Intervista TC

Ds Renate: "Avvio disastroso, ci aspettavamo di più. Con la Giana è quasi decisiva"

Ds Renate: "Avvio disastroso, ci aspettavamo di più. Con la Giana è quasi decisiva"TMW/TuttoC.com
Oscar Magoni
Oggi alle 22:00Primo piano
di Raffaella Bon
Oscar Magoni analizza il momento delicato dopo il ribaltone in panchina: "Rosa costruita per Gattuso, ma i risultati erano insufficienti. Massima fiducia in Banchieri, ora contano solo i punti".

Punto della situazione in casa Renate, col direttore sportivo Oscar Magoni che analizza ai microfoni di TuttoC.com la situazione del club nerazzurro dopo un avvio più che complicato che ha portato all'esonero di Gattuso e alla sua sostituzione con Banchieri. 

Direttore, partiamo dal Renate: che giudizio dà a questo avvio di stagione?

"Il nostro inizio di stagione è stato disastroso e non posso certamente dirmi soddisfatto. Gli obiettivi che la società si era prefissata erano ben diversi. Adesso il primo pensiero deve essere quello di cominciare a vincere, restare agganciati alle squadre che ci precedono e cercare, passo dopo passo, di risalire la classifica. Ci aspettavamo molto di più".

Parla del fatto che gli obiettivi erano diversi: quali nello specifico?

"Erano obiettivi differenti rispetto alla situazione che stiamo vivendo oggi. In questo momento dobbiamo innanzitutto concentrarci sul tornare a fare punti e a vincere le partite. Solo così potremo recuperare terreno e riportarci nelle posizioni che riteniamo più consone al valore della squadra".

Il Renate è comunque una realtà ormai consolidata della Serie C. Qual è il segreto della continuità societaria e sportiva che vi contraddistingue?

"La nostra è una realtà molto solida, soprattutto grazie al presidente Spreafico e al direttore generale Massimo Crippa. Sono due persone eccezionali, presenti a Renate da tanti anni, che rappresentano un punto di riferimento fondamentale per il club. Anche loro stanno soffrendo per questo momento complicato, ma l'attaccamento che hanno verso il Renate è enorme. La solidità della società nasce proprio da figure come loro".

Parlando della costruzione della rosa, quanto è soddisfatto del mercato estivo? C'è qualche giocatore dal quale si aspetta un salto di qualità importante?

"La rosa che abbiamo costruito ci sembrava importante e ben strutturata. Era stata costruita appositamente per l'allenatore che avevamo in precedenza, Gattuso. Purtroppo i risultati sono stati gravemente insufficienti e, come spesso accade nel calcio, a pagare è stato il tecnico. Abbiamo deciso di affidare la squadra a Banchieri e ci aspettiamo che possa dare una spinta positiva all'ambiente. Non mi aspetto un salto di qualità da un singolo giocatore. Mi aspetto piuttosto che tutti riescano a rendere qualcosa in più, perché ne abbiamo bisogno. Sono ragazzi di valore che stanno attraversando un momento di difficoltà e dobbiamo aiutarli a tornare ai livelli che avevano mostrato in passato".

Il Renate ha spesso valorizzato giovani interessanti. Quali sono i profili sui quali scommetterebbe maggiormente in questa stagione?

"La valorizzazione dei giovani è sempre stata una prerogativa del Renate e anche quest'anno stiamo dando spazio a tanti ragazzi. In particolare c'è Viganò, classe 2008, che sta disputando ottime partite. È un giocatore di grandissima prospettiva e siamo convinti che, se continuerà nel suo percorso di crescita, potrà diventare un elemento molto importante".

Il Renate sta attraversando un momento complicato. Quanto conta mantenere fiducia nell'allenatore e nel progetto tecnico?

"Il momento è complicato e per questo abbiamo scelto di cambiare guida tecnica. Adesso c'è massima fiducia in Banchieri e speriamo che possa portarci quello che stiamo cercando: punti e vittorie. In questo momento sono le cose di cui abbiamo più bisogno".

Domenica vi attende la sfida contro la Giana Erminio. Quanto sarà importante per invertire la rotta?

"È una partita che si avvicina a essere decisiva. Abbiamo l'assoluta necessità di iniziare a vincere, perché non abbiamo ancora conquistato una vittoria in campionato e questo è un dato molto pesante. Dobbiamo sbloccarci il prima possibile per restare agganciati alle altre squadre e poi provare a risalire".

Passando al Girone A, che campionato sta vedendo? Ritiene che il livello complessivo sia cresciuto rispetto alle ultime stagioni?

"Il Girone A è sempre molto difficile. Lo conosciamo bene e ogni anno propone squadre organizzate. Ci sono realtà che, dopo un primo anno di adattamento, riescono a consolidarsi e a crescere ulteriormente. Penso ad esempio alle Dolomiti Bellunesi e ad altre società che stanno facendo un percorso importante".

Quali sono, secondo lei, le principali favorite per la promozione diretta in Serie B? E quale squadra potrebbe rappresentare la sorpresa del campionato?

"Le due principali favorite sono Brescia e Cittadella, perché dispongono di rose e possibilità differenti rispetto alle altre concorrenti. Non dimentico però il Trento, che resta una squadra molto competitiva, sostenuta da una società che ha dato continuità al proprio progetto tecnico e che sta facendo molto bene".

C'è una formazione del Girone A che l'ha particolarmente impressionata?

"Per quanto riguarda le squadre che abbiamo affrontato, direi il Cittadella. Mi ha colpito per solidità, forza fisica, qualità tecnica e mentalità. È una squadra che può arrivare fino in fondo e lottare per il vertice".

In Serie C assistiamo spesso a cambi di allenatore dopo poche giornate. Nel calcio italiano manca la pazienza necessaria per costruire progetti duraturi?

"I cambi di allenatore in Serie C sono piuttosto frequenti e, purtroppo, fanno parte del sistema. Non è mai una scelta piacevole, perché significa interrompere il lavoro di professionisti che erano stati scelti per portare avanti un progetto. Però nel calcio siamo tutti figli dei risultati e, quando i risultati non arrivano, spesso la società sente il dovere di intervenire".

Quanto è complicato oggi conciliare sostenibilità economica, competitività e valorizzazione dei giovani?

"È una sfida sempre più difficile. Per una società come il Renate la valorizzazione dei giovani rappresenta un aspetto fondamentale e fa parte della nostra identità. Bisogna riuscire a coniugare risultati, sostenibilità economica e crescita dei ragazzi, mantenendo sempre equilibrio nelle scelte".

Per concludere, ci fa tre nomi: un giovane da seguire nel Girone A, una possibile sorpresa del campionato e la favorita per la promozione diretta?

"Come giovane da seguire indico sicuramente Viganò, il nostro difensore centrale, un ragazzo di grande prospettiva. Segnalo poi un giovane attaccante della Pro Vercelli, Sow, che mi ha fatto un'ottima impressione e che credo possa fare cose importanti. Infine cito anche il difensore del Brescia, Samuele Sina, autore già di due gol in campionato e giocatore molto interessante. Quanto alla favorita per la promozione diretta, continuo a indicare il Brescia. Per struttura societaria, disponibilità economiche, storia e qualità dell'organico ha tutte le caratteristiche per restare competitiva fino alla fine e vincere il campionato".