Pres Palermo: "Filippi ha meritato la riconferma. Punteremo a vincere"

04.06.2021 18:00 di Dario Lo Cascio Twitter:    Vedi letture
Pres Palermo: "Filippi ha meritato la riconferma. Punteremo a vincere"
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Dario Mirri, presidente del Palermo, è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto in casa rosanero: "Ci sono pochi dubbi sulla riconferma del tecnico. L'anno scorso abbiamo individuato in Roberto Boscaglia il tecnico ed eravamo tutti convinti fosse il miglior allenatore possibile. Ha fatto prima il suo mestiere brillantemente e continuerà a farlo, ma qualcosa non ha funzionato. È oggettivo. In questo momento Filippi è il miglior allenatore possibile. Ma tra qualche mese magari perde una partita e, come avvenuto con Boscaglia, tutti hanno criticato quella scelta. Da questa parte del tavolo non c'è gente che si diverte a sbagliare o indovinare. Il presupposto comune è che si provi in tutti i modi al massimo. Cosa è successo con Boscaglia? Evidentemente non è scattata quella scintilla virtuosa che serviva per portarci dove invece ci ha portato Filippi. Con lui abbiamo fatto 2.10 punti di media, dietro la Ternana. Così sarebbe facile, Filippi è il miglior allenatore del mondo? Non abbiamo questa certezza. Ma i risultati sono evidenti, con lui la squadra ha fatto non bene, benissimo. I playoff erano uno degli obiettivi stagionali. Alla promozione ci siamo arrivati vicini, l'Avellino che ci ha battuto con competenze è ora in semifinale. Giacomo è stato bravo a raccogliere l'eredità di quello che ha trovato e a fare bene. Abbiamo iniziato a parlare con Giacomo Filippi. Non è il giudizio sull'uomo ma sui programmi, la mia idea personale è che abbia dimostrato di avere tutto per essere l'allenatore del Palermo". 

"Il progetto per la prossima stagione è quello di tutte le altre: vincere. I primi di agosto del 2018 De Laurentiis si aggiudica il Bari e dichiara che sarebbe andato subito in Serie A. Il Bari è in nostra compagnia, è uscito ai playoff come noi e ha investito molto di più. Il progetto è evidente, faremo una squadra per poter vincere, non certo per perdere. Allo stesso modo l'Avellino, il Catanzaro, il Cosenza, la Juve Stabia, il Catania, lo farà il Messina. Le grandi città che affronteremo proveranno a vincere. Non ci sono formule assolute, nessuno gioca per perdere. Poi in mezzo ci sono tante difficoltà, il pallone è rotondo. Ci siamo andati vicini e sono soddisfatto, siamo una neopromossa. Venivamo dalla D con tanti mesi di inattività. La squadra si andrà ulteriormente affinando. Dobbiamo vivere il presente. Il Palermo deve andare in Serie A perché è la quinta città italiana, ha uno stadio e un pubblico straordinario. Ma la A non è dovuta. Abbiamo delle avversarie oggi e dobbiamo accettare il presente. Se non guardiamo dove siamo, non possiamo guardare al futuro e raggiungerlo tutti insieme". 

"Chiedo alla città un patto di unità. Bisogna stringersi attorno alla squadra soprattutto quando si perde. È lì che serve il supporto dei tifosi. Quando abbiamo vinto con Filippi sembrava avessimo una squadra da Champions, ma era la stessa degli otto mesi precedenti. E certo non si può dire che Filippi sia un genio e Boscaglia un asino. Per me sono uguali. La differenza l'hanno fatta i risultati. Il progetto è fare una squadra come quella degli ultimi tre o quattro mesi, che ci possa portare a vincere il campionato". 

"La mia famiglia e Di Piazza abbiamo fatto un enorme sforzo, con un capitale complessivo di 15 milioni e un programma di tre anni, che stiamo rispettando. Abbiamo sottoscritto un impegno, con il capitale per intero, senza accampare scuse, barra dritta e sempre avanti. Il recesso esecutivo accelera il processo di rifinanziamento. Stiamo lavorando a questo e all'individuazione di nuovi soci, il Palermo è una casa di vetro. Sin dall'inizio cerchiamo risorse, non abbiamo mai avuto la pretesa di risolvere tutto. Siamo orgogliosi di aver rifondato il Palermo. Palermo non è Zurigo, Modena, Parma, Novara, Bologna o Spezia, per citare società di calcio che sono state vendute o acquistate. Al Sud c'è poco e non è un problema solo di Palermo. In due anni non esisteva e oggi siamo la prima società calcistica siciliana. Questo ci deve rendere orgogliosi e speranzosi che si possa avvicinare al Palermo un'opportunità di investimento di qualcuno. Di Piazza ha sondato il terreno negli Stati Uniti ma nessuno è andato oltre i primi colloqui. Dobbiamo rimboccarci le maniche e sperare di risolvere il problema il prima possibile".