Intervista TC

Ospitaletto, Galuppini: "Non ci aspettavamo un inizio così, ma abbiamo qualità"

Ospitaletto, Galuppini: "Non ci aspettavamo un inizio così, ma abbiamo qualità"
Oggi alle 16:00Primo piano
di Raffaella Bon

Per parlare dell'ottimo avvio di stagione dell'Ospitaletto, terzo in classifica alle spalle di Cittadella e Union Brescia dopo le prime otto giornate, la nostra redazione ha intervistato l'attaccante arancioblù Francesco Galuppini.

Francesco, partiamo dall’Ospitaletto: siete partiti molto bene in questo campionato. Ti aspettavi un inizio così?

"Siamo partiti bene. Non ci aspettavamo un inizio così bello, ma comunque già da quest’estate si vedeva che questa era una squadra di qualità".

Nell’ultima partita contro il Renate è arrivato un pareggio all’ultimo respiro dopo essere stati avanti praticamente per tutta la gara. C’è più rammarico per i due punti persi o soddisfazione per la prestazione?

"Sicuramente c’è rammarico, perché sono due punti persi per le tante occasioni che avevamo creato e perché eravamo a un minuto da una vittoria importante che ci avrebbe portato al secondo posto solitario".

A Novara hai segnato da ex. Che emozione è stata tornare al Piola e trovare anche il gol con la maglia dell’Ospitaletto?

"Onestamente non avevo nessuna emozione particolare nel tornare al Piola. Sicuramente era una partita sentita, perché sapevo che il pubblico mi avrebbe un po’ preso di mira, ma sono contento sia per il gol che per la vittoria".

Sei arrivato quest’estate dall’Ascoli in una società che sta vivendo un percorso importante. Cosa ti ha convinto ad accettare il progetto Ospitaletto?

"Venivo da Ascoli, che è una società che sta andando molto bene anche in Serie B, una società strutturata e organizzata per palcoscenici importanti. L’Ospitaletto mi ha convinto perché, in primis, pensavo fosse la piazza giusta per me e ho un bel rapporto con la famiglia Musso. Poi c’è stata la componente calcistica: i risultati lo stanno confermando e stanno premiando questa scelta".

Con tanti ragazzi giovani in rosa, senti una responsabilità particolare nello spogliatoio?

"Abbiamo tanti ragazzi giovani, ma con tanta qualità. Sta a noi “anziani” aiutarli a crescere e a far emergere tutte queste qualità, sapendo che c’è un percorso da fare che potrà passare anche da errori, con la consapevolezza che i giovani restano per noi un punto di riferimento importante, perché ci danno quelle caratteristiche che noi più vecchi tralasciamo".



In attacco si sta creando una buona intesa con Francesco Gobbi: contro il Renate gli hai servito l’assist per il gol. Come sta crescendo il vostro rapporto in campo? 

"L’intesa è buona e, pian piano, ci stiamo conoscendo meglio. Gobbi è un attaccante forte per la categoria: più ci conosciamo e giochiamo insieme, più riusciremo a fare meglio. Spero di fargliene ancora tanti di assist".

Hai vissuto diverse piazze importanti tra Serie B e Serie C. Quanto è cambiato Francesco Galuppini nel corso degli anni e che giocatore senti di essere oggi?

"Ho avuto la fortuna e anche l’onore di giocare in tante piazze importanti che, nel corso della mia carriera, mi hanno cambiato. Sono maturato: quando giochi davanti a determinate piazze devi sempre, per forza, vincere e ho imparato a gestire la pressione, le emozioni e l’adrenalina che ti dà entrare in campo in determinati stadi. Credo di essere un giocatore molto più completo, più determinato e che riesce a gestire con molto più equilibrio le emozioni".
 
A 32 anni hai ormai una grande esperienza della categoria: come è cambiata secondo te la Serie C rispetto a quella che hai conosciuto all’inizio della tua carriera?

"La Serie C è cambiata. Ci sono più giovani, ma questo non significa che le squadre siano meno forti. La categoria si evolve di anno in anno in base alle promozioni e alle retrocessioni. Ogni anno i gironi cambiano molto, la categoria si è evoluta, ma il livello è sempre alto".

Mister Andrea Quaresmini conosce molto bene questo ambiente e questo gruppo. Che allenatore hai trovato e cosa ti sta chiedendo principalmente dal punto di vista tattico?

"Il mister è qui da tanti anni e conosce l’ambiente alla perfezione. Sa quello che serve e insiste su ciò che serve alla società e ai giocatori per rendere al meglio. Dal punto di vista tattico sta mettendo le mie qualità al centro del progetto, mi aiuta a migliorare e a trovare gli spazi giusti per sfruttare al meglio tutte le situazioni".

Guardando il Girone A dopo queste prime giornate, quali squadre ti hanno impressionato maggiormente e quali consideri favorite per la promozione?

"Il girone A è un girone equilibrato e livellato rispetto a qualche anno fa, quando c’era qualche squadra che faceva il vuoto. Le squadre attrezzate per provare a vincere credo siano Cittadella, Brescia e Trento".

Chiudiamo con un obiettivo personale: dove vorresti vedere Galuppini e l’Ospitaletto a fine stagione?

"Il sogno è vincere più partite possibili e vedere dove possiamo arrivare. A livello personale non ho un obiettivo particolare di gol, penso a portare il mio contributo alla squadra e, quando la squadra raggiunge un obiettivo, poi di conseguenza si raggiunge anche quello personale".