AlbinoLeffe, Lopez : "Un pareggio che ci sta quasi stretto"
Recuperare una situazione di svantaggio e poi provare a vincere su un campo sempre ostico come quello di Meda. E' un AlbinoLeffe (1-1 in casa del Renate) che conferma i passi in avanti dell'ultimo mese se è vero che alla fine il bicchiere sembra quasi mezzo vuoto e non si apprezza più il grasso che cola di qualche mese fa. Segno di un nuovo livello di consapevolezza, a volte avere il rimpianto è indice di buona mentalità, aspetto anche più importante di tutti i dettagli che (ancora) non funzionano. Tipo le tante occasioni ancora sciupate, tipo il gol preso al primo tiro degli avversari, tipo insomma a tutti quei difetti che ancora caratterizzano la compagine seriana di questa stagione. Ma accanto alle criticità ci sono anche i dati ora finalmente positivi, non ultimo i due attaccanti titolari che ormai si alternano con buona continuità nell'esercizio dello stendere le braccia al cielo. Un esercizio bello per chi lo fa e bello per chi lo guarda dagli spalti.
L'allenatore della "Celeste" Giovanni Lopez arriva in sala stampa e la chiacchierata verte quasi più sui tasselli che ancora mancano che la soddisfazione di un punto sudato, cercato, trovato. Allora, questo 1-1 contro un Renate sempre molto concreto e solido anche nelle difficoltà (leggasi l'espulsione di Auriletto) è quasi un rimpianto per gli altri due punti che non sono stati?
"Se devo parlare di rimpianti non è per la nostra superiorità numerica ma per la prestazione" esordisce il tecnico laziale che da poche settimane ha festeggiato il traguardo delle 100 panchine blucelesti. "Il nostro portiere non ha fatto una parata, noi abbiamo confezionato 5-6 palle gol per cui abbiamo fatto un'ottima prova contro una squadra molto forte che già mi aveva impressionato. Il pareggio ci sta stretto, non ho paura a dirlo: per ciò che abbiamo creato, per come siamo stati bene in campo. Però il punto è quello di sempre: basta che gli avversari tirino una volta per farci gol e, al contempo, noi in fase realizzativa dobbiamo sempre produrre tantissimo per segnare perché non abbiamo questa facilità nel trovare la rete. E' un problema che ci portiamo avanti da tempo, oggi (ieri, ndr) non abbiamo preso gol su azione ma non cambia la sostanza, dobbiamo essere in grado anche di evitare quei falli che poi portano gli avversari al calcio piazzato. Poi bravi i ragazzi a crederci, a recuperare, a cercare anche il bottino pieno, ma serve ancora tanto lavoro. Il cambio di Mandelli per Sorrentino? Il centrocampista era già ammonito, ho voluto assettare la squadra con una mezzapunta e due punte per cercare di vincere ma poi abbiamo perso un po' l'equilibrio, peccato perché aggredendo uomo su uomo avremmo potuto sfruttare meglio l'essere undici contro dieci. Mi chiedete del mercato e rispondo così: sì certo, spero che arrivi qualcuno perché sono partiti due attaccanti e davanti siamo corti. Ma, al momento, la mia preoccupazione è soprattutto recuperare i ragazzi che abbiamo già: sabato Potop non ci sarà per squalifica e questo si aggiunge alle assenze di Baroni, Boloca e Gușu, in pratica quattro titolari dello scorso anno. Quest'anno in difesa con le assenze non abbiamo mai trovato una parentesi di tranquillità".
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