Morrone: "Arezzo ha piccolo vantaggio. Ds e segretari non costi ma risorse"
Alfonso Morrone, Presidente di Adicosp, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, e ha raccontato le ultime novità dal mondo del calcio di Serie C.
Presidente, è reduce da un bellissimo galà, il Gran Galà del Calcio Women ADiCosp con il Premio Sissy Trovato Mazza.
"Tra l’altro, lo spoilero: il 30 marzo commenterò ai microfoni di Rai Sport la partita Arezzo-Ascoli, big match del Girone B. L’Arezzo ha un piccolo vantaggio: stasera gioca col Bra e se vince si porta a +5 sull’Ascoli. Giocando in casa basta non perdere, a pochi giorni dalla fine non si mettono a rischio brutte sorprese. L’Ascoli è in ottima forma, si giocherà la partita: sarà molto avvincente. Mi fa piacere commentare questo big match".
Da stasera si capiranno tante cose. Al netto della vittoria o meno dell’Arezzo sul Bra, credo che al Città di Arezzo ci sarà un’atmosfera bellissima.
"Sì, la vittoria stasera contro un avversario come il Bra porterebbe l’Arezzo a +5, con lo scontro diretto in casa: un vantaggio sostanzioso. Ma le partite vanno giocate e vinte. Il Bra stasera è costretto a vincere: l’Arezzo si gioca la Serie B, ma il Bra la permanenza in C, non è cosa da poco. Il bello della Serie C è che l’ultima in classifica può battere la prima. I nostri pronostici vengono spesso smentiti. L’Arezzo ha una grande occasione di allungare sull’Ascoli, che resta fermo perché riposa. Vedremo".
Tra l’altro, parlando di Serie C, c’è il discorso sul trattamento economico dei direttori sportivi. Novità importanti anche per la Serie D, categoria spesso bistratta ma che lancia nel professionismo.
"Rappresento i direttori sportivi in Italia e all’estero come Presidente internazionale. Il 24 marzo il Consiglio Direttivo della Lega dei Dilettanti approverà la bozza dell’accordo collettivo, scritta al 90% da Adicosp con i nostri nuovi consulenti e lavoristi. La Lega l’ha accolta con piccole modifiche. Finalmente anche in Serie D tutti i direttori sportivi iscritti all’elenco speciale avranno l’accordo collettivo. Se una società non paga, ci sarà un arbitrato interno alla Lega Dilettanti per salvaguardare gli stipendi, come già in Lega Pro. L’altra mattina a Firenze ho incontrato il Presidente Marani: colloquio cordiale su varie tematiche. Dobbiamo valorizzare i dirigenti italiani: spesso si prendono segretari o dirigenti poco preparati per risparmiare, mentre abbiamo bravi professionisti a casa. I direttori e i segretari non sono costi, ma risorse per le società e le scuole calcio. Ho chiesto a Marani di rinnovare l’accordo collettivo (scaduto da un paio d’anni) e di prevedere, in caso di retrocessione dalla C alla D, la tutela del posto di lavoro per il direttore sportivo – come già per la promozione. Il lavoro sportivo è indistinto tra professionistico e dilettantistico: siamo tutti professionisti dalla Terza Categoria alla Serie A. Bisogna fare informazione: c’è ancora troppa ignoranza".
Quanto sono importanti gli attori non protagonisti del calcio: segretari, addetti alla comunicazione: il progetto di una società si vede soprattutto sull’extracampo.
"Esatto. Laddove ci sono problemi di gestione, spesso manca il direttore o il segretario competente. Faccio un esempio che porto da anni: l’anno scorso dicevo che il Milan aveva un grosso problema senza direttore sportivo: non si è qualificato in Europa. Quest’anno con un professionista come Giuntoli è secondo in classifica e in corsa per lo Scudetto. La differenza la fanno questi particolari: dietro una società vincente c’è un management capace. I presidenti pensano più a risparmiare che a investire nel management e nelle strutture. Non ci lamentiamo se la Nazionale fa fatica: per giocare i playoff serve vincere. L’Italia è più forte di Bosnia o Galles, ma lo sport è così: le partite partono da 0-0. Sul settore giovanile: molte società lo danno in gestione a persone esterne che tirano a campare per risorse. Il settore giovanile non è un costo, ma una risorsa. Se continuiamo così non andiamo da nessuna parte: dobbiamo rinnovare la cultura. Siamo a disposizione delle istituzioni per affrontare queste tematiche, soprattutto per valorizzare il talento italiano: c’è molto da fare".
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