Entella, Boscaglia: "Contro il Genoa sarà una sfida storica"

06.12.2018 11:30 di Patrick Iannarelli Twitter:   articolo letto 193 volte
© foto di Federico Gaetano
Entella, Boscaglia: "Contro il Genoa sarà una sfida storica"

Roberto Boscaglia, ex tecnico delle Rondinelle, è stato intervistato dal Corriere di Brescia. Ecco le parole dell'attuale allenatore della Virtus Entella: "Il lungo stop dovuto alla querelle per la riammissione in Serie B? È stato un lavoro più emotivo che agonistico. Ci siamo inventati amichevoli all’estero, anche a Lugano. Poi le squadre da affrontare sono finite e ho iniziato a organizzare tornei interni: la squadra che perdeva doveva pagare la cena all’altra. Per la prima volta, ho dovuto creare io adrenalina. Una situazione unica al mondo. Eppure la squadra sta andando forte, tanto di cappello ai miei ragazzi".

Boscaglia è intervenuto anche sul derby di Coppa Italia contro il Genoa (calcio di inizio questo pomeriggio alle ore 18.00): "È una sfida storica. Una squadra di Chiavari che va a Genova, serve altro? Ho convocato tutti i giocatori, inclusi gli infortunati. E al Ferraris sarò un debuttante, sono curioso. Perché ho scelto l'Entella? Poche piazze in Serie C potevano ingolosirmi, tra queste l’Entella. Ho fatto un passo indietro pensando di poterne fare due in avanti.

Il tecnico dei liguri parla anche della sua avventura a Brescia: "Quelli di Cellino non sono da considerare esoneri, non li vivo come tali. Avevamo infilato sei risultati utili, peraltro schierando giocatori che erano arrivati in chiusura di mercato: la società voleva valutarli. Non è stato un campionato normale, ero in linea per finire a 55 punti. I problemi iniziarono ad agosto: non fui scelto dal presidente, avrebbe dovuto mandarmi via subito. Avrei lasciato lì il contratto, anche se rinunciai a un biennale a Novara per ritornare, pur di essere libero di andare altrove durante l’anno. La verità è che Roberto Boscaglia non accetta intromissioni nella scelta della formazione. Attenzione, il dialogo lo voglio eccome. Ma, se qualcuno vuole imporre i giocatori da mandare in campo, non deve scegliere me. Cellino non accettava che io schierassi alcuni atleti per i quali non stravedeva. E mi mandò via di nuovo. Non aggiungo altro".