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Colavitto: "Benevento ha certificato sua forza, ma Catania non deve mollare"

Colavitto: "Benevento ha certificato sua forza, ma Catania non deve mollare"TMW/TuttoC.com
Gianluca Colavitto
Ieri alle 18:15Altre news
di Valeria Debbia

Gianluca Colavitto, esperto allenatore ex Ancona e Matelica, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, per analizzare la situazione attuale del Girone C. 

Partiamo dalle partite di ieri nel Girone C, un girone che lei conosce benissimo. Il Benevento ha fatto una grande prova di forza, il Catania è stato fermato in casa sullo 0-0 dal Cerignola. È vero che il Catania non prende quasi mai gol al 'Massimino', però il Benevento sta aumentando il vantaggio e la Salernitana ha approfittato per accorciare proprio sul Catania. Come vede questa lotta per la promozione diretta nel Girone C?
"Il Benevento ieri ha certificato la sua forza in questo girone. Però il calcio ci insegna che ci sono ancora tante partite da giocare. È ovvio che Catania e Salernitana appaiano un po’ distanti, ma il Catania non deve mollare: ha anche una gara in meno da recuperare. Detto questo, il Benevento non è lì per caso: c’è un progetto solido che parte da lontano, sia dal punto di vista tecnico che organizzativo, e sta meritando la posizione".

Proprio sul Benevento: in panchina c’è Antonio Floro Flores, subentrato dopo l’esonero di Auteri. Un esonero che fece discutere, perché la squadra era seconda in classifica e nelle zone alte. È stato promosso Floro Flores, che ha fatto molto bene e ha cambiato marcia alla squadra. Da allenatore, quanti meriti attribuisce a Floro Flores in questo Benevento?
"Parto da Auteri: è una figura che negli anni ha dimostrato tutto il suo valore, ha vinto campionati. Però, come dicevi tu, c’è una differenza tra quello che si vede la domenica e quello che succede durante la settimana: il rapporto a 360 gradi con società, giocatori, staff. Floro Flores ha portato qualche novità in campo e il Benevento ne sta beneficiando.
Molti calciatori non sono nuovi alla piazza: sono lì da qualche anno, si è creata una vera famiglia nel gruppo, costruita nel tempo, non dalla sera alla mattina – un po’ come sta succedendo in altre realtà consolidate. I meriti di Floro Flores ci sono, ma vanno condivisi con la parte tecnica, i direttori sportivi e tutto lo staff".

Parliamo ora della zona retrocessione nel Girone C, dove la lotta è serratissima. Tante squadre non sono abituate a quella classifica: il Foggia, che ha cambiato proprietà di recente ma non riesce a uscire dal momento difficile (quattro sconfitte consecutive), il Giugliano ultimo… È il girone più equilibrato dei tre. Come la vede questa bagarre salvezza?
"Hai ragione, è serrata e il girone è il più equilibrato. Dalla penultima all’ultima ogni squadra può uscirne, perché la classifica è corta e le partite diminuiscono: tutto diventa più complicato. Il Foggia ha cambiato proprietà, allenatore e buona parte della rosa a gennaio: non è semplice tirare fuori il massimo da giocatori arrivati da poco. Il Picerno ha fatto un cambiamento quasi radicale della rosa, ma ha tenuto le idee chiare affidando la panchina a Bertotto, che conosceva già l’ambiente. Il mercato di gennaio è stato di vera riparazione, non di completamento: hanno aggiunto due-tre elementi utili, tenendo conto di budget e contratti. La situazione lì sotto è avvincente: con una classifica così corta, chiunque può ribaltare la situazione. Anche il Trapani paga la penalizzazione e resta invischiato".

Ci spostiamo sul Girone A, dove tra poco scendono in campo le prime partite alle 18. Sulla promozione: anche facendo tutti gli scongiuri – soprattutto per i tifosi del Vicenza che ci ascoltano – con 16 punti di vantaggio, zero sconfitte, sembra uno squadrone lanciato verso la Serie B. Per quanto il calcio sia imprevedibile, e dietro c’è il Brescia che è una signora squadra, il Vicenza pare destinato alla cadetteria.
"Hai detto la parola giusta: “finalmente”. Erano anni che il Vicenza ci provava. Vincere un campionato di Lega Pro è difficilissimo: vedi le contestazioni a Salerno, le varie situazioni… portare una squadra in Serie B non è mai scontato. Quest’anno sembra davvero l’anno del Vicenza".

Alle spalle ci sono Brescia, Lecco, Alcione, Renate… Volevo arrivare proprio al Cittadella, retrocesso lo scorso anno dalla Serie B dopo tanti anni lì. Ha pagato una partenza pessima, si è ritrovato tra le ultime posizioni e si parlava già di doppia retrocessione. Ora è in zona playoff. Come valuta la stagione del Cittadella? Per considerarla positiva, cosa deve fare da qui in avanti?
"Anche con organici che hanno fatto la Serie B subentrano tante componenti umane e di percorso. Aspetterei ancora un po’ prima di definire la stagione del Cittadella fallimentare: non lo è. È il percorso tipico di una retrocessa: partenza difficile, poi ripresa. Ora vengono da una vittoria ma da un periodo non esaltante. Se arrivano ai playoff con quell’organico, in partite secche può venire fuori la qualità dei singoli: i playoff sono una dimensione diversa rispetto a un campionato regolare.
Sono consapevole che per retrocesse come Cittadella, Salernitana o Cosenza non è mai semplice ripartire. Aspettiamo la fine per giudicare".

Ultima domanda prima di salutarci. Quest’anno in Serie C c’è la sperimentazione del FVS (il cosiddetto “VAR in chiamata”). Siamo a una stagione quasi completa: come sta andando questa tecnologia? Secondo lei potrebbe essere usata anche in Serie B e Serie A?
"Sono favorevole alla tecnologia. Come tutte le novità, ci sono aspetti da migliorare. Qualche criticità c’è: i capannelli di giocatori vicino al gabbiotto, per esempio. Si potrebbe pensare a una norma regolamentare che permetta all’arbitro di decidere in maniera più serena in quei momenti delicati.
Poi c’è il tema strutture: in Lega Pro gli stadi non sono come in Serie A, le telecamere sono poche. Ieri, per esempio, sul gol del Sorrento contro il Giugliano, con una o due telecamere non si riusciva a capire bene se fosse fuorigioco o no. Le telecamere costano, ma servirebbe aumentarne il numero per avere una visione più dettagliata.
Alla fine sono favorevole: bisogna saper sfruttare la tecnologia, migliorarla e fare in modo di ridurre gli errori. Magari portare gli attori a centrocampo invece che vicino al monitor, o aumentare i provvedimenti per chi si alza dalle panchine: piccole cose che aiuterebbero".