Picerno, Bertotto: "Chiuderla prima significa soffrire meno, ma sono contento"
Il ritorno di Valerio Bertotto a Giugliano è felice per l'attuale tecnico del Picerno, che riesce a espugnare il 'De Cristofaro', ottenendo il terzo risultato utile di fila e scavalcando proprio la squadra campana. Ora i rossoblù sono penultimi, mentre gli uomini di Capuano languano all'ultimo posto in classifica.
In sala stampa Bertotto non analizza solo la prestazione dei suoi, ma parla anche di questo suo ritorno: "Oltre al punto dell’ultima partita, teniamo strettissimo anche quello della gara precedente: sono punti preziosi. Il percorso di crescita di questa squadra passa proprio dalla continuità, che in questo momento deve fare la differenza. Dobbiamo mettere più fieno in cascina possibile per staccarci un po’ dalla zona bassa della classifica. Sono molto contento di come lavorano i ragazzi: è un gruppo di persone serie, ineccepibili. Nonostante le enormi difficoltà affrontate da quando ho preso in mano la squadra, hanno sempre dimostrato attaccamento e voglia di venirne fuori. Abbiamo cambiato alcune cose, i nuovi innesti hanno alzato il livello di competitività, qualità e presenza nello spogliatoio: questo è fondamentale. Oggi (ieri sera, ndr) abbiamo giocato esattamente la partita che andava giocata. Sono molto felice di essere tornato a Giugliano: per me resterà sempre una tappa speciale della vita. Qui ho costruito qualcosa di splendido insieme a ragazzi meravigliosi, li ringrazierò per sempre. Alla fine, i valori umani e ciò che hai fatto in un percorso professionale sono la cosa più bella che rimane".
"Sono partite in cui chi riesce a portarla a casa guadagna un vantaggio importante: i tre punti accelerano sempre il percorso di crescita, come dico spesso - prosegue quindi il tecnico. - Un punticino poteva essere un “brodino” che non guasta mai, soprattutto con questo freddo, e dà continuità. Però, per fare lo step in più – parlando chiaramente di noi – serviva cercare una prestazione di qualità. Nel primo tempo abbiamo mostrato una buona qualità, pur con qualche imprecisione su cui dobbiamo lavorare ancora tanto: pretendo che i ragazzi sappiano giocare a calcio ancora meglio, perché la qualità ce l’abbiamo nelle corde, ma va tirata fuori con più continuità. Nel secondo tempo c’è stata più sofferenza, lo sapevamo che la partita poteva prendere quella piega. Siamo stati bravi a reggere l’urto, abbiamo provato qualche ripartenza, ma per un po’ di imprecisione non l’abbiamo chiusa prima. Chiudere prima significa soffrire meno: siamo comunque molto contenti di come è finita".
Spesso il Picerno è passato in vantaggio per poi subire gol nella ripresa e perdere punti. Ieri invece c’è stata grande capacità di soffrire, mantenere gli spazi chiusi e difendere bene: "È un passo avanti rispetto alla gestione precedente? Purtroppo ci è capitato troppo spesso di essere avanti e veder sfumare la vittoria: a volte un pareggio, altre addirittura una sconfitta. Su questo tasto abbiamo battuto tanto e continueremo a farlo. L’attenzione ai dettagli, soprattutto nei minuti finali, e la concentrazione per tutti i 95-100 minuti deve essere totale: dipende partita per partita, ma fa parte di un percorso mentale a cui i ragazzi si devono abituare. Ci stiamo lavorando e gli innesti dei nuovi arrivati hanno sicuramente alzato questo aspetto".
Ma quanto è importante, per arrivare alla salvezza, avere una fase difensiva solida e allo stesso tempo sfruttare le occasioni in attacco? "Una difesa eccellente può diventare penalizzante se è solo quella; la fase difensiva la fa tutta la squadra, a partire dagli attaccanti. Più gli attaccanti sono bravi a pressare con continuità e a lasciare palle sporche alle linee successive, più la squadra ne beneficia dietro. Detto questo, è un aspetto positivo su cui abbiamo dato continuità. Però io pretendo di più in termini di qualità: quando hai l’occasione di fare male devi farla, proprio per non soffrire troppo dopo".
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