Il dato è tratto - Turati, tre mesi per entrare nella storia dello Spezia

Il dato è tratto - Turati, tre mesi per entrare nella storia dello SpeziaTMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Matteo Ferri

Che lo Spezia fosse la squadra, tra le quattro neo retrocesse, messa meglio rispetto alle altre era opinione comune tra gli addetti ai lavori: meno violento lo scollamento con la piazza rispetto alle barricate erette dai tifosi del Bari o all’eterno dissenso del pubblico pescarese nei confronti del presidente Sebastiani, più incisivo il rinnovamento delle cariche dirigenziali rispetto alla confusione estiva vissuta a Reggio Emilia. In Liguria, il ritorno di Guido Angelozzi ha sistemato due problemi in un colpo solo, riaccendendo l’entusiasmo dei tifosi e portando in panchina il nuovo enfant prodige degli allenatori italiani. Marco Turati, un passato da collaboratore tecnico di Vincenzo Italiano proprio a La Spezia e reduce da due stagioni a Siracusa nelle quali ha riportato gli aretusei in C,  “rischiando” di salvarli nonostante le penalizzazioni a raffica e un contesto societario totalmente inadeguato al professionismo, sta confermando tutto quello che di buono si diceva sul suo conto. Ma, dal momento che questa rubrica tratta i dati e non le sensazioni, ecco una spiegazione più dettagliata del perché sia giusto lodare il lavoro del tecnico di Lecco.

Prima di tutto, i 22 punti conquistati in otto giornate di campionato, rappresentano la miglior partenza in assoluto, in 120 anni di storia, per gli aquilotti. Ed è un record che polverizza anche le stagioni migliori vissute fin qui dai bianconeri: nel 1976 Nedo Sonetti partì con quattro vittorie e altrettanti pareggi, nel 1999 Andrea Mandorlini fece lo stesso nell’allora C2 (poi vinta), stesso cammino per Luca D’Angelo nel 2024, ma “l’omone” era subentrato ad Alvini a metà della stagione precedente mentre Antonio Soda, che riportò in B i bianconeri nella stagione 2005-06, partì con cinque vittorie e tre pareggi.

Turati raggiunge una manciata di illustri colleghi che, al debutto su una nuova panchina, hanno iniziato il campionato con sette vittorie e un pareggio. Si tratta di Andreoletti al Padova e Gallo al Vicenza nelle ultime due stagioni, di Lerda a Lecce nel 2012, Braglia ad Alessandria nel 2016 e Sullo a Padova nel 2019. Curiosamente, solo i primi due, a fine stagione, hanno potuto festeggiare la promozione in Serie B.

Infine, quella dello Spezia entra nel novero delle migliori partenze in campionato della storia della Serie C, dietro soltanto a quelle del Livorno 1997-98 (nove vittorie consecutive, interrotte dal 4-0 di Cesena e un terzo posto finale, con playoff persi, al termine della stagione) e del Modena 2000-01 (otto vittorie di fila, prima del ko di Livorno e promozione in B raggiunta). Sette vittorie e un pareggio è il bottino conquistato dal già citato Padova di Sullo e dalla Torres 2023-24, entrambe non promosse a fine stagione mentre un rendimento analogo ma con un epilogo positivo lo ebbero il Parma di Carlo Alberto Quario nel 1953 e il Catanzaro di Vincenzo Vivarini nel 2022, oltre alla Juve Stabia di Fabio Caserta nel 2018, considerando le prime otto gare disputate e senza tenere in conto il match contro il Matera, valido per la sesta giornata, recuperato a dicembre ma il cui risultato venne poi cancellato dall’esclusione dei lucani.  Insomma, otto giornate non bastano per scrivere il finale, ma bastano per sapere che nessun allenatore aveva mai iniziato così la sua avventura in bianconero.