Arezzo, Bucchi: "Ionita è un leader silenzioso, ha alzato il livello della squadra"

Arezzo, Bucchi: "Ionita è un leader silenzioso, ha alzato il livello della squadra"TMW/TuttoC.com
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di Redazione TC

Le parole di Cristian Bucchi, tecnico dell'Arezzo, dopo il successo per 4-1 sul Pineto che avvicina la formazione amaranto alla promozione in B, distante ora solo tre punti: "È stata una bella prestazione, riporta arezzo24.net -, abbiamo approcciato bene la gara e fatto molto bene. Non era semplice sbloccarla perché il Pineto è una squadra forte, giovane, frizzante, con ritmo e intensità. Ci ha messo in difficoltà, anche perché con Tisci stanno facendo cose importantissime. Sul 2-0 pensavamo di averla indirizzata, invece sono stati bravi loro, con un gesto tecnico straordinario, a riaprirla. Poi nel recupero siamo stati bravi a chiuderla. Era una partita che ci serviva. Sono stati tutti bravi. In particolare Arena ha fatto un’ottima prova. Come altri, è un giocatore che deve farsi trovare pronto. In alcuni momenti qualcuno è stato penalizzato dalle mie scelte, avrei voluto far entrare più giocatori ma i cambi sono cinque. Ale ha aspettato e si è fatto trovare pronto quando c’era bisogno, come già domenica scorsa. Bene Pattarello, tornato dopo la squalifica con gol e assist. Bene Tavernelli, bene Varela la scorsa settimana. È un gruppo che sta rispondendo, siamo contenti e motivati".

Sulla gestione delle sostituzioni e condizioni dei giocatori: "Coppolaro convive con la pubalgia da tempo, sentiva qualche dolorino e in più era ammonito, non volevo rischiare. Stesso discorso per Iaccarino, soprattutto per i cartellini. Mawuli e Cianci avevano speso tanto, il cambio era necessario per farli rifiatare".

E sul grande impatto di Ionita: "Al di là dei risultati, Artur è un giocatore che ha innalzato il nostro livello. Lo vediamo ogni giorno, in allenamento e in partita: ha personalità e presenza. Lo abbiamo voluto fortemente già in estate e poi siamo riusciti a prenderlo a gennaio. Cercavamo proprio queste caratteristiche. Dal primo giorno ad Arezzo è stato un leader silenzioso, eccezionale con i compagni".

Il traguardo adesso è visibile: "Lo sguardo è già rivolto all’ultima giornata, decisiva per il verdetto finale: Arezzo in casa con la Torres a caccia di punti salvezza, Ascoli a Campobasso già certo della quarta piazza. Ci dispiace che la Torres non abbia ancora raggiunto la matematica salvezza, perché sarà un avversario ostico. Il Campobasso, invece, è già matematicamente quarto e potrebbe giocare più tranquillo. Ma questo campionato ci mette sempre alla prova, troviamo sempre difficoltà. Voglio essere coerente con quello che ho sempre detto: dobbiamo pensare a noi, a fare la nostra partita. Dobbiamo scendere in campo per vincere, a prescindere da tutto e da tutti".