Top & Flop di Olbia-Cuneo

10.02.2019 18:15 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
Cardelli, TOP Cuneo
© foto di Giuseppe Scialla
Cardelli, TOP Cuneo

Chi si sarebbe meravigliato per un 1-1? Ce le siamo date, ci abbiamo provato, ci siamo eguagliati e va bene così, ognuno per la propria strada.

Razionalmente ci stava: il Cuneo avrebbe portato a casa un buon pareggio in terra sarda, interrompendo l'emorragia di sconfitte esterne; l'Olbia avrebbe dato seguito alla prova firmata con il Pontedera, andando avanti per mattoncini ma anche con qualche solida certezza. Sì, l'1-1 era già gesso su ardesia, anche perché Scazzola decide di coprirsi sostituendo il tandem d'attacco con una mezzapunta e un difensore.

Il vantaggio locale era apparso inconfutabile. L'intervento di testa di Ceter ad un minuto dal termine era sembrato il doveroso premio ad un atteggiamento gallurese che parla di personalità e voglia di andare oltre le ultime prove di grande semina e di poco raccolto. Anche perché quella stessa traversa tremava ancora dopo l'intervento prodigioso dell'esordiente Cardelli, oggi davvero hombre del partido. La reazione che non c'è, un avversario che non ne approfitta: scivola via tra sbadigli e prime sostituzioni le prima parte della ripresa. Poi un lancio lungo, un portiere che frana su Jallow e Kanis, dal dischetto, riporta tutti sull'1-1. E sembra essere questa la fine. Forse ovvia, ma rassicurante per tutti. E se lanciassimo la palla lunga? Forse poco raffinato, magari un po' grezzo. Proviamoci. Il Cuneo ci prova: palla lunga e il rimbalzo va lì, in quella terra di mezzo che non è di proprietà del portiere né dell'attaccante avversario. Saltano tutti, ma solo Defendi prende il tempo giusto. La punta di Trescore prende anche Marson: violentissimo l'impatto con il portiere all'ospedale per accertamenti. Vigile, ma immobilizzato. Stasera, in casa Olbia (e in tutte le case) è tempo di tifare per Leonardo, giovane guardiapali che sta crescendo, tra errori e ottimi interventi, come è normale che sia. Per capire come si sciupa un vantaggio, invece, ci si pensa domani. Operazione dolorosa, ma necessaria. E, di questi tempi, assai ripetitiva.   

Ecco chi, o cosa, a nostro avviso, rappresenta i Top & Flop del match disputato pochi minuti fa al "Nespoli" di Olbia:

TOP:

Ceter (Olbia): un Top a parziale risarcimento (per quel che vale) di un pomeriggio nel quale dire semplicemente "non è colpa mia, ce l'ho messa tutta ma avevo un muro davanti". E' stato proprio così. Il classe '97 di Buenaventura ci ha provato in tutti i modi: gli è andata bene una volta, non almeno altre tre nitidissime occasioni che, in altre partite, sarebbero stati gol da segnare sul tabellino. Rimane, ad ogni modo, una buona presenza in attacco, reparto che avrebbe bisogno di rifornimenti più continui e non ad intermittenza. Vallocchia, in questo senso, è il primo che può davvero fare la differenza se solo capisse quando è ora di prendere in mano la squadra: tecnica e buona lettura sono nella sua valigetta, fin dai tempi di San Benedetto del Tronto. E' ora di diventare grandi. AVERE QUALITA' E...PERDERE 

Cardelli (Cuneo): su tutti, per distacco. Per acclamazione. Se Defendi ha potuto firmare il sorpasso, il merito va a questo ragazzo toscano, di scuola Empoli e proveniente dal Pisa, che ha parato la qualunque. Nel primo tempo, d'istinto, ha indirizzato sulla traversa il colpo di testa di Ceter, poi si è ripetuto in rapida sequenza sugli interventi prima di Ogunseye e poi dello stesso colombiano. Sul gol, nulla può (e potevano fare qualcosa di più i colleghi della retroguardia). Nella ripresa, quasi sul finale, altro grande intervento -decisivo- su Ceter: il duello tu per tu lo vince lui, evitando fino all'ultimo di buttarsi e chiudendo lo specchio al numero 7 di Filippi. Se questo è il biglietto da visita... Già, mercato invernale, non ci deludi mai: tra tanti finti scambi, tra tante finte rivoluzioni, ci sono qua e là storie che parlano di rinascite, seconde possibilità e rivincite sognate per mesi. CHE ESORDIO! CHE GIORNATA!

 

FLOP:

Il mancato raddoppio (Olbia): una volta appurata la relativa inconsistenza di una reazione biancorossa alla ripresa del gioco, era lì che si doveva affondare il colpo. Le occasioni galluresi non sono mancate nè nel primo tempo, nè dopo il pareggio ospite: mancano -tabellino alla mano- proprio nei primi venti minuti del secondo tempo. Ritmi bassi che solo in apparenza favoriscono i Guardiani del Faro, cullati da quell'incornata di Ceter che avrebbe dovuto invocare un bis. Perché ci sta l'episodio del rigore, ci sta anche il tiro della disperazione sul finale di partita. Meno cincischiare attendendo il novantesimo. Perché poi arriva un'altra settimana di rimpianti, fidi compagni di un'intera stagione. LEGGERE LA PARTITA: QUESTO FA LA DIFFERENZA, ANCORA PRIMA DEI PIEDI

Santacroce (Cuneo): dovrebbe essere l'elemento che dà sicurezza a tutta la retroguardia, invece oggi è sembrato davvero fuori tempo. Lascia solo Ceter in occasione del vantaggio locale (l'ex-Parma, a dirla tutta, non è l'unico colpevole) e, nella ripresa, innesca una discesa di Ragatzu. Sbavature innocue perché chi vince ha sempre ragione. Ma il Cuneo del primo tempo non ha ben figurato, tutt'altro. I premi ai portieri rivelano sempre l'altra faccia della verità. Difetti, limiti, incertezze spazzate via da una sola, ma grande, qualità: la capacità di crederci sempre, anche quando può bastare così. I TRE PUNTI AI TIFOSI, I DUBBI ALLO STAFF TECNICO