Dalla Next Gen alla Nazionale: un'altra panchina fantasma per Pirlo

Dalla Next Gen alla Nazionale: un'altra panchina fantasma per PirloTMW/TuttoC.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Matteo Ferri

"Ieri sera ho appreso di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana": così ieri mattina, in una storia pubblicata sui suoi profili social, Andrea Pirlo ha detto addio alla possibilità di diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, ruolo che, alla fine, è stato nuovamente affidato a Roberto Mancini. Proprio quando la strada sembrava spianata per l'allenatore di Flero, con il rifiuto di Pep Guardiola reso pubblico, ecco arrivare lo stop dovuto ad un contratto di sponsorizzazione con la più grande società di scommesse russa. Sei anni fa, tra il 30 luglio e l'8 agosto, Pirlo visse un altro rapido passaggio da una panchina all'altra prima ancora di sedersi davvero su una delle due. Era il 2020, tre anni dopo il ritiro dal calcio giocato e senza alcuna esperienza da allenatore, quando la Juventus gli affidò la guida dell'allora Under 23 per sostituire Fabio Pecchia, che nella stagione conclusasi poche settimane prima, aveva portato la prima Coppa Italia di Serie C nella bacheca bianconera.

Un incarico durato poco più di una settimana: l'eliminazione dalla Champions League per mano dell'Olympique Lione costò la panchina a Maurizio Sarri e Pirlo, senza aver ancora esordito con la squadra Under 23, si ritrovò promosso direttamente in prima squadra. Quella stagione si chiuse con Coppa Italia e Supercoppa alzate al cielo, ma senza andare oltre una qualificazione in Champions League acciuffata solo all'ultima giornata, complice l'inatteso scivolone del Napoli all'ultima giornata. Se sei anni fa quella panchina fantasma con l'Under 23 gli aprì comunque le porte della Serie A, stavolta l'esperienza appena sfiorata con la Nazionale rischia di lasciare un segno ben più amaro nella carriera dell'ex metronomo azzurro.