Salernitana, il triste epilogo era evidente anche dopo le prime 5 vittorie. Perugia, ottimo mercato!
Editoriale di oggi che si apre con il disastro della Salernitana. Giunge al capolinea l’avventura del tecnico Giuseppe Raffaele sulla panchina granata: i numeri bocciano inevitabilmente l’operato di un allenatore che non ha mai convinto, che ha commesso tanti errori e che oggi, sostituendo tre giocatori al 45’, ha ammesso di aver sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. Ma la riflessione va fatta a 360°. Il direttore sportivo Faggiano, dopo aver fatto flop nel mercato estivo, non è riuscito a migliorare l’organico in inverno rilasciando spesso dichiarazioni che cozzavano con i fatti. Senza la protesta dei tifosi e l’intervento in prima persona della società forse oggi avrebbe giocato Molina e nemmeno Lescano. La confusione è evidente, basti pensare che nell’ultimo giorno di mercato si aspettava il grande colpo è invece è andato via quel Liguori atteso un mese e mezzo in favore di un Antonucci valido per la C, ma costretto a saltare tante gare per problemi fisici e per la necessità di fare un percorso di riatletizzazione. A questa rosa mancano un portiere, un difensore centrale rapido, un centrocampista di qualità e un attaccante, ancor di più perché Ferraris e Ferrari erano stati messi in discussione e oggi hanno giocato malissimo forse anche a causa di questa gestione opinabile. Ma le responsabilità sono in capo alla società. Iervolino prospettava la Salernitana in Europa, invece l’ha presa in A portandola al terzo posto in C a -11 dalla vetta occupata da quel Benevento che ha avviato ufficialmente la fuga. Due prove di carattere importantissime per i giallorossi: prima la vittoria 3-4 con l’Atalanta23 dopo essersi ritrovati sotto di due gol, poi il successo oggi oltre il centesimo minuto e dopo aver fallito un calcio di rigore.
Solo crolli improvvisi potrebbero frenare la cavalcata della formazione di un Floro Flores leader assoluto del gruppo, amato dai tifosi e che sta emulando quanto fatto da Biancolino l’anno scorso ad Avellino. Nel girone C, dunque, si stanno delineando i valori: il Catania è l’unica squadra, per organico e per blasone, che può tenere testa alla corazzata di Vigorito, ma certo ritrovarsi così distanti dalla vetta può avere un impatto psicologico non indifferente pur senza essere scesi in campo. Non si possono non fare i complimenti al Cerignola, una delle poche realtà del calcio italiano che non si fa prendere dalla frenesia e che valuta con oggettività il lavoro dell’allenatore. Era evidente che Maiuri avesse in mano il polso della squadra e che i risultati non corrispondessero alle buone prestazioni offerte. Oggi i tifosi giallazzurri si godono una salvezza in largo anticipo, un gruppo che combatte su tutti i palloni e una classifica che autorizza a credere nella seconda partecipazione playoff consecutiva. Ironia della sorte con condanna all’esonero di quel Raffaele che questo ciclo vincente lo avviò 12 mesi fa, pur con una rosa sulla carta più forte. Dando uno sguardo agli altri gironi e commentando brevemente anche la fine del mercato possiamo dire che condividiamo la scelta del Vicenza di non prendere nessuno e di salvaguardare un gruppo che attende soltanto la matematica per festeggiare il salto di categoria. Si sono mosse bene Brescia e Lecco, ci si sarebbe aspettato qualcosa in più da Novara e Cittadella che rischiano di ritrovarsi tra qualche settimana senza grosse ambizioni. Nel raggruppamento centrale molto bene il Perugia (Nepi, Verre, Canotto…tanta roba!), la Ternana ha trattenuto quasi tutti i big ed è comunque un dato positivo dal quale ripartire pur con un Liverani che continua a non convincere e che deve blindare la propria posizione.
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