Intervista TC

Pastorino: "Esonero inspiegabile. Vado scelta che oggi non rifarei"

Pastorino: "Esonero inspiegabile. Vado scelta che oggi non rifarei"TMW/TuttoC.com
© foto di Laerte Salvini
Oggi alle 12:00Primo piano
di Raffaella Bon
Il tecnico si confessa dopo la rottura con i liguri: "I giocatori si erano opposti chiedendo il mio reintegro. C'era divergenza di vedute col presidente. Ora riparto dal Sestri Levante con un progetto biennale".

Matteo Pastorino, tecnico esonerato proprio un mese fa dal Vado, è già tornato in sella in Serie D, alla guida del Sestri Levante. L'allenatore ligure è quindi intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per parlare dell'addio alla matricola di C e la ripartenza dai dilettanti.

Mister, a distanza di qualche settimana, che spiegazione si è dato dell’esonero dal Vado, arrivato peraltro alla vigilia della trasferta di Livorno?

«Dare una spiegazione precisa non è semplice. Mi aspettavo di partire per Livorno perché nel pomeriggio il direttore mi aveva rassicurato sul fatto che non ci fossero problemi. Evidentemente, però, nel corso della giornata qualcosa è cambiato e la sera sono stato esonerato. Dal punto di vista tecnico faccio fatica a trovare una spiegazione. Dopo la gara con il Campobasso, per esempio, avevamo sbagliato un rigore al 100', che ci avrebbe consentito di pareggiare. Con quel punto il Vado, dopo quattro giornate, sarebbe stato a quota cinque punti, in zona playoff. Certo, qualche segnale c'era stato e quindi non posso dire di essere rimasto completamente sorpreso. Probabilmente tra me e il presidente non c'era una piena convergenza di vedute su alcune situazioni e su alcune idee».

E quanto le ha fatto piacere avere subito l’opportunità di ripartire da una piazza come Sestri Levante?

«Molto. Dopo appena cinque giorni dall'esonero sono stato contattato dal Sestri Levante e questo mi ha fatto enormemente piacere. Parliamo di una società e di una piazza importanti, che hanno pensato subito a me. L'ho vissuto come una dimostrazione di fiducia e come un riconoscimento del lavoro svolto nei precedenti due anni e mezzo. È stata una cosa davvero gratificante».

Quanto l’ha sorpreso quella decisione? Rifarebbe di nuovo la scelta di Vado?

«Come ho detto, dal punto di vista tecnico è difficile trovare una spiegazione all'esonero. Non sono rimasto del tutto sorpreso perché alcune divergenze con il presidente erano emerse. Quello che mi ha dato enorme soddisfazione è stato il comportamento dei giocatori. Dopo il primo esonero, arrivato in seguito alla partita con il Campobasso, furono proprio loro a chiedere il mio reintegro. Dissero al presidente che credevano in me, nel mio metodo di lavoro e che ritenevano di stare facendo un buon campionato. È una cosa che mi ha riempito di orgoglio. Se rifarei la scelta di andare a Vado? Con le informazioni che ho oggi, assolutamente no. Non la rifarei».

L’ingerenza di un presidente nelle scelte tecniche quanto è giusta?

«Credo che presidente, direttore sportivo e allenatore debbano confrontarsi costantemente. È giusto condividere idee, opinioni e valutazioni sui giocatori. Fa parte del gioco ed è normale che accada. Per esempio, sul tema della valorizzazione dei giovani non c'è mai stato alcun problema: avevo accettato il progetto e stavamo rispettando pienamente i parametri stabiliti. Condividere opinioni e confrontarsi è corretto. A mio avviso, però, l'ingerenza deve fermarsi lì e non andare oltre».

Quanto pesa il rammarico per non aver avuto la possibilità di allenare in Serie C?

«Tanto. Ritengo di essermela meritata sul campo e penso che ci fossero tutte le condizioni per fare bene anche in quella categoria. È sicuramente un'occasione mancata, ma questo non cambia il mio approccio. Non ho alcuna intenzione di mollare. Voglio continuare a crescere, lavorare e cercare di tornare il prima possibile in Serie C».

A questo punto l’obiettivo è raggiungerla con il Sestri Levante?

«Con il Sestri Levante l'obiettivo è innanzitutto costruire. La società mi ha proposto un contratto biennale proprio perché c'è la volontà di sviluppare un progetto nel tempo. Quest'anno dobbiamo fare un campionato tranquillo e gettare basi solide. L'idea è quella di costruire qualcosa di importante e, nella prossima stagione, provare ad allestire una squadra più competitiva per giocarcela con le migliori».

Che tipo di Sestri Levante vorrebbe vedere in campo tra qualche settimana? Quale dovrà essere l’identità della sua squadra?

«Vorrei vedere un Sestri Levante con un'identità ben definita. Una squadra che provi a fare la partita e, quando possibile, a dominarla. Mi piace una squadra aggressiva, intensa, fastidiosa per gli avversari. Una squadra che abbia un'idea di gioco chiara, ma che allo stesso tempo sappia essere compatta, unita e capace di difendersi quando serve. Sono le caratteristiche che ho sempre cercato nelle mie squadre e che voglio vedere anche nel Sestri Levante».