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Renate e Cosenza, otto giornate senza vittorie: due crisi, la stessa classifica

Renate e Cosenza, otto giornate senza vittorie: due crisi, la stessa classificaTMW/TuttoC.com
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di Laerte Salvini

Abbassate il volume, qui non si festeggia. Otto giornate di Serie C sono andate in archivio e c'è chi la vittoria l'ha vista solo in casa degli altri. Renate e Cosenza: due storie lontane più di mille chilometri e anni luce dalle ambizioni d'estate, unite dallo stesso zero nella casella più importante. A far loro compagnia, nel girone A, c'è soltanto la Giana Erminio.

Il Renate è il paradosso. Pochi mesi fa chiudeva il girone A al terzo posto, scavalcando il Lecco all'ultima curva e prendendosi i playoff nazionali. Poi il campionato è partito e non si è più fermato a raccogliere punti: ko con l'Alcione, con il Cittadella e con il Novara, due pareggi con Lumezzane e Dolomiti Bellunesi. "Devo capire cosa non va", ammetteva Jack Gattuso a settembre. Non ha fatto in tempo: dopo la rimonta subita ad Arzignano, il 21 settembre, la società lo ha esonerato. Al suo posto Simone Banchieri, ex Pontedera e Messina.

Il debutto è stato una beffa: Treviso avanti al Piola di Novara con Bove all'86'. Sabato a Ospitaletto la prima scossa: sotto con Gobbi, il pari arriva al 98' su rigore di Calì. Tre punti in otto partite, ultimo posto condiviso. Una magra consolazione, di una squadra ancora in cerca della propria identità

A Cosenza l'identità ci sarebbe pure, manca tutto il resto.  Lì la crisi non è un incidente, è un ecosistema. Il Marulla è chiuso per lavori di adeguamento: il 31 luglio il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva del club. Così i Lupi giocano "in casa" allo Scida di Crotone, a un centinaio di chilometri, e senza tifosi. Il campo, consumato da due squadre, è un tappeto ruvido. In panchina c'è Federico Coppitelli, arrivato dopo l'addio di Buscé, con una rosa costruita dal ds Lucioni a budget ridotto. Lo stesso tecnico, fin dai primi giorni, aveva segnalato i limiti strutturali dell'organico.

I numeri gli danno ragione, purtroppo. Due pareggi, lo 0-0 con la Cavese e l'1-1 con la Scafatese arrivato a pochi minuti dalla fine, e sei sconfitte. Cinque gol fatti, diciotto subiti. Domenica il Foggia ha passeggiato: sforbiciata di Ravasio, poi Petito in pieno recupero. Due punti, penultimo posto, davanti solo al Crotone, che paga sei punti di penalizzazione ma una partita l'ha vinta.

E sopra tutto aleggia la società. Eugenio Guarascio ha scritto una lettera aperta lasciando intendere di essere pronto a vendere, poi è sparito dai radar. Le trattative si accendono e si spengono, l'ultima fumata nera pochi giorni fa. Intanto Coppitelli è in bilico, anche se rischia di essere il meno colpevole di tutti.

Nessuno ti regala nulla, nemmeno la prima vittoria. Il Renate ha cambiato allenatore e cerca una casa. Il Cosenza deve cambiare quasi tutto il resto. La strada è lunga, la classifica no: per fortuna, a ottobre, non ancora.