Potenza, Tisci: "Domani renderò omaggio ai giovani tifosi foggiani scomparsi due anni fa"
Ivan Tisci, allenatore del Potenza, ha aperto la conferenza stampa di vigilia con un pensiero che precede la sfida dello Zaccheria: “Domani è una partita che vedrà due squadre e due comunità, quella di Foggia e quella di Potenza, ricordare Samuel, Samuele, Michele e Gaetano, i quattro ragazzi che il 13 ottobre di due anni fa ci hanno lasciati. So come vengono vissute queste situazioni da tutti, quindi ci tengo a mandare un pensiero alla tifoseria del Foggia, ai familiari, perché so quanto mancheranno: sapranno benissimo che questi ragazzi saranno presenti domani nel cuore di tutti. Due anni fa non ero qui, ma a distanza tutta l’Italia era stata scossa da quanto accaduto. L’ho vissuto, e mi ha toccato vedere come sono stati celebrati. Il mio saluto conterà magari poco, ma credo sia giusto farlo, perché sono state fatte cose importanti sia dalla tifoseria del Foggia sia da quella del Potenza: un abbraccio alle famiglie”.
Sulla gara, che vede la capolista contro una squadra reduce da due vittorie senza subire gol: “Non so se sia la partita perfetta nel momento perfetto, è una partita complicata contro una squadra che viene da due ottimi risultati, con gli ultimi sei punti conquistati senza subire reti, e non è una cosa da poco. So benissimo che partita dovremo affrontare. Ci arriviamo in una situazione di classifica e mentale buona, ma dobbiamo affrontare il Foggia di adesso, a mio avviso pericoloso e costruito per fare un campionato importante, come il loro allenatore ha sottolineato più volte. È un tecnico esperto, che sa come intervenire anche a stagione in corso per dare la propria identità alla squadra, e ha sempre detto che questa è una squadra con dei valori, che potrà fare un campionato di vertice. Credo che alla lunga andrà così, per quello che conosco e per quello che ho studiato. Sarà una partita difficile, complicata, ma mi aspetto anche una bella gara”.
Con il Potenza solo in vetta, e un calendario che propone subito dopo il Catania e un’altra trasferta delicata, resta da capire quando questa fase possa diventare determinante per il campionato. “Ogni settimana, da quando abbiamo iniziato il nostro percorso e stiamo riuscendo a dare continuità, ci si chiede se questa squadra saprà continuare a gestire il momento. È una risposta che ci darà il campo. Io continuo a dire ai ragazzi che dobbiamo continuare a lavorare: quello che abbiamo fatto fin qui è frutto di tanto sacrificio, di voglia di soffrire, di lottare, di non mollare mai, di giocarsi le partite. Sono curioso di vedere quanto riusciremo ancora a crescere, perché credo che i margini ci siano, anche se le partite possono dipendere da tanti episodi. Domani incontriamo una squadra forte, che non ha nulla da invidiare alle altre, con un pubblico che conosco molto bene perché ho avuto la fortuna di vestire quella maglia: so il peso specifico di quella maglia e so cosa può trasmettere la tifoseria quando le cose vanno in un certo modo. Cercherò di far capire ai miei ragazzi che giocare a Foggia e affrontare il Foggia non è mai semplice, soprattutto in un momento come questo. Se mi metto a pensare al Catania, mi distraggo da quello che è l’obiettivo di domani: useremo tutte le nostre energie, comprese quelle positive che arrivano dai nostri tifosi, che so aver esaurito i biglietti a disposizione. Sono curioso di vedere come i miei ragazzi continueranno a crescere in un ambiente non semplice”.
Tra i giocatori che hanno trovato meno spazio c’è Franzolini, centrocampista arrivato con ottime referenze dopo una stagione da otto gol nel girone B: “Un allenatore, quando ero giovane, mi fece una battuta: era Claudio Maselli, mio tecnico nella Primavera del Genoa. Mi diceva ‘è proprio perché ti vedo che non ti faccio giocare’, ma non è questo il caso. Sono molto contento di Andrea: è un profilo che avevamo monitorato con il direttore e con il mio staff, l’avevo incontrato l’anno scorso da avversario e avrei voluto averlo a disposizione, quindi è un giocatore importante. Come ci si sta accorgendo, tutti stanno spingendo, e non è facile fare le scelte, ma sono contento di avere queste difficoltà: chi è stato spesso utilizzato nella seconda parte di gara ha dimostrato di essere titolare, lui compreso. A Bari ha giocato dall’inizio facendo un’ottima partita, lo stesso in Coppa Italia, e da subentrato ha sempre fornito ottime prestazioni. Lo reputo titolare come tutti gli altri. Domani ho ancora un ballottaggio a centrocampo, anche per la squalifica di De Marco: ho a disposizione cinque o sei giocatori, compreso un giovane come Gorga, che sono tutti titolari, e cercherò di scegliere il meglio possibile in base alle esigenze della partita. Ma quello che ci aspettavamo da lui lo sta dando, e vale anche per gli altri che magari non vengono nominati nei primi undici: sono molto considerati, devono continuare a spingere, perché poi il campo giudica, e oggi stanno dimostrando di essere importanti”.
Alla vigilia restano da sciogliere alcuni dubbi di formazione, in tutti i reparti: “In queste settimane, avendo la possibilità di sfruttare al massimo la rosa, a parte l’assenza di De Marco abbiamo tutti a disposizione. Il dubbio a centrocampo è su chi far partire, in base alla partita stessa. Stessa cosa in difesa: la settimana scorsa avevo cambiato qualcosa, quindi sto facendo valutazioni anche nel reparto centrale. Un paio di dubbi forti li ho ancora, ma credo di scioglierli già nel pomeriggio. In attacco l’idea è di ripartire un po’ da quelli che hanno iniziato l’ultima partita, anche se gli altri stanno spingendo: Jacopo sta bene, l’avete visto poco nell’ultima partita ma io lo vedo in settimana. Bruschi è tornato in una condizione vicina all’ottimale, anche se deve continuare ad allenarsi, e lo stesso vale per Mazzeo e per Dos Santos. Sono molto contento di vederli in settimana: oggi la rifinitura è stata completata, e ho chiuso la settimana con grande serenità e con la consapevolezza di avere tutti a disposizione, soprattutto sotto l’aspetto mentale, perché vedo che quelli che non stanno giocando titolari sono quelli che spingono di più. È un grande segnale per il gruppo: se spingono loro, il livello dell’allenamento si alza, e quando vengono chiamati in causa riescono a dire il loro valore”.
Le parole di Kirwan in televisione, quando ha raccontato di non vedere l’ora di andare allo stadio ogni pomeriggio per allenarsi, fotografano lo stato d’animo di uno spogliatoio che ha saputo mantenere equilibrio nonostante il primato: “Le parole di Niko rispecchiano il pensiero di tutto lo spogliatoio, e credo che la vittoria mia e dello staff sia prevalentemente questa. Ho fatto loro i complimenti per come vivono il momento e l’allenamento quotidiano: sentire un giocatore dire certe cose, sapendo che sono condivise dal gruppo, per un allenatore è la cosa più bella, perché lavoriamo per questo. Le partite si possono anche non vincere, può andare storto qualcosa, ma vedo nei loro occhi la voglia di migliorarsi, anche quando analizziamo gli errori che facciamo, a volte mascherati dalla nostra bravura nel fare gol o nel metterci una pezza con lo spirito dei ragazzi. Facciamo fatica a mandarli via dal campo: quando fischio la fine dell’allenamento e dico che chi vuole restare per qualcosa di specifico siamo a disposizione, non se ne va nessuno, trovano sempre il modo di restare, anche per prendersi quel momento ludico che serve. È la strada giusta”.
Sull’avversario, che ha cambiato sistema di gioco nelle ultime due gare trovando maggiore solidità, e che può comunque variare assetto a gara in corso: “Il Foggia viene da due risultati importanti, sei punti con zero gol subiti, segnale di grande compattezza. Hanno cambiato sistema rispetto all’inizio dell’anno, ma questo non nasconde il fatto che anche a partita in corso possano variare l’assetto tattico, perché hanno giocatori importanti rimasti fuori nell’undici iniziale dell’ultima settimana: non c’erano Panico, Del Sole e Oviszach, che sarebbero titolari ovunque. Due di loro lo scorso anno facevano parte dell’Ascoli che ha vinto un campionato, e Del Sole è stato anche sfortunato per un infortunio: sono contento di ritrovarlo e di riabbracciarlo. È una squadra pericolosa, in salute, spinta da una collina di pubblico importante, e sono contento che sia così, perché questa è l’essenza del calcio. Andremo a giocarci la partita, e sono curioso di vedere la crescita mentale dei ragazzi nell’affrontare una gara che sarà complicata fin da subito”.
Il primo vero cambio di temperatura della stagione ha modificato anche la preparazione atletica, con un’attenzione particolare agli orari: “Tra i pali la risposta è giusta darla: Cucchietti è il nostro portiere titolare per gerarchie, pur sapendo che abbiamo un secondo che si è fatto sempre trovare molto pronto quando è stato chiamato in causa, quindi sono sereno e dormo sonni tranquilli. Il discorso del meteo è un aspetto che abbiamo valutato: abbiamo iniziato gli allenamenti mattutini per sfruttare l’allenamento e subito dopo il pranzo dei ragazzi, visto che anche l’orario della partita sarà diverso. Cerchiamo di svolgere la settimana in ottica di quello che sarà la partita della domenica, come successo a Barletta, quando giocavamo alle 12:30 e ci siamo allenati in un orario molto simile, anche per una questione di pasti e di alimentazione. Il caldo, che credo non torni più, aiuterà a lavorare in maniera diversa, e l’intensità degli allenamenti è stata alta, sfruttando anche la prima pioggia arrivata a Potenza. Seguiamo sempre le linee dettate dai nostri fisioterapisti, dal preparatore atletico e da chi ci segue per l’alimentazione”.
In testa alla classifica c’è la squadra che ha segnato di più, non quella che ha subito di meno, una tendenza diversa da quella che di solito si vede in Italia e nella stessa Serie C. “Le componenti sono tante. A inizio campionato i gruppi erano ancora in via di rodaggio, e il campionato è partito con il mercato aperto: ci sono stati colleghi che hanno dovuto far fronte a cambiamenti continui di settimana in settimana, io sono stato fortunato per come la società mi ha fatto lavorare con il gruppo quasi al completo. Settare bene il tutto richiede tempo: qualcuno affronta l’inizio con più spensieratezza e più coraggio, e quindi concede qualcosa in più, poi col passare delle settimane tutti trovano i propri equilibri e migliorano anche negli aspetti difensivi. Una squadra in testa oggi che ha fatto tanti gol e non è quella che ne ha subiti meno nasce anche dal fatto che la differenza tra gol fatti e subiti, nel nostro caso, è ampia. Alla lunga, però, studiando le statistiche, negli ultimi anni le squadre che hanno subito meno di venti-venticinque gol sono sempre arrivate tra le prime due o tre. Ci sono comunque squadre che in passato hanno vinto campionati con attacchi che hanno realizzato tantissimo: bisogna trovare il giusto equilibrio. Non speculo né sull’una né sull’altra cosa, mi piace fare gol e sono contento per i ragazzi, perché la massima espressione del calcio è quella, ma subirne qualcuno in meno non dispiacerebbe”.
Chiudendo sul tema delle rotazioni, e sulla scelta di cambiare spesso gli interpreti anche dopo ottime prestazioni, con il rischio di togliere certezze a chi ha giocato bene per più partite: “Vi avevo dato del materiale per contestarmi, e visto dall’esterno quanto dite ci sta, ma continuo a sottolineare che questo gruppo mi trasmette troppe sensazioni positive durante la settimana, per l’allenamento e per la globalità. Non arrivo al sabato con il dubbio perché uno sia più forte dell’altro: per come si allenano, meriterebbero tutti. Quando ho dovuto fare le scelte la settimana scorsa, come quella su Staver e su Jacopo, che hanno fatto due ottime gare, non mi sono basato solo sulle gare che abbiamo vinto, perché non le abbiamo vinte con i primi undici: abbiamo fatto risultato grazie alla forza del gruppo, ed è su questo che devo continuare a spingere. I ragazzi l’hanno capito. La parola ‘panchinaro’ è storica, ma è un po’ passata di moda: nel calcio moderno, con i cinque cambi e la possibilità di avere tutti a disposizione, qui non ce ne sono. Per un’ora tutti possono spingere tanto, ma quando so di avere in panchina altrettanti titolari devo sfruttarli al massimo. Le mie riflessioni non nascono da preoccupazioni, ma dalla voglia di scegliere con lucidità: mi confronto con lo staff, parlerò anche oggi pomeriggio con il mio secondo, e in partita, quando devo fare i cambi, chiamo il mio secondo, riflettiamo e valutiamo in poco tempo, perché a volte devi essere veloce. C’è anche la sensazione del momento, ma non si può vivere solo di sensazioni: bisogna andare anche per un minimo di logica, che non sempre ti dà ragione. A oggi quello che mi sta dando ragione è il loro rendimento, le loro prestazioni, non la fortuna. Sono bravi loro a capire che domani non ci saranno titolari e panchinari, ma i primi, e poi pescheremo gli altri per dare continuità a questo percorso”.
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