Top & Flop di Crotone - Giugliano
Allo Scida si sono affrontate due filosofie di calcio lontane, quasi opposte, e proprio per questo capaci di generare una partita aspra, intensa, piena di piccoli dettagli tattici e di continue oscillazioni emotive, nonostante i pochi tiri effettivi verso la porta. Il Crotone di Emilio Longo ha imposto da subito un’idea chiara: costruzione ragionata, coinvolgimento attivo di Merelli nel palleggio, ricerca costante delle seconde palle e un atteggiamento collettivo che ha dato la sensazione, in più momenti, di voler specchiare e superare il Giugliano sul suo stesso terreno di gioco. Una squadra che non si è limitata a gestire il ritmo, ma ha provato a dominarlo.
Il Giugliano di Eziolino Capuano ha vissuto un primo tempo più complesso. Baldé è stato spesso isolato tra le linee, complice la densità rossoblù nella zona centrale; la manovra, però, ha trovato progressivamente respiro grazie al lavoro delle mezzali, con D’Agostino che si è confermato il vero faro offensivo: lucido, sempre nel vivo dell’azione, l’unico in grado di accendere improvvisamente la manovra gialloblù. Lo 0-0 dell’intervallo ha rappresentato la sintesi più fedele della partita: un confronto duro, fisico, vissuto soprattutto in mediana, sorretto da fiammate individuali – da una parte un Vinicius straripante, dall’altra un D’Agostino ormai cardine dello scacchiere di Capuano.
La ripresa ha indirizzato la gara in modo netto già al 48’. Zunno, vecchia conoscenza proprio del tecnico gialloblù, ha sfondato ancora una volta sulla corsia, ha servito Gomez e l’argentino, con uno stop secco e una conclusione deviata da Milani, ha trovato il gol che ha sbloccato la partita. Da quel momento il Crotone ha alzato ulteriormente la pressione, chiudendo linee di passaggio, occupando il campo con ordine e intensità, e andando più volte vicino al raddoppio.
Il Giugliano non si è arreso, ma ha dovuto fare i conti con un avversario solido e maturo. Merita una menzione Bolletta, impeccabile in un paio di interventi che hanno tenuto aperta la gara, così come la coppia centrale Laezza-Caldore, autrice di due salvataggi a porta vuota e di una partita di sacrificio e attenzione continua, simbolo della volontà della squadra di restare aggrappata al risultato fino all’ultimo.
La sensazione finale è quella di due squadre che sanno cosa vogliono, ma che oggi hanno trovato risposte diverse. Il Giugliano è vivo, combattivo, dotato di una strada tecnica chiara da cui ripartire per risalire la classifica. Il Crotone, invece, ha mostrato una qualità di palleggio e una maturità gestionale che lo proiettano con forza verso le zone alte: il sesto posto è una tappa, non un traguardo.
Di seguito i Top&Flop del match:
TOP
Vinicius (Crotone): Il vero mattatore della giornata. Vinicius ha interpretato la gara con una completezza impressionante, spaziando su tutto il campo e incidendo in ogni fase: costruzione bassa, inserimenti centrali, duelli fisici, seconde palle. Sempre nel vivo dell’azione, ha creato superiorità con continuità e si è reso pericoloso più volte anche di testa. È stato il motore dinamico di questo Crotone, presente anche nell’azione che ha portato al gol decisivo. Una prestazione totale. PREZIOSO
D’Agostino (Giugliano): L’anima offensiva del Giugliano. D’Agostino ha agito da minavagante sulla trequarti, accendendo la manovra gialloblù con giocate individuali, cambi di ritmo e continui movimenti tra le linee. Qualche rasoiata non precisissima, ma tanta personalità e sacrificio, spesso creando occasioni dal nulla. In un sistema conservativo come quello di Capuano, è l’elemento che rompe gli schemi e fa davvero la differenza. Prestazione energica e centrale. ENERGICO
FLOP
Gallo (Crotone): Doveva essere il metronomo rossoblù, ma la sua partita è stata meno brillante rispetto al solito. Gallo si è trovato imbrigliato nel lavoro di pressione del Giugliano e talvolta la manovra è risultata più lenta, meno verticale e più prevedibile. Partecipazione ordinata, ma senza quella pulizia e velocità di esecuzione che spesso contraddistinguono il suo gioco. Non negativa, ma certamente non la sua giornata migliore. OPACO
Baldé (Giugliano): Gara complicata fin dall’inizio. Baldé prende un giallo evitabile dopo pochi minuti e poco prima della mezz’ora rischia seriamente il secondo, condizionando la sua aggressività nei duelli. Fatica a dare profondità, a tenere alta la squadra e a fungere da riferimento offensivo, finendo spesso isolato. La differenza si vede nella ripresa con un Nepi più mobile e funzionale. Non era la sua giornata. SCARICO
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