i punti attuali)+25, guardare quelli che sono stati i punti di Alessandria e Pontedera e il gioco è presto fatto.
Una squadra che l'unico sostegno lo ha avuto da sè stessa e dai tifosi.
Questo è il quadro di quanto è stato. E si può sfidare chiunque a dire il contrario.

Ma ormai i conti vanno fatti con quanto emerso, e questo pomeriggio la truppa di mister Favarin avrà la grossa occasione di superare un primo step verso la salvezza. Al "Fratelli Paschiero", infatti, si giocherà il match di ritorno contro il Cuneo, con l'andata vinta 2-0 dai toscani: certo, non sarà l'ultimo passo, ci sarà poi il playout incrociato con la vincente del playout del Girone B (Bisceglie-Paganese), ma un'iniezione di fiducia notevole potrebbe comunque arrivare. Per quanto poi il destino della società sia appeso a un filo. Le parti, però, sono da sempre state separate, società (?) da un lato e squadra dall'altro, quindi è giusto che si pensi solo al campo.

Quello che però fa sorridere, è la stizza mostrata dall'amministrazione comunale dopo che la squadra, due giorni fa, non si è presentata all'incontro a Palazzo Orsetti. "L'appuntamento era stato voluto semplicemente per esprimere gratitudine alle formazioni scese in campo, settimana dopo settimana, che, con grande sacrificio e notevole valore hanno saputo imporsi sul terreno di gioco", questa la nota del Comune: certo, prima si riceve persino Alessandro Nuccilli per la cessione del club (dichiarando l'incontro soddisfacente, nonostante il soggetto si fosse presentato anni prima a Siena con falso nome e abbia messo le mani nel fallito Matera), si lascia lo stadio strutturalmente allo sbando e poi si storce il naso per una protesta dei calciatori. Dove stia la logica in tutto questo, magari, gradiremmo saperlo. Dove stia la logica nel non aver mai speso prima una parola verso quei ragazzi, altrettanto. E pure dove stia la logica nel non aver convocato la squadra prima del match di andata.
Classico caso in cui, come diceva Nonno Libero in una nota serie tv italiana ("Un medico in famiglia"), "una parola è troppo e due sono poche". Anzi, rivediamolo: "una parola è troppo".