Serie D: Terracina, dall'Imperatore Adriano al crollo dell'impero

Una delle tante storie che la Serie D vive ogni anno
05.02.2015 15:30 di Daniele MOSCONI  articolo letto 2667 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Serie D: Terracina, dall'Imperatore Adriano al crollo dell'impero

Questa estate la voce si era sparsa in modo clamoroso: Adriano, il giocatore brasiliano che ha militato nell'Inter, nel Parma e nella Fiorentina, era pronto a sbarcare a Terracina (club militante nel campionato di serie D, girone G). L'imperatore era pronto a firmare per i tigrotti tirrenici e la location era già pronta. La solita boutade estiva, utile per i titoli dei giornali e per raccattare qualche soldo qua e là. 

La realtà a distanza di qualche mese è completamente diversa, con i giocatori biancoazzurri che hanno rotto gli argini e dopo settimane di silenzio hanno deciso di alzare la voce "mettendo a conoscenza una situazione dove la menzogna e il non rispetto delle persone sono diventate all’ordine del giorno", questo uno dei passaggi del comunicato che i rappresentanti della squadra hanno inviato al sito "anxurtime.it".

Questo il testo completo:

“Volevamo portare a conoscenza della situazione surreale in cui ci troviamo ormai da parecchio tempo. Viviamo nell’assoluta assenza di una società e di certezze economiche per il passato, per il presente e per il futuro. Per tanti è una situazione iniziata da un mese e mezzo, per altri ancora di più. Una situazione dove la menzogna e il non rispetto delle persone sono diventate all’ordine del giorno.

Certo a livello di risultati non abbiamo sicuramente fatto il massimo e per questo abbiamo accettato anche le contestazioni dei nostri tifosi che possiamo capire visto i sacrifici che fanno seguendoci in ogni partita. Ma con 14 giornate alla fine del campionato non vogliamo passare per quelli che hanno mollato, anzi, noi ci crediamo! Eccome se ci crediamo.

Il problema è che ci crediamo solo noi e forse qualche nostro tifoso, il resto vuole solo la fine. Ci alleniamo da tempo in condizioni pessime vista la mancanza di un campo decente, in una palestra, dove la sporcizia e gli escrementi di animali sono anche più degli attrezzi. Siamo un gruppo che è passato sopra a tutto ma adesso basta!

Chi doveva dare un segnale, la società, ci ha solo raccontato un mare grandissimo di menzogne. Promesse mai mantenute: martedì, no venerdì, no aspettate il 15, il 23, il 30… il nulla!

Noi non abbiamo comunque perso totalmente la fiducia nella società, ma adesso è troppo, avremmo accettato anche proposte o altro ma invece niente. Questo significa che non importa a nessuno di noi e delle nostre famiglie, dei nostri figli. Se il calcio dilettantistico è questo, è giusto che i giovani continuino a studiare, i tifosi restino a casa e tutto il sistema se ne vada a “fottere”. Perché chiamare 18 giocatori a dicembre quando già si sapeva che non c’erano le garanzie per andare avanti? Oltre al grave problema economico che dobbiamo affrontare, che per altro è diventato insostenibile, ci sentiamo profondamente delusi a livello umano e questo è quello che ci fa più male”.