Olbia, Filippi: "Faccio fatica a trovare un senso a questa sconfitta"

10.02.2019 22:45 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
Michele Filippi
Michele Filippi

"Surreale". Forse l'aggettivo giusto lo azzecca proprio mister Filippi nel commentare questo nuovo rovescio dell'Olbia. Che fa male nel modo ancora prima che nel punteggio. Vantaggio di Ceter, poi un rigore di Kanis a riequilibrare il tabellino e il definitivo sorpasso del Cuneo a tempo scaduto con l'incornata di Defendi. Poco elegante, ma assai efficace. Scene già viste? Lo stesso allenatore, nella conferenza post-partita riportata dai canali ufficiali della società gallurese, ricorda di aver già messo in guardia i suoi circa la necessità di blindare il risultato.

"Mi ritrovo anche oggi a commentare una prestazione che nel complesso è stata positiva -spiega il tecnico cagliaritano- ma nella quale, contrariamente a quanto avevo auspicato alla vigilia, abbiamo nuovamente peccato di concretezza e attenzione rendendo vani gli sforzi. Abbiamo costruito e sprecato numerose occasioni per segnare e vincere la partita, subendo invece due reti per errori individuali su palle del tutto innocue. È chiaro che non è pensabile che le cose possano andare sempre così, ma non conosco strade diverse da quelle del lavoro. Bisogna reagire alle difficoltà con equilibrio e razionalità. Nel primo tempo abbiamo controllato e dominato sia sul piano del possesso che su quello del gioco e penso che l'1-0 ci stesse stretto. All'inizio della ripresa c'è stata la reazione del Cuneo, ma non abbiamo concesso né tiri in porta né calci d'angolo, poi con l'inserimento di Pennington abbiamo ritrovato equilibrio e siamo andati vicini al raddoppio in un paio di circostanze. Faccio fatica a trovare un senso a una sconfitta arrivata dopo una nostra clamorosa occasione da rete fallita, ma evidentemente quello che facciamo non basta. C'è da essere più bravi, i ragazzi devono imparare a gestire tutti i momenti della gara in funzione delle proprie ambizioni. Per diventare giocatori importanti bisogna imparare ad ammazzare le partite e la crescita non può non passare da una presa di responsabilità".