Pres U. Brescia: "La risposta della città c'è stata. E il nome non si cambia"

Pres U. Brescia: "La risposta della città c'è stata. E il nome non si cambia"TMW/TuttoC.com
Giuseppe Pasini
Oggi alle 09:20Girone A
di Valeria Debbia

In casa Union Brescia è già tempo di ripartire dopo il ko di domenica ad Ascoli che ha sancito un altro anno di purgatorio per le rondinelle. Come si riparte dopo una finale così lo ha spiegato il presidente Giuseppe Pasini: "Come tutte le sconfitte, soprattutto in una finale, è ovvio che siano dolorose. Però bisogna ripartire da qui, da Ascoli, per quello che abbiamo fatto nei playoff: abbiamo disputato grandi playoff. Ci davano tra le quattro semifinaliste come i meno favoriti, e invece siamo arrivati in finale. Ce la siamo giocata negli ultimi 90 minuti. Non posso che fare un plauso al mister, allo staff e ai ragazzi per quello che hanno fatto nei playoff e durante tutto il campionato. Oggi merito all’Ascoli: sul campo se l’è guadagnata. Noi forse siamo mancati un po’ di incisività davanti, ma le partite vanno anche così. Ripartiremo cercando di fare un grande campionato, senza passare dai playoff: vogliamo essere protagonisti".

Sui progetti extra-campo, Pasini ha proseguito: "Sì, stiamo definendo diversi progetti. Uno molto importante è quello del centro sportivo: abbiamo raggiunto un accordo con Rigamonti Spa per i terreni agricoli, e realizzeremo un centro sportivo importante, degno di Brescia. E poi stiamo lavorando per portare anche la V sulle nostre maglie già da luglio. Questo è il lavoro che stiamo facendo fuori dal campo".

Sul piano sportivo, questa stagione lascia una eredità: "Ripeto: non posso che fare un plauso a tutti. A chi ha giocato, a chi non ha giocato, a chi ha lavorato dietro le quinte creando le condizioni per fare un grande lavoro. Abbiamo riportato allo stadio più di 40.000 persone nei playoff, abbiamo fatto ritrovare ai bresciani l’orgoglio di vivere il calcio. Dopo un anno così, questi sono obiettivi centrati e non erano affatto scontati".

La città ha risposto in massa, ma c'è da mandare anche un messaggio a chi contesta l’identità dell’Union Brescia: "Questa è la risposta della città. E colgo l’occasione per dirlo: se la mettano via quelli che continuano a dire che l’Union Brescia non è il Brescia dei bresciani. Quando parlano di speculazione economica, io dico: chi è che sta facendo speculazione? Qui dentro c’è gente che ci mette denaro, sacrifici e tempo. La risposta sono i 16.000, i 40.000, i 7.200 abbonati, i 250 sponsor. Se loro non ci credono, smettano di rompere le scatole sui social. Anche perché sono una piccola minoranza. Se la mettano via una volta per tutte".

Un’ultima battuta sul nome del club. "Il nome non si cambia. L’ho detto anche prima: come io mi chiamo Giuseppe perché i miei genitori mi hanno battezzato così, all’anagrafe il club è nato Union Brescia. E così si chiamerà sempre. Poi ognuno è libero di dire Union Brescia o Brescia, ma il nome è quello".