Juventus NG, Oboavwoduo: "A Manchester sviluppo individuale, qui con entusiasmo"

Juventus NG, Oboavwoduo: "A Manchester sviluppo individuale, qui con entusiasmo"TMW/TuttoC.com
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Oggi alle 21:20Girone A
di Giuseppe Lenoci

Justin Oboavwoduo ha rilasciato un'intervista sul sito ufficiale del club: "Quando ero un bambino piccolo all'asilo, ho semplicemente preso in mano un pallone. Giocavo a calcio durante la ricreazione e la mia maestra disse a mia madre che suo figlio era piuttosto bravo, che gli piaceva giocare a pranzo e durante l'intervallo. Da lì in poi, tutto ciò che riesco a ricordare di me da bambino è me che gioco a calcio. È il mio ricordo più lontano. La mia famiglia ha fatto molti sacrifici per me. Vengo da una casa in cui eravamo quattro figli ed eravamo tutti molto attivi e sportivi. Trovare il tempo per portarmi agli allenamenti e alle partite, e contemporaneamente gestire il loro lavoro, è stato importantissimo. Hanno fatto un lavoro enorme aiutandomi ad arrivare dove sono oggi: senza di loro non sarebbe stato possibile".

Prima dell'arrivo a Torino, la formazione calcistica di Justin si è sviluppata nell'Academy del Manchester City: "A Manchester fanno molto lavoro sullo sviluppo individuale per vedere dove puoi migliorare ogni giorno, dove vai bene e come potenziare questi aspetti fino a farli diventare dei super punti di forza. È una filosofia presente dalla prima squadra alle giovanili e questo facilita la transizione da una fascia d'età all'altra. Mi ha aiutato molto a imparare le basi del calcio, ad avere una buona tecnica e una buona intelligenza calcistica. La lingua è stata una delle sfide più grandi perché non parlavo l'italiano. In più era la prima volta che mi allontanavo dalla mia famiglia: vivere da solo, fare le cose per conto mio, dover comprare tutti i generi alimentari per la prima volta o comprare una televisione... Le cose semplici della vita che non fai finché non vai a vivere da solo. La distanza da casa e dalla famiglia a Manchester è stata la difficoltà maggiore".

Un adattamento ripagato dall'entusiasmo di vestire la maglia bianconera: "Ovviamente la Juventus è la squadra più grande d'Italia e ha una grandissima storia. Quando mi ha chiamato ed era seriamente interessata a portarmi qui, non è stata una decisione difficile da prendere, specialmente per come mi vedeva integrato nel sistema e per quello che avrebbe potuto essere il piano per me se mi fossi impegnato e avessi giocato bene. C'era un senso di gioia e orgoglio enorme per me e per tutta la mia famiglia".