Top & Flop di Carrarese-Pro Vercelli

01.12.2019 21:05 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
I tifosi, TOP Carrarese
© foto di Francesco Inzitari/ILoveGiana
I tifosi, TOP Carrarese

La risposta ad un disagio. Una risposta di cuore, appassionata, quand'anche, a volte, sgangherata e pasticciona. Eppure pur una risposta dopo la settimana surreale sotto le montagne bianche che abbracciano il mare. 3-2: ed è di nuovo abbraccio. Al loro condottiero, alla curva che rimane sotto una cascata d'acqua dicembrina.

La Carrarese torna a vincere: a fatica, sbagliando ciò che una quinta in classifica non dovrebbe sbagliare, trovando sul finale un rigore (netto) che toglie le nubi almeno per qualche giorno. Una settimana di parole prima e di buon piglio nel pomeriggio che lascia il passo alla sera, con i gialloazzurri bravi a premere fin da subito e a trovare il gol con Cardoselli prima e Valente poi, a coronamento di una mezz'ora di ottima fattura. Recuperare è verbo ben presente nel dizionario della Pro Vercelli che, a cavallo dei due tempi, sfrutta gli errori altrui per accorciare con Rosso e trovare, peraltro in inferiorità numerica (espulsione di Masi per doppia ammonizione) la via del pareggio con il positivo Comi. E' un rigore a sugellare una settimana marmifera semplicemente pazza: dopo la prova a dir poco sottotono contro l'AlbinoLeffe aveva parlato solo Tavano. Tavano apre la settimana, Tavano, dagli undici metri, la chiude. Forse è giusto così, forse (comprensibilmente da parte piemontese) la ragione suggeriva invece altro. Ma è stato così. Oggi l'istinto, oggi il cuore, oggi un pizzico di imponderabilità. Forse non giusto. Bello e irripetibile, questo sì.

Ecco coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nel match giocato questo pomeriggio allo "Stadio Dei Marmi-Quattro Olimpionici Azzurri".

TOP:

I tifosi locali (Carrarese): se l'approccio è quello corretto, allora è l'allenatore che, evidentemente, sa toccare le corde giuste. Bella Carrarese ad inizio gara, subito propositiva soprattutto sulla mancina e con un Infantino finalmente incisivo dopo la prova impalpabile di Gorgonzola. La risposta ad una settimana difficile nasce da qui, con i fatti che danno seguito alle parole (d'amore) proferite in una rinnovata promessa di lungo termine. Bella Carrarese fino, paradossalmente, all'espulsione sfortunatissima...di Masi. Da quel momento è tornata ad essere la compagine pasticciona e distratta di sempre, con un'altra rete incassata in modo improvvido a rovinare una prova volenterosa. E' una pazza Carrarese: bipolare, schizofrenica, comunque mai banale. Il TOP vero va dunque alla tifoseria gialloazzurra: seguire questa squadra rimanendo lucidi e morigerati nelle proprie reazioni emotive non è roba per tutti. Soprattutto, chi decide nella propria vita di affidare le proprie domeniche a Foresta e compagni, si munisca di certificato medico. A livello di singoli, buone risposte da Infantino, Cardoselli, Valente e Mignanelli in riferimento alla prima frazione. E poi c'è Tavano: già è difficile tirare i calci di rigore in generale. Figurarsi quel rigore. COME SI FA A NON VOLERLE BENE?

Comi (Pro Vercelli): sesto centro stagionale, il terzo di fila per colui che nella storia recente di questa società rappresenta bene la classica "croce&delizia". Il torinese sta bene, vede la porta con continuità e si prende sulle spalle tutto il peso dell'attacco ospite. Dai suoi piedi anche un palo, a riprova di una volontà del ventisettenne di costituire il vero punto fermo di una formazione molto giovane. Chissà che, senza la pressione di un risultato di squadra a tutti i costi, l'ariete scuola Toro e Milan non riesca a rilanciarsi per l'ennesima volta alla ricerca di un treno che è ancora in un cronoprogramma assolutamente possibile. Bene anche la progressione di Schiavon nel corso dei novanta minuti di gioco. LA RUOTA (FORTUNATAMENTE) NON STA SEMPRE FERMA

FLOP:

Murolo (Carrarese): Murolo ma, più in generale, la fase difensiva, con il pacchetto arretrato sotto la lente di ingrandimento per alcuni disimpegni da bollino rosso. La mancanza di tranquillità in una settimana agitata si è palesata anche in questi frangenti, con qui pro quo tra portiere e difensori che hanno di fatto confezionato buona parte dei due gol vercellesi. Due errori così grossolani che confermano, se ce ne fosse bisogno, una sempre valida verità: la condizione psicologica influisce sul gioco almeno quanto la preparazione tecnico e fisica. Sembra un'ovvietà, ma è sempre bene ricordarlo. Ora, per evitare altre situazioni da dentro/fuori, serve continuità. La classifica è ancora tutta lì, con i suoi 27 punti, quasi intatta, come se nulla fosse successo. E allora, che sia un nuovo inizio. Ah, lo avevamo già detto anche dopo il Como? E anche dopo la Pro Patria? E allora, per non saper nè leggere nè scrivere, testa alla prossima domenica. Che a guardare troppo in là non ci si accorge che l'acqua è già alla gola. IL LAVORO E' APPENA INIZIATO  

Azzi-Cecconi (Pro Vercelli): nulla di nuovo. La Pro Vercelli sta portando avanti un progetto coerente, ambizioso, di lungo termine e per nulla di breve respiro. Presentare una discontinuità di rendimento, sia nell'arco della stagione sia in riferimento alle dinamiche interne di una singola partita, è lo scotto inevitabile, quasi fosse l'investimento iniziale che provoca un'uscita di cassa senza poterla correlare a risultati immediati. Una "gabella" da tenere in conto anche quando, in fondo, quel 2-2 sarebbe stato sincero e nel complesso meritato. Quando ti sembra di non ottenere nulla e il viaggio di ritorno verso casa sembra non finire mai. Mezzo punto in meno, al netto dunque di questo peso specifico anagrafico, ad Azzi e Cecconi: il primo quasi non pervenuto, il secondo davvero ingenuo con quel gomito basso quasi a voler parare il tiro dalla bandierina. Assolto, a nostro avviso Masi: sotto il diluvio scivola appena fuori dall'area toccando la palla di mano senza alcun dolo. TROPPO AMARO PER I PROPRI DEMERITI