Emanuele Troise a 360°: dal miracolo Lumezzane all’incontro con Guardiola

Emanuele Troise a 360°: dal miracolo Lumezzane all’incontro con GuardiolaTMW/TuttoC.com
Emanuele Troise
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
martedì 14 aprile 2026, 21:00Girone A
di Valeria Debbia

Emanuele Troise ha raccolto il Lumezzane con zero punti e lo ha portato in zona playoff, nonostante la squadra fosse reduce da quattro sconfitte nelle prime quattro giornate. Un’impresa storica: nessuna squadra in Serie C era mai riuscita a salvarsi (o a lottare per i playoff) partendo così male.

Il tecnico si è raccontato ai microfoni di Sky Sport e sull’accoglienza ricevuta ha evidenziato: "Dal giorno della presentazione della squadra. Ero appena stato chiamato dopo l’esonero del mio predecessore (Paci, ndr) ed era in programma questo evento in piazza. C’erano 1500 tifosi ad aspettarci e, soprattutto, a sostenerci. Non voglio romanzare nulla: Lumezzane è una piccola realtà della Serie C e lo so bene. Ma aver trovato quell’accoglienza è stato un grande incentivo. Capire l’ambiente in cui lavori è la prima chiave per costruire un gruppo".

Sui quattro derby vinti su quattro (l’ultimo contro il Brescia): “Forse depotenziandone il significato emotivo. Sia chiaro, non voglio dire che non conti. Anzi, è importantissimo. Ma bisogna imparare a parlarne nella giusta misura. L’anno scorso ero all’Arezzo: la partita contro il Perugia è sempre stata molto sentita (è il ‘derby dell’Etruria’, ndr). Lì forse avevo creato troppe aspettative, quindi ho capito che bisognasse forse fare in modo diverso. Ma alla fine, ogni partita, ogni derby, è una storia a sé. Bisogna essere bravi a saper cambiare”

Troise ha raccontato l’incontro a pranzo con Pep Guardiola e Roberto De Zerbi a Brescia, un momento che definisce “bellissimo” e formativo. De Zerbi lo aveva presentato a Guardiola dicendo: «Questo è un grandissimo allenatore, Pep». La lezione principale ricevuta da Guardiola riguarda la gestione del gruppo: "Guardiola, molto semplicemente, mi disse che bisogna sempre essere sé stessi, sapendo però condividere le proprie idee: sapersi isolare, fare le proprie scelte, ma poi farle capire. È stato un momento molto profondo per me ma è stata anche una conferma: sono princìpi a cui do molto peso".

Sulla propria identità di gioco: "Bisogna essere bravi a studiare sempre, ma il copia-incolla non funziona mai. A me piace pensare che le mie squadre abbiano una buona capacità di saper interpretare il gioco nella sua complessità. Saperlo costruire per attaccare. Io, che sono napoletano, sono cresciuto nel mito di Maradona. Diego è stato un precursore: aveva velocità, intensità e verticalità. Quella è l’impostazione con cui sono cresciuto e da lì sono partito".

Sull’esperienza da osservatore di Rafa Benitez: "Entusiasmante. E, di nuovo, estremamente formativa. Mi sono reso conto di aver trovato di fronte a me un alieno, che ha saputo trasmettermi un’impostazione dalla quale non mi sono mai più separato".

Troise ha una lunga esperienza nel settore giovanile del Bologna (vittoria al Viareggio, scudetto e Supercoppa Primavera). Nel suo Lumezzane schiera in media 6 under 21 a partita. Sul tema “risultato vs formazione” nei giovani, ha ricordato quanto emerso proprio nel pranzo con De Zerbi e Guardiola:
"Roberto sottolineava come il risultato incida molto nelle prestazioni, a qualsiasi livello. La vittoria serve: è stato un concetto che ho anche espresso nella mia tesi al Master di Coverciano. Serve, se abbinata all’aspetto della formazione e dell’inserimento di un giocatore all’interno di un contesto squadra. Bisogna farci i conti. È un tema, ma non può essere un alibi".

Sull’ambizione di allenare in Serie B o più in alto: "Più che un risultato, forse manca l’opportunità.. Io ogni giorno, e lo dico ai miei ragazzi, mi sveglio per inseguire un sogno. Non deve essere un’ossessione, ma un’ambizione concreta, da toccare con mano. Più passano gli anni, più penso al presente e a cosa devo fare oggi. Non al domani. Quello può essere una sorpresa. Come trovarsi a pranzo, un giorno, con Guardiola"..