Sorrento, Maiuri a Curcio: "Questo Picerno non è famiglia che crede di avere"

12.02.2024 10:15 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Vincenzo Maiuri
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Vincenzo Maiuri
© foto di Carlo Giacomazza/CGP Photo Agency

Si ferma a sette la striscia di risultati utili di fila del Sorrento: ieri in casa contro il Picerno è infatti arrivato il nono ko stagionale. In sala stampa c'è la disamina di mister Vincenzo Maiuri che punta il dito contro il comportamento dei lucani: "Il risultato lo accettiamo, anche se ci fa incavolare perché è stata una partita dove noi abbiamo dimostrato superiorità rispetto a loro, tranne nella parte iniziale dove abbiamo subito il gol. Per 80' abbiamo giocato sempre e solo noi, concedendo però il raddoppio e prendendo due pali, la fortuna ci ha girato le spalle. Questa è stata la partita e senza portare l'analisi dalla nostra parte. Ciò che mi ha dato molto fastidio è stato il comportamento da parte del Picerno, da parte del direttore generale che ci ha definiti una squadra di merda, Murano che ha dato uno schiaffo a un raccattapalle, Petito che sputava a tutti quanti. Queste sono situazioni che devono andare fuori dal calcio: il loro patron (Donato Curcio, ndr) è una persona veramente per bene, ci tiene all'atteggiamento e parla di famiglia. Questa non è la famiglia che lui crede di avere. Bisogna tornare ad avere rispetto ed educazione. Qua si perde facilmente la bussola.

Bisogna essere delle persone giuste, leali e corrette. Loro non lo sono stati. E li guardo in faccia perché non si fanno queste cose. Io non mi permetterei mai di dire che il Picerno è una squadra di merda. Se vedessi un mio giocatore sputare per terra, gli taglierei la lingua. Facessero loro un buon esame di coscienza: complimenti comunque per il fatto che sono secondi in classifica e sono allenati molto bene da mister Longo. Emilio è mio amico, certamente non partono da lui queste cose: lui è una persona a modo. Ma a fine partita non accetto che dopo quanto fatto vengano a dare la mano, la mano possono mettersela in tasca. Devono sapersi comportare".