IL FATTO DELLA SETTIMANA - TRA RECUPERO E COPPA ARRIVANO LE PRIME POSSIBILI IPOTECHE: PIACENZA E MONZA IN RAMPA DI LANCIO

27.04.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
IL FATTO DELLA SETTIMANA - TRA RECUPERO E COPPA ARRIVANO LE PRIME POSSIBILI IPOTECHE: PIACENZA E MONZA IN RAMPA DI LANCIO

Una settimana coi fari puntati sul recupero Piacenza-Virtus Entella e sulla finale di andata di Coppa Italia Serie C Monza-Viterbese. Nel titolo parliamo di "possibili ipoteche" che portano "in rampa di lancio" le due vincitrici dei due big match, cioè Piacenza e Monza: ci perdonerete perché, in questa sede, non è nostra intenzione - come si usa dire - "tirarla" ad alcuno, ma analizzare i nudi fatti di cronaca. 

E la cronaca ci dice che martedì scorso, al 68' del recupero della nona giornata di andata (disputata, lo ricordiamo, dopo il ritorno per le numerose anomalie di questo pazzo campionato) il centrocampista biancorosso Alessio Sestu, di testa, ha realizzato il classico gol dell'ex, imponendo uno stop importante ai biancazzurri, che ha portato a un sovvertimento delle forze in vetta al Girone A. Quinto successo di fila per il Piacenza che è così salito a quota 71 a 180' dalla fine della regular season. Seconda sconfitta nelle ultime tre uscite invece per la Virtus Entella, che ora dovrà rincorrere a due lunghezze di distanza, conscia di aver sprecato un importante match-ball. Giustamente, comunque, nelle file emiliane si predica calma e da più parti sono giunte dichiarazioni low profile in stile "Non siamo ancora in B". Dall'altra parte, nelle file liguri, chiarito l'equivoco coi propri tifosi (la squadra biancazzurra, presa dai sentimenti del momento, non ha infatti salutato i propri supporters giunti al 'Garilli' per sostenerla nonostante le condizioni meteorologiche non favorevoli), ora ci si carica per tentare il controsorpasso sperando in un eventuale passo falso avversario.

Mercoledì è stata invece la volta delle finaliste di Coppa Italia Serie C: la Viterbese si è illusa per per poco più di mezz'ora di poter fare il blitz al 'Brianteo' di Monza grazie alla magia di Vandeputte, ma i padroni di casa - dopo un inizio stentato - sono cresciuti e hanno prima trovato il pari con Brighenti, poi hanno ribaltato il risultato nella ripresa grazie al rigore realizzato da capitan D'Errico (e fischiato per fallo di mano di Tsonev). Un 2-1 che permette ai biancorossi di giocare il ritorno per due risultati su tre: un pari e un ulteriore successo regalerebbero il quinto trofeo di categoria alla squadra brianzola, che - tra l'altro - sta disputando l'ottava finale della sua storia. Una sconfitta, invece, potrebbe far gioire i gialloblù, ma sempre tenendo presente che - da regolamento - "risulterà vincente la squadra che avrà segnato il maggior numero di reti nel corso delle due gare. Qualora risultasse parità nelle reti segnate si qualificherà la squadra che avrà segnato il maggior numero di reti in trasferta; verificandosi ulteriore parità si disputeranno due tempi supplementari di quindici minuti ciascuno. Qualora nel corso dei due tempi supplementari le squadre avessero segnato lo stesso numero di reti, quelle segnate dalla squadra ospite avranno valore doppio. Qualora le squadre non avessero segnato alcuna rete, l'arbitro procederà a far eseguire i tiri di rigore". Questo significa che un ipotetico 1-0 potrebbe andar bene ai laziali, un 2-1 spalancherebbe le porte a supplementari ed eventuali rigori, un 3-2 farebbe gioire ancora una volta i biancorossi. 

Da segnalare, infine, che il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha sottolineato l’importanza di quanto avvenuto alla fine di questa gara: “Faccio una premessa che so che sarà provocatoria: mi auguro che quanto dirò venga ripreso dalla comunicazione a livello nazionale perché, altrimenti, si perderà un’occasione per rimarcare FINALMENTE, un gesto positivo e lodevole che riguarda il calcio italiano. I calciatori di Viterbese e Monza, al termine di una finale di andata combattuta ed avvincente, preludio ad un ritorno combattutissimo visto il risultato, si sono ritrovati tutti insieme al centro del campo, si sono abbracciati e hanno guadagnato gli spogliatoi in questo modo. Ecco il calcio che è capace di trasmettere valori attraverso gesti altamente significativi. Ecco l’orgoglio di essere calciatori, dirigenti ed uomini che sanno parlare alle bambine ed ai bambini: questo è il calcio che amiamo e che vogliamo”.