Intervista TC

DS Ospitaletto: "Mercato da 7. Non è stato semplice, non è come alla PlayStation"

DS Ospitaletto: "Mercato da 7. Non è stato semplice, non è come alla PlayStation"TMW/TuttoC.com
Ieri alle 22:30Primo piano
di Sebastian Donzella
fonte Raffaella Bon

Paolo Musso, direttore sportivo dell'Ospitaletto, ai microfoni di TuttoC.com ha analizzato il mercato dei bresciani e il campionato appena iniziato.

Che voto dà al suo mercato e quanto la rosa costruita rispecchia le vostre idee iniziali?
In generale, che mercato è stato quello di questa categoria? Ha notato una crescita degli investimenti e della qualità dei giocatori rispetto agli ultimi anni?
"Al mercato darei un 7. Siamo riusciti dopo un solo anno di professionismo a vendere un giocatore e fare una plusvalenza non scontata. Siamo inoltre riusciti a trattenere il grande blocco dell’anno scorso e ad allungare ai giocatori il contratto, abbiamo fatto un ottimo lavoro. Siamo contenti del mercato fatto: siamo riusciti a prendere tutti i giocatori che avevamo in mente e siamo soddisfatti".

Qual è stata l’operazione più difficile da portare a termine e, al contrario, c’è qualche trattativa che avrebbe voluto chiudere ma che non si è concretizzata?
"Non c’è un’operazione più difficile di un’altra. Tutte le trattative di mercato presentano delle difficoltà: non è semplice come pensa qualcuno, non è un gioco “da PlayStation”. Non basta ricevere un’offerta per chiudere una trattativa, perché dietro c’è un grande lavoro di mediazione con le società, con gli agenti e con gli stessi giocatori, dei quali bisogna comprendere volontà e intenzioni. Sicuramente quest’anno abbiamo affrontato trattative complesse, soprattutto quando sono state coinvolte altre società: acquistare un giocatore sotto contratto è inevitabilmente più complicato rispetto a prendere uno svincolato e richiede molto più lavoro. Non me la sento però di citare una trattativa in particolare, perché ogni operazione nasconde difficoltà diverse".

La rosa è completa in tutti i reparti oppure c’è qualcosa che, potendo, avrebbe ulteriormente ritoccato?
"La rosa è molto soddisfacente. Non l’ho mai nascosto: sappiamo che ci manca un terzino destro che vada a chiudere la coppia dei doppioni con Gualandris. Non si è però presentata l’occasione giusta e le situazioni giuste non si sono concretizzate. Prendere un giocatore tanto per prenderlo non ci appartiene e abbiamo preferito proseguire per la nostra strada. Fino a gennaio non interverremo sul mercato degli svincolati, che non è una soluzione che ci entusiasma particolarmente. Ci riteniamo soddisfatti del mercato che abbiamo fatto".

Nella costruzione della squadra quanto avete guardato all’immediato e quanto, invece, alla possibilità di creare un gruppo con prospettiva anche per le prossime stagioni?
""Abbiamo lavorato per avere una squadra pronta a riconfermarsi in categoria. È chiaro che il movimento dell’Ospitaletto Franciacorta passa dal mantenimento della categoria da parte della prima squadra. Il rafforzamento che stiamo facendo sul settore giovanile e l’idea di dare contratti lunghi ad alcuni giocatori giovani, ma anche a giocatori importanti che possono essere colonne della squadra, con biennali o triennali, nascono dalla volontà di rafforzarci e fare in modo che la prossima stagione, un po’ come è successo quest’anno, il mercato non sia troppo operoso. Anche se in Serie C, per squadre come la nostra che utilizzano gli slot dei prestiti, qualcosa bisogna sempre cambiare. Abbiamo lavorato sia su una squadra che possa essere immediatamente pronta per provare a salvarsi, sia su contratti di ragazzi che possano essere pronti per un eventuale futuro".

Guardando in generale il mercato delle vostre avversarie, quali sono secondo lei le squadre che si sono rinforzate maggiormente e chi parte davanti nella corsa alle prime posizioni?
""Il Brescia è la squadra che ha fatto, almeno nel girone A, il mercato migliore. Partiva da un risultato straordinario, perché possiamo dire che è la prima delle non promosse, lo dice il fatto che è arrivata seconda ed è arrivata in finale playoff. Oltre a questo, ha aggiunto giocatori di livello importantissimo. Per quanto riguarda le altre squadre che si sono rafforzate penso che il Desenzano, pur essendo una neopromossa, abbia fatto un mercato importante per la categoria, con un allenatore di grande esperienza. Penso che il Desenzano possa essere da primi posti. Tornando al Brescia credo possa giocarsela solamente con il Cittadella, poi vedo il Trento e dietro lo sappiamo quali sono le squadre che insieme a noi lotteranno per la salvezza".

Dopo il mercato, dove vi collocate?
"Quest’anno la società mi ha permesso di avere un budget più elevato per muovermi sul mercato e la ringrazio. Ci siamo avvicinati alle cifre che spendono i nostri competitor, ma soprattutto abbiamo voluto dare continuità al nostro progetto, rinnovando alcuni giocatori. Non tanto per alzare il livello, quanto per dare continuità al lavoro che stiamo facendo. Io penso che per noi riuscire a salvarci anche all’ultima giornata o all’ultimo minuto dei playout possa essere un obiettivo. Poi si spera sempre che la stagione possa andare meglio di quella precedente, ma non è mai scontato, anche se hai fatto un buon mercato e hai speso più soldi".

L' anno scorso siete stati una bella sorpresa, e ora? 
"Faccio fatica a rispondere a questa domanda. Non voglio fare il finto umile ma sono davvero l’ultimo arrivato in categoria e quindi non ho forse nemmeno l’esperienza per rispondere. Se c’è stata una crescita di qualità negli ultimi anni non lo so. Quello che so è che è un campionato bellissimo, un campionato difficile dove bisogna lavorare bene per fare risultati, ed è un campionato che ha un livello di preparazione tattica, di attenzione, di preparazione alle partite e di studio, elevato da parte di tutte. Lo dimostra il fatto che non si trovano le cosiddette squadre materasso. Quest’anno sarà molto difficile salvarsi perché tutte hanno alzato il livello. Soprattutto le neopromosse, che chiaramente a volte possono essere le più accreditate per trovare difficoltà, hanno fatto un mercato importante, passando dal Treviso, al già citato Desenzano, fino alla Folgore Caratese. Non sono quello che può dare una risposta molto dettagliata, ma penso che il livello sia molto elevato e sarà molto difficile".