Inizia il mercato - Cosa aspettarsi dal Vicenza: un giocatore di spinta, poi i rinnovi
Non c’è molto da chiedere al LR Vicenza guardando al 2026 e alla sessione di mercato che si apre ufficialmente domani. Anzi, forse la risposta più onesta è proprio questa: nulla. Perché il Vicenza di oggi è un meccanismo che gira con sincronismi ormai oliati, un progetto ringiovanito e, almeno sulla carta, ridimensionato, ma che nei fatti ha saputo dare filo da torcere a tutte le avversarie del Girone A.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan: il margine accumulato sulle inseguitrici è tale da non restituire l’immagine di una squadra bisognosa di colpi ad effetto. Il lavoro di Fabio Gallo ha costruito un’identità riconoscibile, solida, difficilmente scalfibile. Ed è forse proprio da qui che nasce il vero cambio di prospettiva: più che al presente, è naturale iniziare a guardare con discrezione a quella Serie B a lungo cullata e che, con i dovuti scongiuri, potrebbe smettere di essere un’idea e diventare un obiettivo concreto.
Se uno sguardo al mercato va comunque dato, le caselle da monitorare sono poche e ben definite. Una riguarda la corsia laterale: il Vicenza cerca un terzino di spinta e il profilo di Damiano Cancellieri resta sul tavolo. Il suo eventuale passaggio dalla stagione complicata del Siracusa, impegnato nella lotta salvezza, a un contesto vincente rappresenterebbe non solo un salto tecnico, ma anche emotivo, dopo le esperienze formative vissute ad Avellino. Un innesto funzionale, non un’operazione di rottura.
Altro discorso per il centrocampo. Il nome che accende le fantasie è quello di Samuele Careccia, ma il suo presente ha una missione precisa: trascinare la Pergolettese verso la salvezza. Realismo impone quindi di valutare alternative, sempre in linea con un’idea di continuità e non di stravolgimento.
Davanti, invece, il meccanismo è già tarato. L’attacco funziona, produce, vive di automatismi che non avrebbero senso essere ritoccati se non in caso di partenze inattese. È difficile immaginarle, ma qualche riflettore in più resta acceso su Stuckler: se le sirene della cadetteria dovessero farsi insistenti, il Vicenza potrebbe pensare di cautelarsi, senza però tradire la propria filosofia.
Il vero tema, semmai, è un altro: blindare. Rinnovi, consolidamento, tutela del patrimonio tecnico cresciuto in questa stagione. Il Vicenza ha investito bene e ora raccoglie, con un gruppo che ha visto esplodere profili pronti a diventare colonne del futuro. Il 2026 potrebbe essere l’anno della consacrazione di Thomas Sandon, ma anche della definitiva legittimazione di Riccardo Gagno, tra gli acquisti più azzeccati dell’estate, sempre affidabile tra i pali.
E poi le storie che danno spessore a una squadra: la rinascita di Nicola Rauti, il talento in divenire di Giulio Pellizzari, le geometrie esperte di Mattia Vitale. Tutto concorre a delineare un orizzonte chiaro.
Con 12 punti di vantaggio sul Lecco e 13 sull’Union Brescia, il Vicenza può permettersi di ragionare senza affanno. Blindare, consolidare, guardare avanti con fiducia: più che chiedere, oggi, ai biancorossi basta continuare così.
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