Trento, Tabbiani: "Occasione importante per Cappelletti, giusto sfruttarla"

Trento, Tabbiani: "Occasione importante per Cappelletti, giusto sfruttarla"TMW/TuttoC.com
Luca Tabbiani
Oggi alle 12:00Girone A
di Valeria Debbia

Alla vigilia di un nuovo appuntamento per il Trento, questa volta in casa contro il Novara, è intervenuto in conferenza stampa mister Luca Tabbiani spiegando come arriva la squadra alla sfida. Per lui però anche un saluto a Daniel Cappelletti, di cui si è ufficializzato il ritorno a Vicenza: "Abbiamo preparato bene la partita. Ci tengo a salutare Daniel perché è stato un giocatore importante, almeno per quanto riguarda la mia gestione: ha dato tanto a me, alla squadra e al Trento. Dispiace che sia andato via, era dispiaciuto anche lui, ma alla fine è un’occasione importante per lui, un livello superiore. Siamo contenti quando un ragazzo può ambire a qualcosa di meglio. Stamattina è venuto a salutare i ragazzi, è stato molto bello. Sono quelle cose che mi piacciono di questo mestiere: creare rapporti, salutarci con grande rispetto dopo aver fatto un bel lavoro insieme. Gli auguro tutte le fortune, è una persona con valori umani importanti".

Mercoledì è stata la giornata di Candelari, ma nessuno si aspettava l’addio di Cappelletti: "Come è nata? Onestamente c’è stata una situazione: il Vicenza ha chiesto Cappelletti, a noi non sembrava corretto non dirlo al ragazzo. A determinate età sono opportunità che possono non tornare, quindi è giusto poterle sfruttare. Non era una cosa ricercata da noi, non è stata una scelta di “liberare” posto: è stata un’opportunità che ha ricevuto il ragazzo. La scelta è ricaduta principalmente su di lui, sulle sue ambizioni e sulla voglia di provare a vincere un campionato alla sua età. Tutto rispettabile, tutto giusto e gestito nella maniera corretta per rispettare le persone che hanno dato tanto alla società".

"Cosa comporta per noi questa partenza? Cambia che abbiamo un giocatore in meno. Cappelletti poteva essere un’alternativa numerica, almeno, rispetto a Giannotti. Candelari invece è un ragazzo giovane, come Ladisa hanno bisogno di inserirsi. Ha fatto già diversi spezzoni con lo Spezia, l’abbiamo visto oggi (ieri, ndr) per la prima volta: è allenato, si vede che ha fatto tanti allenamenti e ha minutaggio. Ovvio che entrare nel meccanismo richiede tempo, bisogna dargli il tempo giusto per far emergere le sue qualità tecniche importanti. Per Giannotti invece dobbiamo aspettare gli esami: è una brutta distorsione, potrebbe richiedere un po’ di tempo. Pietro sicuramente ci darà una mano in una zona di campo dove avevamo preso per tornare pari, ma perdiamo di nuovo un pezzo. Sono sicuro che nel giro di un mese, un mese e mezzo – vedremo l’esito – dovrebbe tornare. Pietro ha fatto un allenamento oggi con noi, farà la rifinitura domani e poi c’è la partita. È un giocatore che reputiamo valido tecnicamente per darci una mano, sapendo che è giovane e va aiutato, come è stato il percorso iniziale per Corradi e tutti i ragazzi che migliorano giocando, come è normale".

Il tecnico ha comunque fugato preoccupazioni tecniche: "Sono preoccupato perché appena sono andato a ritirare la macchina mi hanno portato via gli attrezzi dal bagagliaio! Questa cosa mi dà noia. No, non sono per niente preoccupato. Mi dispiace umanamente per Daniel, non ho nessun tipo di preoccupazione calcistica. Per Giannotti mi dispiace perché è un giocatore importante come tanti altri, ma sono molto sereno. Vedo la squadra che sta bene, il collettivo aiuta sempre a superare le difficoltà. Non sono preoccupato. D’altronde dall’inizio dell’anno mancano sei o sette giocatori: Miranda, Meccariello, Cruz…".

"Se tra sfortune e operazioni di mercato è corretto dire che questo Trento non si è rinforzato, ma anzi ha perso pezzi interessanti e non si stanno facendo operazioni per rinforzarsi? Il discorso di quello che succederà, se ci rinforzeremo o no, lo dirà il campo. Noi che lavoriamo in campo – la cosa che mi piace di più, stare coi ragazzi – dobbiamo fare il massimo. Penso che abbiamo la possibilità di fare un bel girone di ritorno. Alla fine del campionato si valuterà se c’è stato un rinforzamento o no. Penso che stiamo facendo un bel percorso, la squadra sta crescendo. Ora ci sono opportunità dettate dall’infortunio di Giannotti per altri giocatori di essere utili. Hanno grande voglia di mettersi in mostra: per come si sono allenati in questo periodo avrebbero meritato anche qualche spazio in più. Sono sicuro che ci sarà tanta voglia di fare per chi sostituirà Giannotti da sabato e nel percorso che ci sarà. Sarà sempre il campo a dire se sono state fatte le cose giuste. Nel mio lavoro puoi lavorare come vuoi, ma il campo giudica i ragazzi e giudica noi. Oggi abbiamo fatto un bell’allenamento. La partita di sabato ci deve dare consapevolezza, anche che sui due gol subiti a Brescia potevamo fare qualcosa di meglio. Fisicamente possiamo concedere qualcosa, lo sappiamo, ma potevamo lavorarle meglio. Mi piace pensarla così. Abbiamo affrontato una squadra importante in un campo importante: mi è piaciuta la personalità messa in campo. Il risultato a volte non rispecchia tutto, ma se non abbiamo raggiunto il risultato voglio che cerchiamo sempre di capire dove potevamo fare di più – vale anche nelle vittorie. Continuiamo a lavorare. Il dispiacere per Daniel è umano: ho trovato un giocatore di spessore umano importante che mancherà. Per Giannotti, quando un giocatore si fa male dispiace sempre. Dispiaciuto per Cruz, per tutti, ma dobbiamo essere in grado di sopperire, come capita a tutte le squadre. Non sono preoccupato. Sono molto voglioso che arrivi sabato: ho la sensazione che stiamo bene e vorrei tornare a esultare. Magari arriveranno momenti di difficoltà fisica, ma ora ho la sensazione che stiamo bene. Non vedo l’ora di rivedere i ragazzi esultare alla fine della partita. Sabato siamo usciti da Brescia un po’ dispiaciuti, perché avevamo la sensazione di poter fare e meritare qualcosa in più"

"Se con la partenza di Daniel ho chiesto qualcosa sul mercato? Miranda questa settimana ha fatto un po’ con noi, un po’ a parte; settimana prossima sarà definitivamente con noi. Fisicamente ci vorranno ancora due o tre settimane per essere utile nei 90 minuti, magari a partita in corso. Oggi diceva “non sto ancora bene”, ed è normale: se stesse come gli altri che si allenano dall’inizio dell’anno sarebbe un problema, significherebbe che non stiamo bene fisicamente come squadra. Dobbiamo aspettare il recupero. C’è un momento in cui il giocatore è a posto, poi da lì a giocare è un percorso più breve, grazie alla sua professionalità alta: si è sempre allenato bene in rieducazione. L’ideale è pensare che l’allenatore chieda al mercato, ma io alleno: se avessi voluto fare il mercato avrei fatto il direttore sportivo, un ruolo che non mi piace. Mi piace stare in campo e allenare quelli che abbiamo. Si può vedere dove ci sono mancanze, ma ognuno in una società ha i suoi ruoli. Le aziende che funzionano bene, anche ad alto livello, sono quelle in cui ognuno rispetta il proprio settore. Come a me dà noia se mi dicono cosa fare nella formazione, penso sia giusto occuparmi del mio: ottenere il massimo con i ragazzi in base a quello che abbiamo. Secondo me abbiamo tanto e, per l’obiettivo che abbiamo in testa, lo possiamo raggiungere".