Fano, Gadda a TLP: "Bene la vittoria di Savona, ma ora non montiamoci la testa"
La stagione del Fano era partita con Karel Zeman in panchina e l'imancabile 4-3-3 come modulo di gioco. I risultati di Coppa Italia e lo 0-6 della prima di campionato contro l'Alessandria, uniti ad un comportamento poco rispettoso della città dove lavorava (non si presentò in conferenza stampa, passando da un'uscita secondaria per andare a vedere la Roma contro l'Inter a "San Siro"), hanno portato la società a decidere per il suo esonero. Al suo posto ecco l'allenatore della Berretti, Lazzaro Gaudenzi. Le cose non cambiano particolarmente: quattro punti - frutto di altrettanti pareggi - in otto giornate, fanno nascere una piccola crisi nei vertici del club marchigiano. Il Direttore generale, Giovanni Piccoli e il Direttore sportivo, Giuseppe Pompilio decidono per le dimissioni, subito respinte dal presidente Claudio Gabellini. I due dirigenti chiedono un cambio di marcia immediato, per evitare che la società possa sprofondare nell'inferno dei dilettanti. Alla fine Gaudenzi torna a dirigere la Berretti, al suo posto viene chiamato in prima squadra, Massimo Gadda.
Il tecnico nato a Legnano, le ultime tre stagioni alla Giacomense, dove ha fatto un ottimo lavoro (settimo posto nel 2010\11), questa estate è stato vicino al Bassano e al Santarcangelo, ma come spesso capita: tanti corteggiatori, ma nessuno che lo sposa (professionalmente). Fatto sta che Gadda rimane a piedi in attesa di una panchina. Dopo il primo approccio con la dirigenza granata, tutto sembrava saltare ma alla fine si trova l'accordo. In quattro settimane di lavoro ha rivoltato il Fano come un calzino, dando un'anima ad una squadra che sembrava ormai persa nelle proprie paure.
Domenica pomeriggio con una prestazione maiuscola ha espugnato il "Bagicalupo" di Savona. Un successo contro la capolista che ha galvanizzato l'ambiente. TuttoLegaPro.com lo ha intervistato in esclusiva per capire il segreto di questo cambio di marcia così repentino in così poco tempo.
Mister, un successo importante contro la capolista.
"Bella impresa, ma ormai siamo a metà settimana e già si pensa alla prossima partita (in trasferta contro il Valle D'Aosta). Quello che hai fatto ieri già non conta più".
In un mese ha cambiato volto al Fano.
"In quattro partite è difficile pensare di aver risolto tutti i problemi. Siamo ancora nel vortice, non abbiamo ancora fatto niente. Dobbiamo tenere i piedi per terra, il campionato è tosto e nessuno ti regala niente. Credo che un aspetto importante sia quello di vivere alla giornata, senza tanti assilli".
Pensiero che non fa una piega, però qualcosa lei ha dovuto fare per dare un volto più consono alla squadra, non crede?
"Quando ho accettato la proposta del Fano sapevo che la base del gruppo era ottima. Qui c'è gente che ha fatto la B, giocatori di categoria, insomma il materiale umano a mia disposizione è più che sufficiente. Non è carino parlare o giudicare il lavoro altrui, ma io ci ho messo del mio, iniziando dall'impostare il gruppo su un'idea di ordine più precisa. Ci sono parecchi giovani e questi vanno indirizzati su un'idea di disciplina, cercando di aiutarli. Sono in una fase importante e riuscire a farli crescere è fondamentale, perchè il mix dei più grandi con le nuove leve, può portare a risultati sorprendenti".
Obiettivi per questa stagione?
"Rimane la salvezza, non cominciamo a pensare ad altro. Già il mantenimento della categoria sarebbe un risultato ottimo".
Voi in quattro domeniche avete affrontato: Pro Patria, Bassano e Savona. Tre delle prime quattro del girone. Ci può dare un giudizio?
"Sicuramente Pro Patria e Bassano sono le più attrezzate per vincere il campionato. Contro i bustocchi abbiamo sfruttato il doppio vantaggio numerico (espulsioni di Ghidoli e Polverini, ndr) giocando una partita orgogliosa, ma loro rimangono una compagine con un attacco da paura. Il Bassano è squadra compatta che sta trovando quella regolarità che le deriva da una rosa ampiamente più forte delle altre".
Mentre il Savona?
"A me non sono dispiaciuti: quadrati e con un attacco composto da gente come Virdis, anche lo stesso Romero (doppietta contro i marchigiani). Non dimentichiamo che hanno Scotto infortunato. Se sono ancora lassù, qualcosa valgono di sicuro".
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