AIC, Calcagno: "Un ex calciatore in un ruolo apicale in FIGC è una necessità"
Umberto Calcagno, presidente dell'AIC Umberto Calcagno dopo gli incontri odierni, al fianco dell'Assoallenatori, con i candidati alla presidenza della FIGC Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, si è così espresso, nelle parole riportate da TMW: "Sensazioni positive, abbiamo condiviso gli aspetti importanti di ciò che si dovrà fare. Sia riguardo al club Italia, sia sul coinvolgimento nella parte apicale di un ex calciatore che abbia un ruolo importante, poi tutta la situazione dei vivai nazionali. Non occorre ripetere i ragionamenti fatti in queste settimane, bisogna cercare di avere una regia unica federale che possa metterci tutti insieme per capire come affrontare i problemi".
Voi come Assocalciatori avete presentato una vostra lista di priorità?
"A noi la lista della spesa non piace molto come modalità di interlocuzione. I problemi sono conosciuti ed è ben chiaro cosa si dovrebbe fare. Secondo me l'aspetto che abbiamo evidenziato oggi e a cui teniamo è che la parte tecnico-sportiva è legata a quella economica. Serve rivitalizzare il mercato interno, cercando di dare a Lega Pro e Serie B una nuova centralità. Abbiamo un esempio recente di ragazzi che si trovano quasi per caso in campo e che poi riescono a fare figure molto buone. Si parla di redistribuzione delle risorse, riuscissimo a fare bene questo lavoro anche il mercato interno ne avrebbe giovamento".
C'è disponibilità nell'avere un ex calciatore in ruoli apicali?
"Certo, da parte di entrambi. E' una necessità".
Avete già individuato nomi?
"No, anche perché bisogna prima capire il tipo di ruolo. In base a quello poi si sceglieranno le persone più adatte. E' un'esigenza già avvertita, quella dell'avere un punto di riferimento per i calciatori, il mister e per le scelte tecnico-sportive del club Italia. Con Vialli e Buffon c'è stata una implementazione, ora bisogna fare un ulteriore passo perché un profilo forte aiuterebbe anche il prossimo presidente".
Quali saranno le prossime mosse?
"Faremo i nostri passaggi interni, sapendo che poi dovranno essere convocati i nostri 52 delegati perché spetterà a loro votare. Ci sentiremo ancora, l'interlocuzione è stata molto piacevole, si respira un'aria che non è di contrapposizione ma di approfondimento e che porterà giovamento a prescindere da chi sarà il prossimo presidente federale".
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