Pres Taranto: "Rischiamo di giocare in esilio solo per colpa del Sindaco"

12.02.2024 23:45 di Matteo Ferri   vedi letture
Pres Taranto: "Rischiamo di giocare in esilio solo per colpa del Sindaco"
TMW/TuttoC.com

Botta e risposta tra l'Amministrazione comunale di Taranto e la società rossoblù. La prima, con un comunicato diramato in tarda mattinata, ha convocato il management del Taranto FC, il Commissario straordinario e gli amministratori locali, eventualmente disponibili a ricercare soluzioni concrete ad un confronto sul tema relativo allo stadio Iacovone domani, martedì 13 febbraio. Nella nota del Comune si parla anche di "alcuni, sorprendentemente anche tra gli addetti ai lavori, specie alle prime difficoltà sportive o economiche dell'ambiente, si esercitano nel gioco di strumentalizzare il ruolo della pubblica amministrazione screditando gli sforzi dell'Ente civico, quando basterebbe invece chiedere aiuto e, nelle regole esistenti, si cercherebbe di sostenere il calcio e i suoi protagonisti in riva allo Ionio".

Non si è fatta attendere la risposta del Taranto, che ha pubblicato una lunga lettera di risposta a firma del presidente Massimo Giove e che integralmente riportiamo: "In riferimento alla nota stampa della Civica Amministrazione del 13 febbraio u.s. : sarebbe opportuno che il sindaco Rinaldo Melucci, anzichè mirare nel mucchio, andasse nello specifico, indicando nomi e cognomi delle persone, addette ai lavori, che secondo lui, alle prime difficoltà sportive ed economiche si esercitano nel gioco di strumentalizzare il ruolo della Civica Amministrazione screditando gli sforzi dell’ente pubblico.

Il Taranto F.C. 1927 Srl, è bene precisare, non ha mai usufruito di iniziative formali misurabili ed anche per l’utilizzo dello Stadio Erasmo Iacovone ha dovuto accollarsi l’onere di canoni, peraltro garantiti da fidejussioni.
La disaffezione del primo cittadino di Taranto verso la nostra Società è palese lo dimostra il fatto che in tutto il suo percorso da sindaco non ha fatto mai nulla per il sodalizio rossoblù. Per il resto solo ed esclusivamente promesse mai mantenute.

Dimostrato ancor più da quanto accaduto, all’inizio della corrente stagione sportiva, con l’incendio provocato in curva sud dai tifosi del Foggia (al proposito del quale siamo in attesa della conclusione delle indagini da parte
della Procura della Repubblica di Taranto per comprendere contro chi dovremo rivalerci nel merito di quel materiale improvvidamente stoccato in quel luogo). Bene. In quell’occasione il Sindaco Rinaldo Melucci, pur a conoscenza delle mille difficoltà logistiche e gestionali che ci vedevano incolpevolmente coinvolti, ritenne giusto ignorare totalmente l’accaduto. Lo stadio posto sotto sequestro. Costretti a giocare a porte chiuse e comunque in campo neutro. Con una perdita secca di presenze, di incassi e sponsorizzazioni annullate. Con la lungaggine dei lavori di ripristino seppure parziale. Da parte sua neppure una telefonata di conforto. Snobbando addirittura l’unico incontro, in Prefettura, con i componenti della Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di Pubblico Spettacolo. Costretti anche a pregare per ottenere il permesso di poter giocare almeno una gara, a porte chiuse, allo Iacovone. Il tutto per non dover migrare ulteriormente.

Il Taranto F.C. 1927 Srl, inoltre, non è mai stato invitato e tanto meno coinvolto in presunti progetti innovativi per lo Stadio Erasmo Iacovone e, di conseguenza, mai sono state indicate eventuali ricadute finanziarie e gestionali conseguenti e derivanti. Va altresì precisato che il Taranto F.C. 1927 Srl non fa parte del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo. Non ne ha mai fatto parte. E mai è stato invitato a nessuna manifestazione ufficiale. A tal proposito sembra quindi doveroso che il Sindaco Rinaldo Melucci puntualizzi, nello specifico, quali sarebbero stati i soggetti che, a suo dire, si sono affannati ad affossare quel progetto indicandone, anche in questo caso, nomi e cognomi. Sono note a tutti le diatribe tra il Commissario Straordinario Ferrarese ed il Sindaco Melucci sorte quando il Commissario chiedeva, legittimamente ed in più occasioni, la consegna delle ipotetiche progettazioni. Documenti mai consegnati al Commissario, di quel fantomatico stadio targato Melucci. Ipotesi astratte e mai realizzabili. Non va inoltre dimenticato che l’ufficialità dei Giochi del Mediterraneo, a Taranto, è avvenuta nell’anno 2019 e che nel lasso di tempo trascorso sino ad oggi il Sindaco Rinaldo Malucci, pur sapendo di un indispensabile rifacimento/ristrutturazione, che avrebbe reso inutilizzabile lo Stadio Iacovone per un minimo di due campionati, mai si è premurato di trovare soluzioni alternative (problematiche che non riguardano soltanto lo stadio Iacovone, ma tutta l’impiantistica sportiva che riguarda i Giochi).

Peraltro se oggi il Taranto F.C 1927 Srl e tutta la tifoseria rossoblù vedono concretamente il rischio di dover seguire i propri colori lontano dalla nostra città la colpa e le responsabilità sono da attribuire esclusivamente a Rinaldo
Melucci. Le soluzioni di cui parliamo più sopra sono quelle che avrebbero permesso alla squadra che rappresenta la città di Taranto di allenarsi e disputare le gare ufficiali della categoria di appartenenza sul proprio territorio.
Nel contesto risulta totalmente pretestuoso il tentativo odierno, al quale il management del Taranto F.C. 1927 Srl parteciperà con entusiasmo, di coinvolgere altre entità civiche vicinorie. Un tentativo che comunque dimostra, ancora una volta, la totale mancanza di preparazione in materia di Criteri Infrastrutturali della FIGC (Per Serie B e Lega Pro) per la stagione sportiva 2024/25. Un incontro che desidereremmo fosse fatto in massima trasparenza ed alla presenza degli organi di stampa del territorio onde evitare qualsiasi tipo di fraintendimento e facili strumentalizzazioni.

La dimostrazione che siano altri a cercare facili strumentalizzazioni, con totale indifferenza alla effettiva e concreta risoluzione del problema, è dimostrato proprio dal comunicato stampa del Sindaco Melucci che, nel mentre convoca un tavolo di concertazione sulla problematica, con la sua nota stampa, di contro, accende gli animi buttando benzina sul fuoco alimentando un incendio che va ben oltre quanto a responsabilità rispetto a quello procurato dai vari soggetti, attori, a quel settore dello stadio. Più che un tavolo di concertazione si è bravi a creare sconcerto tra i tifosi, tra la gente, tra i cittadini: ormai si è tutti sconcertati davanti a tanto dire e nulla fare".