INTERVISTA TC Gasparin: "Vicenza: dal disastro alla vergogna"

12.01.2018 19:00 di Raffaella Bon  articolo letto 1910 volte
© foto di Federico Gaetano
INTERVISTA TC Gasparin: "Vicenza: dal disastro alla vergogna"

Sergio Gasparin del Vicenza ne è stato il Direttore Generale e amministratore delegato per oltre dieci anni. Partito dalla serie C, promosso prima in serie B e dopo due anni in serie A. Nel novembre 1996 il Vicenza è per la prima volta in vetta solitario alla classifica della serie A e nell'anno successivo vince la Coppa Italia, in finale con il Napoli. Nel 1998 arriva sino alla semifinale europea della Coppa delle Coppe con il Chelsea, dopo di che lascia il Vicenza per trasferirsi a Londra come Direttore Europeo Football dell'Enic.

Dopo tutti questi successi che effetto fa vederlo così il Vicenza?

"E' un strappo affettivo molto doloroso. A Vicenza la squadra di calcio non è solo la compagine calcistica ma l'espressione di un territorio. La gente è legata visceralmente alle sorti della squadra ed ama in modo totale la magica maglia biancorossa che la rappresenta. Il pensiero va a i tifosi che hanno gioito nel passato ed ai tanti giovani che invece hanno solo vissuto l'incubo degli ultimi quindici anni. Si sta assistendo ad un vero e proprio disastro, dove l'incapacità e l'impreparazione hanno fatto il pari con l'arroganza a la presunzione. Siamo passati da una struttura manageriale importante a composizioni societarie improvvisate che hanno avuto ben poco di professionale. Risultato: quindici anni di insuccessi sportivi e finanziari. In questo ultimo periodo poi si è superato anche la vergogna andando incontro al ridicolo. Il Vicenza ha fatto la storia del calcio italiano, i tifosi non hanno mai fatto mancare il loro appoggio (basti pensare che quest'anno dopo l'ennesima retrocessione hanno sottoscritto oltre 6300 abbonamenti ) e tutto questo è a dir poco umiliante".

Come pensi che finirà?

"Credo purtroppo, e sottolineo purtroppo, con il fallimento. Poi mi auguro che nella fase di ripartenza ci sia un nuovo progetto da parte di un una persona o di un gruppo che riprenda il modello gestionale che tanti successi ha prodotto e che sia in linea con l'entusiasmo, la passione ed i valori dei tifosi biancorossi".

Giocare a Padova giusto non farlo?

"Non serve giocare. Quando una proprietà non rispetta i contratti, non mantiene parole e promesse, non garantisce nè i giusti compensi dei tesserati e nemmeno ai dipendenti che mantengono le loro famiglie con lo stipendio di fine mese (che da tempo non vedono), non vi possono che essere segnali precisi e posizioni forti. Si sono avvicinate al Vicenza persone che non solo con conoscono il management sportivo o la gestione di un businnes aziendale ma che non hanno una neppure una correttezza comportamentale di fondo".