IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - PAOLO ZANETTI, IL PREDESTINATO

18.11.2018 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA -  PAOLO ZANETTI, IL PREDESTINATO

Lunedì, al momento della sua proclamazione come miglior allenatore della passata stagione in Serie C, Paolo Zanetti non era presente nell'auditorium del Centro Tecnico Federale di Coverciano, per il semplice fatto che non si aspettava di essere insignito della Panchina d'Oro. E invece ha sbaragliato la concorrenza ottenendo undici voti, uno in più di Liverani. Un riconoscimento tanto inatteso quanto prestigioso, che certifica la bontà del lavoro svolto alla guida del Sudtirol, una realtà ormai consolidata. E che assume un valore ancora maggiore, perchè arriva dai propri colleghi. Chi meglio di loro può assegnarlo? Zanetti, 36 anni ancora da compiere, succede a Stroppa, diventando il più giovane di sempre a potersi fregiare di un premio così ambito.

“E' un grande riconoscimento - ha dichiarato dopo la proclamazione - e una grandissima emozione per me. Sono il più giovane allenatore a vincere questo premio da quando è stato istituito. Un premio prestigiosissimo che condivido col mio staff, con tutti miei calciatori della passata stagione e con il mio Club, che ha creduto in me due estati or sono, puntando su un allenatore alla sua prima esperienza su una panchina professionistica e reduce da una stagione alla guida di una formazione Berretti, quella della Reggiana”.

Basso profilo, lucidità in ogni situazione e voglia costante di migliorarsi sono le caratteristiche di uno dei tecnici più promettenti del panorama calcistico italiano. Il Sudtirol è stato la vera rivelazione dello scorso campionato, concluso col secondo posto nella regular season e con l'eliminazione dai playoff solo in semifinale per mano del Cosenza, poi promosso in Serie B. Una stagione straordinaria, che ha fatto scattare inevitabilmente l'interesse di molte società anche di categoria superiore. Avances respinte al mittente perchè il giovane tecnico di Valdagno crede fortemente nel progetto biancorosso e il club altoatesino non ha perso tempo blindandolo con un contratto fino al 2020. Zanetti è rimasto a Bolzano un po' per riconoscenza in chi ha creduto in lui prima di ogni altro, dimostrandogli fiducia quando ancora aveva tutto da dimostrare ed un po' per raccogliere i frutti del percorso virtuoso intrapreso. Raggiungere la serie cadetta con la sua creatura sarebbe la chiusura del cerchio, la definitiva consacrazione prima di spiccare il volo verso altre sfide.