Monza, Brocchi: "Le gare a porte chiuse? Non è calcio"

15.05.2020 15:45 di Dario Lo Cascio Twitter:    Vedi letture
Monza, Brocchi: "Le gare a porte chiuse? Non è calcio"

Cristian Brocchi, allenatore del Monza, intervenuto ai microfoni di Radio KissKiss, ha dichiarato: "Normale essere in questo momento giù di tono, viviamo una situazione difficile. Nessuno è mai stato fermo così tanto tempo e quindi si fa fatica anche a livello mentale. Ti puoi allenare da casa, vedendoti con gli altri attraverso il computer. Ma il pallone, l'erba, il campo, viene a mancare". 

"La ripresa del campionato? La Serie A è un fattore economico per tutta Italia. Si tende ad attaccare questo mondo ma ci dimentichiamo che è la terza industria italiana. Interessa tantissimi posti di lavoro. E poi porta qualcosa di unico, emoziona la gente. Poter dare a tutti gli italiani qualcosa che ci unisce, che ci emoziona, potrebbe essere un'occasione per trainare la rincorsa alla quotidianità a tutta una serie di persone che stanno vivendo problematiche, anche familiari. Un segnale per dire che bisogna andare avanti tutti insieme". 

"Fisicamente c'è un grande problema, troppa inattività non va bene. In estate i calciatori hanno quattro o cinque settimane di vacanza e poi riprendono con una preparazione di un mese. Quindi si può solo immaginare quali problemi possano subentrare. Le sedute individuali sono fondamentali anche per questo, per rimettere il fisico dei giocatori al passo. E' impensabile stare fermi due mesi e poi giocare subito ogni tre giorni. Le gare a porte chiuse? Non è calcio. Io le ho giocate e le emozioni, l'adrenalina, lo spettacolo, non sono le stesse. Le emozioni che dà il calcio sono tante ed è giusto farlo col pubblico. Se non sarà possibile, si chiuderanno i campionati nella maniera migliore sperando che dal prossimo torneo si possa tornare pian piano alla normalità". 

"Noi avremmo voluto concludere la stagione sul campo, per festeggiare una promozione con i tifosi che la aspettavano da tantissimo tempo. Se questo non sarà possibile, i meriti sportivi vanno tenuti in conto perché i miei ragazzi hanno fatto qualcosa di grande fino all'ultima partita giocata".