Reginaldo: "Mou mi voleva all'Inter, oggi voglio la salvezza col Picerno"

28.01.2022 12:30 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Reginaldo
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L'attaccante del Picerno Reginaldo si è raccontato ai microfoni di FanPage partendo dal posizionamento playoff della squadra lucana: "Dove possiamo arrivare? Noi dobbiamo raggiungere prima di tutto la salvezza. Una volta centrato l’obiettivo cercheremo di porci altri traguardi ma prima di tutto viene la salvezza". Dopo piazze come Reggio Calabria e Catania il brasiliano ha scelto una piccola realtà come Picerno: "Avevo altre richieste, anche interessanti, ma non mi hanno dimostrato la voglia di avere Reginaldo in squadra come il Picerno. Come giocatori siamo una cosa ma come uomini, come persone, nel mondo del calcio siamo altro. Quello che mi hanno dimostrato qui, di volermi non solo per le mie qualità, mi ha portato a venire qui. Cosa mi ha colpito di più? La voglia di voler fare le cose fatte bene. Una società piccola con una organizzazione da club che può lottare per vincere il campionato. Vogliono fare calcio ma facendo le cose come si deve. Il fatto di far trovare ad un giocatore tutto ciò che ha bisogno, senza strafare e con umiltà, è importante".

Con il gol al Palermo ha firmato uno dei momenti più importanti della società: "Io sono un attaccante ed è importante segnare, ma sono più contento quando faccio degli assist per i miei compagni. Non è facile per un attaccante dire una cosa del genere. Quando ho giocato in squadre come Fiorentina e Parma e affrontavamo quelle più piccole c’era sempre quella cosina che ti fa pensare di essere superiore. Noi picernesi dobbiamo pensare di essere uguale a tutti e di poter essere in grado di giocare con tutti e batterli. L’umiltà del Picerno con la voglia che hanno i miei compagni possiamo giocarcela con tutti".

Ha 38 anni ma non ha alcuna intenzione di smettere: "Cosa mi spinge ad andare avanti? Finché il fisico mi permette di giocare e finché me la sento, lo farò. Non voglio rubare il posto a nessuno perché ci sono tanti ragazzi giovani che vogliono fare questo ma devono capire che questo è un lavoro, non è solo divertimento. Noi che giochiamo a calcio dobbiamo capire che siamo fortunati perché lavoriamo un’ora e mezza, un’ora e 45 al giorno, ma in quel momento devi dare il massimo, perché c’è la gente che si sveglia alle 6 del mattino e forse riescono a tornare a casa per la sera per stare con la famiglia. Il giorno dopo lo stesso. E sono contenti. Noi facciamo molto meno e quindi dobbiamo andare a mille. Questo è il mio modo di pensare e finché starò bene giocherò. Dopo vorrei fare qualcosa per stare un po’ di più con la mia famiglia e con i miei figli".

Reginaldo ha chiuso svelando il momento in cui è stato vicino ad una big e poi è saltato tutto: "Sono stato vicino all’Inter perché mi ha fatto seguire José Mourinho per tre mesi. Il problema mio è che ho sempre vissuto le cose con la massima serenità, anche se mi dicevano che mi seguiva il Real Madrid io facevo sempre le stesse cose. Non rimpiango nulla di quello che ho fatto in Italia e che ancora farò, visto che ho ancora voglia di giocare".