Consales a ruota libera: "Casertana? C'è stata troppa fretta con Espinal"
Andrea Consales, telecronista di Sky Sport, è intervenuto come ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, per un'analisi approfondita delle ultime gare di Serie C.
Hai commentato il derby tra Cavese e Casertana. Che partita è stata?
«È stato un bellissimo derby, con un'atmosfera splendida. Le due tifoserie hanno dato grande spettacolo, soprattutto quella della Cavese, considerando che si giocava a Cava de' Tirreni. È stata una cornice davvero importante e anche la partita, a mio avviso, è stata molto bella».
Tra i protagonisti c'è stato ancora una volta Orlando, autore di una splendida punizione. Che impressione ti ha fatto?
«Mi ha colpito molto. Tra l'altro aveva compiuto trent'anni pochi giorni prima della partita e la sensazione è che abbia ormai raggiunto una piena maturità calcistica. È un giocatore di enorme qualità per la categoria. Secondo me è stato anche sfortunato nel corso della sua carriera. Nel 2017 aveva fatto un salto importante, passando alla Lazio prima del prestito alla Salernitana, ma proprio in quel periodo si infortunò. Negli anni successivi si è ritrovato e la scorsa stagione ha raggiunto per la prima volta la doppia cifra. Contro la Casertana è stato dominante. E poi devo ammettere che quando vedo segnare su calcio di punizione mi emoziono sempre un po'. Oggi sono situazioni sempre più rare nel calcio di alto livello, mentre in Serie C si vedono ancora specialisti capaci di fare la differenza. La punizione di Orlando è stata bellissima da vedere e da raccontare».
Dall'altra parte c'è una Casertana che, dopo quella sconfitta, ha deciso di esonerare Espinal. Te l'aspettavi?
«Nelle ore precedenti la decisione sembrava sempre più probabile. Anche osservando l'ambiente e i social network si percepiva una certa insofferenza nei confronti di Espinal. Personalmente credo che ci sia stata anche un po' di fretta. Faccio un passo indietro: dopo la sconfitta contro il Catania, che era stata la prima stagionale, non mi sembravano esserci elementi sufficienti per chiedere un cambio di guida tecnica. Eppure una parte della tifoseria aveva già preso quella posizione. Probabilmente a Espinal è stato contestato anche il continuo turnover. Contro la Cavese la Casertana ha cambiato cinque giocatori rispetto alla gara precedente e aveva fatto qualcosa di simile anche la settimana prima. In una squadra che deve ancora trovare la propria identità e la giusta amalgama può essere un rischio».
La Casertana resta comunque una squadra di alto livello?
«Assolutamente sì. Sono d'accordo nel dire che la rosa è molto forte. Forse in alcuni reparti ci sono anche giocatori con caratteristiche simili che rischiano di pestarsi i piedi, ma quando hai elementi come Manconi e Castelli davanti puoi tranquillamente ambire a un campionato importante. Aggiungo una cosa: secondo me la Casertana stava già facendo un campionato di vertice. Ha perso contro il Catania, che per valori sembra quasi una squadra di categoria superiore, e poi è caduta sul campo della Cavese, che resta una trasferta molto complicata. Capisco la scelta della società di intervenire subito, perché il calcio oggi va velocissimo, ma probabilmente si sarebbe potuto concedere qualche settimana in più a Espinal. Detto questo, Stellone è un allenatore importante e sono molto curioso di vedere cosa riuscirà a fare con una rosa di questo livello».
Passando al Girone A, hai commentato Pergolettese-Trento. Che impressione ti ha fatto la squadra di Tabbiani?
«La definirei con una parola: riconoscibile. Se guardi il Trento sai sempre cosa aspettarti. Gioca con idee molto chiare e con una precisa identità tattica. Questo è merito soprattutto della continuità. Tabbiani lavora da anni sulla stessa panchina e ha avuto il tempo necessario per costruire un progetto tecnico credibile. Anche quando cambiano gli interpreti, il modo di stare in campo resta lo stesso. Credo che a livello di organico abbia qualcosa in meno rispetto a corazzate come Cittadella o Union Brescia, ma è una squadra che gioca davvero bene e che rappresenta uno spettacolo per chi segue il Girone A».
Uno dei giocatori che stanno emergendo è Ladisa del Trento. Che giudizio dai sul suo percorso?
«È cresciuto tantissimo rispetto alla scorsa stagione. Una delle cose più belle della Serie C è proprio poter osservare l'evoluzione dei calciatori nel tempo. Oggi Ladisa è un giocatore diverso, più maturo. Ha qualità tecniche evidenti, fantasia, uno contro uno e prospettiva. Deve sicuramente aumentare la concretezza in zona gol, perché nel calcio moderno agli esterni si chiede anche di segnare, ma il percorso è molto positivo. Inoltre ha la fortuna di lavorare con un allenatore come Tabbiani, che sa valorizzare molto questo tipo di giocatori. Credo abbia tutte le qualità per costruirsi una carriera importante».
Hai seguito anche il Treviso. Che impressione ti ha fatto?
«Positiva. È una neopromossa, ma è stata costruita con ambizioni diverse rispetto a quelle normalmente associate a una squadra appena salita di categoria. L'obiettivo dichiarato resta la salvezza, ma è una squadra che può tranquillamente puntare ai playoff. Ha inserito tanti giocatori di esperienza e quando in mezzo al campo c'è Gucher si nota immediatamente una qualità differente. Mi soffermo anche su Tommasini, perché spesso si guarda soltanto ai gol. È vero che un attaccante deve segnare di più, ma lui svolge un lavoro enorme per la squadra. Tiene palla, fa salire i compagni, crea spazi e costruisce occasioni. Alcune delle migliori azioni del Treviso nascono proprio dal suo lavoro spalle alla porta».
Chi ti ha colpito maggiormente nel Treviso?
«Mi piace molto Gerbi, anche se contro il Renate non ha avuto grandi occasioni. È un attaccante che può accendere la giocata in qualsiasi momento. In generale il Treviso è una squadra forte. Forse non ha ancora una rosa da primissime posizioni, ma per inseguire l'obiettivo playoff possiede tutte le carte in regola».
Chi commenterai nel prossimo turno?
«Commenterò Union Brescia-Pro Vercelli. È una partita molto interessante. L'Union Brescia è ancora imbattuta, ma arriva da diversi pareggi e ha perso un'occasione per avvicinarsi al Cittadella. Dall'altra parte c'è una Pro Vercelli che ha cambiato qualcosa dal punto di vista tattico e che arriva da una vittoria importante. Tra l'altro c'è anche un precedente curioso: l'anno scorso finì 5-0 per il Brescia, mentre stavolta entrambe le squadre arrivano da alcuni 0-0. Questo dimostra che può davvero succedere di tutto».
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