Elio Signorelli: "Salerno piazza particolare, le pressioni arrivano da tutte le parti"
Intervenuto ai microfoni di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e Il61, l’ex direttore sportivo Elio Signorelli ha analizzato i temi principali della stagione di Serie C, dalla corsa alla promozione diretta fino alle situazioni più delicate del campionato.
Siamo arrivati alla fase finale della stagione regolare, quella che anticipa i playoff. Secondo lei i pronostici per la promozione diretta sono stati rispettati nei tre gironi?
"Direi in linea di massima di sì. Noi viviamo al Sud e vedere il Benevento davanti è abbastanza normale, perché è una società solida che investe molto. È giusto che il presidente Oreste Vigorito e il direttore Marcello Carli possano arrivare fino in fondo. Poi nei playoff può succedere di tutto, magari arriverà anche qualche sorpresa. Negli altri gironi l’Arezzo con Cutolo sta lavorando bene, mentre il Vicenza, con una proprietà forte che investe da anni, sta raggiungendo l’obiettivo. In generale direi che i pronostici sono stati abbastanza rispettati."
Nel girone C molti si aspettavano qualcosa in più dalla Salernitana. Che idea si è fatto?
"La Salernitana aveva fatto un mercato importante sia in estate sia a gennaio e aveva scelto un allenatore come Giuseppe Raffaele, che a Cerignola aveva dimostrato di conoscere bene la categoria. Però Salerno è una piazza particolare: se non parti subito forte le pressioni arrivano da tutte le parti. Il direttore Daniele Fagiano aveva fatto un ottimo lavoro, ma quando i risultati non arrivano subito l’ambiente diventa complicato. Al contrario il Benevento ha una proprietà abituata a stare tra Serie B e Serie C, con dirigenti esperti e una struttura consolidata: anche quando hanno cambiato allenatore sono rimasti concentrati sull’obiettivo."
Una delle situazioni più complicate della stagione è quella del Trapani. Che idea si è fatto?
"È triste vedere una città bloccata da queste vicende. Sembrava che il presidente volesse costruire qualcosa di importante tra calcio e basket, invece oggi a Trapani si parla solo di penalizzazioni e problemi economici. È un peccato perché la città meriterebbe di avere lo sport ad alti livelli. Il punto è sempre lo stesso: possibile che ogni anno in Serie C emergano società con problemi finanziari? Molte situazioni si conoscono già prima dell’inizio della stagione. Come fanno a non saperlo gli organi competenti? Evidentemente manca la volontà di cambiare davvero il sistema."
Parliamo del Livorno: dopo un inizio complicato la squadra con Venturato ha trovato continuità e può ancora pensare ai playoff.
"Con l’arrivo di Venturato il Livorno ha trovato serenità. Parliamo di un allenatore che ha costruito un modello come quello del Cittadella insieme a Stefano Marchetti. Però a Livorno c’è sempre stato un rapporto difficile tra la Curva Nord e la proprietà, e queste cose i giocatori le percepiscono. Quando l’ambiente è diviso diventa più difficile per la squadra rendere al massimo. Io ho vissuto anni simili con Aldo Spinelli. Quando a Livorno c’è polemica l’atmosfera pesa, soprattutto se in campo non hai campioni capaci di isolarsi da tutto. Detto questo, il Livorno è riuscito a raddrizzare la stagione e se dovesse entrare nei playoff con lo stadio Picchi pieno potrebbe diventare una squadra molto pericolosa."
Ultima domanda: cosa pensa dell’FVS, la tecnologia introdotta in Serie C a supporto degli arbitri?
"Già in Serie A è difficile gestire la tecnologia arbitrale, figuriamoci in Serie C. Con la chiamata delle panchine non sarà semplice, perché spesso verrà usata quando una squadra prende gol o quando c’è un episodio dubbio. In generale credo che nel nostro calcio serva più rispetto per chi prende le decisioni. In Italia siamo sempre pronti a pensare che un arbitro voglia favorire qualcuno, ma non è così. L’arbitro va in campo per arbitrare. Poi è chiaro che se passi la partita a difenderti nella tua area, come succedeva a volte anche quando lavoravo al Livorno, è più facile che arrivi un rigore contro: non per malafede, ma perché stai subendo il gioco degli avversari."
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