Piacenza, che peccato. Ma è stato bellissimo comunque

16.06.2019 06:00 di Claudia Marrone Twitter:    Vedi letture
Piacenza, che peccato. Ma è stato bellissimo comunque

Una doppia occasione, a distanza di circa 40 giorni: ma qualcosa è andato storto, per due volte.
Quel premio che anche il Piacenza avrebbe meritato, e che si chiama Serie B, non è arrivato. Il calcio è questo, del resto: puoi giocare bene, ma le variabili sono infinite e mai pronosticabili.

La storia parte dal lontano, dalla scorsa caldissima estate... non solo per le temperature metereologiche. La querelle ripescaggi/riammissioni tiene a lungo banco, come è noto l'avvio del campionato slitta a dismisura e anche l'inizio è piuttosto monco, si gioca a singhiozzi e addirittura l'Entella scende in campo la prima volta alla 10^ giornata, con ben 9 gare da disputare: il Piacenza è estraneo a tutto ciò, pensa solo a fare quello per cui è chiamato.
Puntare più in alto possibile, poi ancora più su, poi crederci, perché la B non è un miraggio. 
Nel corso dei lunghissimi mesi che seguono all'avvio del torneo, la formazione di Franzini occupa sempre posizioni di vertice, non subisce alcun contraccolpo dal mercato invernale quando tutti erano sobbalzati per un attacco rivoluzionato proprio con partenze e nuovi innesti, e arriva al 23 aprile nel migliore dei modi. Una data cardine, quella, perché c'è lo scontro - relativo al girone di andata - con l'Entella: uno scontro che vale quasi la B, i liguri hanno 69 punti contro i 68 degli emiliani, e la corsa alla promozione diretta è ormai solo loro appannaggio poiché il Pisa, pareggiando il turno regolare di campionato contro il Pontedera, si era estromesso dalla stessa (la storia ha poi comunque sorriso ai nerazzurri, vincitori dei playoff). Sestu compie la magia, il Piacenza vince e scatta il sorpasso, ma non basta la penultima giornata, vincono entrambe e tutto si riduce al 4 maggio, un infausto 4 maggio nel quale i biancorossi cadono rovinosamente a Siena e l'Entella, all'89', batte la Carrarese prendendosi la B.
Sono playoff, direttamente al penultimo turno: Imolese battuta, 25 giorni di stop neppure si sono sentiti, poi Trapani. 0-0 all'andata, e il ritorno non positivo a livello di risultato, i siciliani vincono 2-0 e salgono in B.

Ma il Piacenza non ha da leccarsi alcuna ferita, perché ferite non può averne: a questa squadra si devono solo fare complimenti. Il Piacenza chiude questa stagione a testa alta, perché quanto è stato fatto nel particolare anno del Centenario deve per forza essere un ottimo punto dal quale ripartire: qualche piccolo accorgimento per l'anno prossimo, ma la voglia di riprovarci non deve assolutamente mancare. Perché i mezzi ci sono. 
E puntare in alto è un dovere.
Giù il sipario, sì, ma tra gli applausi.