Gravina: "Progetto squadre B partito molto male, ci vuole riflessione"

15.03.2019 11:40 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Fonte: TuttoJuve.com
Gabriele Gravina
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gabriele Gravina

Lungo intervento di Gabriele Gravina, presidente della Figc, nel corso dell'incontro che si sta tenendo all'Allianz Stadium di Torino sulle seconde squadre: "Grazie al presidente Agnelli che ha voluto ospitare questo. Ci troviamo in un momento di grande sfiducia verso le istituzioni e le associazioni del mondo del calcio e incontrarsi per parlare insieme di un tema che sta a cuore a tutti credo sia il segnale e una testimonianza importante. Il tema di oggi è un tema particolarmente delicato e importante, ma che richiede a mio avviso una riflessione di carattere generale perché non possiamo parlare del tema seconde squadre se prima non affrontiamo un'analisi con alcune riflessioni del contesto generale ove vengono inserite. Il nostro è un mondo che in questo momento vive difficoltà nell'individuare un modello da seguire. Oggi si assiste costantemente ad una politica di individuazione e di rimedi spot in base a quelle che sono le emotività del momento senza cercare di dare un ampio respiro a provvedimenti, idee, progetti e percorsi. Quello che più preoccupa, e l'ho vissuto come presidente di Lega Pro, è proprio questa metodologia che dà l'idea di essere più un cosmetico che copre alcuni problemi senza dare soluzioni di prospettiva. Ci sono difficoltà, quindi la soluzione proposta è individuata nella riduzione delle squadre professionistiche e mi sembra una buona soluzione, c'è poi l'obbligo dei giovani, un'altra bella proposta. Gli over forse sono troppi, forse dobbiamo ridurre gli stranieri e poi si arriva alle seconde squadre. Tutte proposte che non hanno avuto mai un'idea di continuità e di sistema, un'idra che oggi è alla base di una proposta di soluzione legata alla prospettiva del nostro movimento. Questo diciamo risente di un errore di fondo, quello di aver spaccato il nostro sistema in un gruppo che si sviluppa in maniera molecolare e perde la concezione sistemica. Ieri abbiamo assistito a una logica nell'ambito del nostro comitato di presidenza di divisione e scambio tra singole posizioni. Un duetto anche simpatico di scambio di posizioni politiche. Questo dà l'idea di una concezione individuale liberista che non è idonea. Le metodologie adottate finora non aiutano a tirare fuori il sistema dalle secche. Quindi bisogna ispirarsi a un'idea diversa, e dobbiamo rievocare il concetto della mutualità e solidarietà che al momento vengono viste come una logica di sostentamento e messa a disposizione di alcuni mezzi per andare avanti senza logiche di sistema. L'assistenzialismo è il modo peggiore per far crescere un sistema. L'assistenzialismo ti fa sopravvivere, non vivere. E per vivere devi lavorare e il lavoro deve essere riconosciuto con dignità. Noi dobbiamo riscoprire al nostro interno la capacità di saper produrre attraverso il lavoro un'attività, idee, per mettere a disposizione logiche progettuali che siano logiche di sistema. La solidarietà è sicuramente un mezzo per limitare le distanze, ma oggi c'è un principio diverso che dobbiamo riscoprire. Non voglio rievocare logiche francescane, ma io credo che il concetto di fraternità, addirittura scomparso dal lessico politico ed economico, è un principio che permette di considerare tutti gli uguali diversi. Uguali nella dignità, ma diversi nella capacità di saper scegliere e proporre. Questa deve essere la logica che deve dominare il nostro sistema, perché la logica della contrapposizione costante, la logica di ispirarsi a principi dove io faccio parte di questo mondo e tutto è dovuto credo sia uno dei peggiori principi in termini di sviluppo progettuale. Dobbiamo portare avanti l'idea di sviluppo come concetto di libertà e dobbiamo diffondere una nuova cultura sportiva, frutto del dialogo e della conoscenza. Il nostro mondo purtroppo ha offuscato la sua capacità di saper sognare e raccontare nuove storie, perché ci siamo appiattiti sulle logiche della pura competizione sportiva, valorizzando solo il risultato sportivo e questo non è il modo migliore per parlare di ricchezza del nostro mondo. Ricchezze è un concetto ampio, non è legato solo al concetto di vittoria, ma è legato anche alla valorizzazione dei valori, delle strutture. Ricchezza significa relazionarsi, cooperare, mettere insieme idee, progetti. Questa è la ricchezza di una società e di un sistema. Dico questo perché il progetto Seconde Squadre nasce da un confronto diretto tra Demetrio Albertini e che io ho condiviso dal primo momento e ho inserito nelle mie piattaforme programmatiche. A scanso di equivoci, qualcuno mi ha sentito diffondere con molto entusiasmo il progetto seconde squadre e poi frenare. Vero, io sono sempre leale nelle mie manifestazioni e quando credo in un progetto lo difenderò fino in fondo. Ma lo difenderò in tutte quelle caratteristiche legate alla dignità del progetto stesso. Il progetto è partito molto male. Partito come vanto politico di qualcuno che non sapeva di cosa stava parlando. Non entro nel merito di valutazioni politiche, ma è stata un'azione di forza senza una visione. Quando non si ha visione si commettono errori e io mi aspetto d questa giornata che ci siano indicazioni chiare soprattutto da parte della Lega Pro e soprattutto da tutti i soggetti che hanno interesse all'interno della Lega Pro a introdurre alcune caratteristiche. la prima caratteristica deve essere quante devono essere le società con diritto di partecipare alle seconde squadre, capire la mission della Lega Pro e all'interno di quel ruolo politico della Lega Pro inserire questo progetto. Inserirlo con forza, con convinzione, quindi mettersi poi nelle condizioni di doverlo difendere. Ci sono esigenze soggettive. Ho fatto fare un'analisi sui numeri dei giovani nel nostro mondo e sono raccapriccianti. Abbiamo il 92% che è la percentuale media di calciatori selezionabili nelle nostre Nazionali, quindi vuol dire che sono giovani calciatori, ma ho cercato di capire cosa è successo a quei giovani formati all'interno della Lega Pro negli ultimi 10 anni. Quindi calciatori che hanno calcato i nostri terreni di gioco negli anni 2007/2008, quanti erano presenti dieci anni dopo. Sembrerà strano, ma sono solo 23. Di tutti quei professionisti sono arrivati solo 23 calciatori. La cosa ancora più sorprendente sono i dati che riguardano l'impiego nei campionati professionistici 2017/2018: i calciatori formati e impiegati nel calcio professionistico formati in Lega Pro sono 23 in Sere A, 41 in B e 175 ancora in Serie C. 239 calciatori. Darò questo lavoro  che è molto ampio e molto dettagliato al presidente Ghirelli affinché possa rappresentare la base di riflessione per capire quando sarà importante parlare di un progetto di rilancio dei giovani all'interno del progetto seconde squadre e all'interno di esso bisogna capire quanto sia importante la valorizzazione dei giovani. Permettetemi anche una riflessione sul concetto delle multiproprietà. Come sapete sono sempre stato contrario, ma bisogna anche essere leali nel riconoscere che oggi ci sono multiproprietà ufficiali che si stanno concretizzando con alcuni arrivi dalla LND, ma ci sono anche multiproprietà in termini di collaborazione diretta e altre indirette. Quelle che derivano dalla capacità di alcuni presidenti di prendere in valorizzazione esclusiva, come esclusiva attività della proprio mission, calciatori da altre leghe professionistiche e vivere solo su aspetti legati alle valorizzazioni. Questo credo non sia il modo migliore di parlare di formazione, credo sia l'ora di guardare in faccia al futuro togliendo quel cosmetico di superficialità costante. È il momento del coraggio e credo che io per prima devo assumermi le responsabilità di adattare i provvedimenti necessari. Il nostro mondo ha bisogno di scelte decise, decisive ed importanti. Bisogna avere il coraggio di farlo e sono convinto che questo coraggio ci sarà nel presidente Ghirelli e in tutti gli altri presidenti coinvolti. Il momento di rinnovamento attraverso questi passaggio di coraggio deve portare a trovare la migliore soluzione e il miglior equilibrio in un mondo pieno di insidie e contraddizioni che sicuramente è migliore di quello che tanti vogliono farlo apparire".