Pres Pisa: "Gemmi architetto di un progetto virtuoso"

13.06.2018 12:10 di Dario Lo Cascio Twitter:   articolo letto 786 volte
Pres Pisa: "Gemmi architetto di un progetto virtuoso"

Giovanni Corrado, presidente del Pisa, in sede di presentazione del nuovo direttore sportivo Roberto Gemmi, ha dichiarato: "Dispiace per Ferrara, soprattutto solo il profilo umano. Si è dedicato tanto al progetto ed è arrivato in un momento delicato. Ha portato valori umani e tecnici, infatti siamo arrivati al terzo posto, non siamo riusciti ad arrivare oltre e i playoff non sono andati come volevamo. Ma la squadra era competitiva, ha rimesso in sesto anche il settore giovanile. Per questo lo ringrazio.

Credo che il problema di questa stagione non è stato un problema tecnico ma forse viene da qualche mese prima. Abbiamo comprato una società profondamente malata, in default, in bancarotta. E abbiamo pensato di risanarla, cambiando alcune cose, magari non subito. Forse innestare il seme del positivo in una società ancora non radicalmente guarita, rischia di non attecchire a sufficienza. Mi ricordo subito prima di acquisire il club qualcuno, non ricordo il nome, mi suggerì di fare piazza pulita. Ma non lo abbiamo fatto immediatamente. Abbiamo immaginato di poter fare qualche piccola modifica. Siamo arrivati in un momento molto complicato però, sembra più facile aggiungere qualcosa, mentre per fare una buona ristrutturazione devi abbattere il vecchio.

In questa stagione abbiamo puntato ad una ristrutturazione vera, individuiamo gli ultimi malanni per risolverli. Credo che Pisa possa essere serena, abbiamo avviato un progetto che vogliamo far diventare virtuoso, lavorando sul progetto sportivo. Abbiamo deciso di affidare questa rivoluzione a questo architetto che risponde al nome di Roberto Gemmi. Gli daremo piena autonomia e chiaramente massima responsabilità allo stesso tempo per i risultati.

Si son cambiati tre allenatori per convincerci che il problema non era quello. Ma quando c'è qualcosa che non è correttamente stabilizzante si rischia di penalizzare anche i risultati di una squadra di valore. Se bastasse avere una squadra di livello forse sarebbe troppo facile vincere, ma occorrono altre cose. Punteremo ad una squadra solida, costruita in maniera virtuosa, come tutto il progetto. Il pisano non deve aver paura che la società non si iscriva, ma deve capire come la virtuosità di un progetto deve avviarsi. Puntiamo come sempre ad una corretta gestione aziendale. Non bisogna però dimenticare che ci siamo sobbarcati debiti importanti, rivelatisi più alti del previsto, che ci hanno condizionato. Abbiamo continuato e continueremo a pagare i debiti pregressi, e investito perché ci fosse una base sportiva. Abbiamo trenta giocatori, un settore giovanile di un certo tipo. Speriamo ora di recuperare qualche credito. La Giustizia è veloce quando devi pagare, quando devi riscuotere invece è un po' più lunga.

Abbiamo la missione, la volontà, di andare avanti, attraverso questo progetto. Mi è arrivata la notizia che Piazza ha messo in vendita la Reggiana. Io penso che abbiamo già investito nel Pisa quanto una normale società di C spenderebbe in dieci anni. Noi soci non abbiamo altri interessi se non il calcio a Pisa, non ci sono secondi fini. Ci siamo detti che dobbiamo creare tutti quei valori che possano portare avanti il progetto della società, ivi inclusa la questione stadio. Tutto quello che riusciamo a generare lo facciamo per la squadra, sappiamo che ogni anno ammortizzeremo l'investimento iniziale e quelli stagionali. Una società sana mangia ciò che caccia. Vogliamo essere aggressivi e competitivi, altrimenti Gemmi non sarebbe qui, e lo vogliamo fare a lungo termine. Non per due o tre anni per poi trovarsi fermi ai box.

La scelta di Gemmi è perché è ambizioso e so che nel Pisa ha visto una sfida che lo appassiona. Quel che mi ha colpito dal primo momento è che oltre a conoscere tecnicamente i giocatori, e questo è il suo lavoro, conosceva alla perfezione tutte le sfumature del Pisa. Ci siamo trovati subito in sintonia, abbiamo capito immediatamente che si poteva avviare l'attività".