INTERVISTA TC - P.Sesto, Grandi: "Dopo 6 anni finalmente torno tra i pro"

23.07.2021 20:30 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Daniele Grandi
TMW/TuttoC.com
Daniele Grandi
© foto di Pro Sesto

Dopo sei stagioni sui campi dei dilettanti, con l'ultima trascorsa nelle file del Brusaporto (8 reti in 22 presenze), l'attaccante Daniele Grandi torna tra i professionisti, più precisamente indossando la maglia della Pro Sesto. Ai microfoni di TuttoC.com il 28enne racconta le sue emozioni: "E' una bella sensazione ed anche una bella opportunità. Sono via da un po', ma ho sempre avuto la speranza di tornarci. Appena ho avuto l'occasione, non me la sono fatta scappare. E' una soddisfazione dopo tanto tempo".

Come è nata la trattativa?
"Sicuramente non deve mancare la fortuna, ma col direttore Colombo ci conoscevamo da un po', ci siamo incontrati tante volte quando la Pro Sesto era in D e da qualche tempo abbiamo avuto qualche contatto più approfondito. Anche l'anno scorso la Pro Sesto ha puntato su diversi giocatori provenienti dalla D: da questo punto di vista è una realtà che guarda tra i dilettanti e per quanto mi riguarda c'è stata una componente di fortuna e una componente di opportunità. Sono bastati un paio di incontri per metterci d'accordo".

La Pro Sesto, vista nella seconda parte della scorsa stagione, ha avuto diversi problemi di sterilità offensiva: ciò di cui ha bisogno è sicuramente qualcuno che la metta dentro...
"Me lo hanno detto, hanno avuto anche problemi a livello numerico là davanti. Quest'anno non si sono voluti far trovare impreparati e hanno già costruito una buona rosa. I presupposti sembrano esserci, ora sta a noi fare del nostro meglio".

Facciamo un passo indietro e torniamo alle tue esperienze passate: nel tuo cv spicca una avventura in Australia, nel campionato nazionale di seconda divisione.
"Sono quelle esperienze che ti capitano una volta nella vita, al di là dell'aspetto meramente calcistico. Era nata attraverso un procuratore che conoscevo, che ha giocato lì in Australia: l'ho presa al volo perché è sempre stato uno dei miei sogni provare una esperienza all'estero. E' stato bellissimo perché mi sono trovato bene sia a livello calcistico sia a livello umano, con persone squisite e clima fantastico. Anche se l'Italia inevitabilmente mi mancava: la componente lontananza è alta, sono 24 ore di aereo, la mancanza della famiglia si fa sentire. Ma l'esperienza è stata stupenda".

Altra curiosità: tuo papà Fabio è stato a sua volta un calciatore della Pro Sesto. Col tuo approdo in biancoceleste si chiude un cerchio?
"E' stato un giocatore importante della Pro Sesto, qui mi parlano tutti di lui: ha lasciato un grande ricordo. Senza promesse e senza grosse aspettative, cercherò di non farlo rimpiangere e di essere nel mio piccolo ricordato anche io, spero nel modo più positivo possibile".

Domani per te ci sarà un tuffo nel passato, visto che affronterete in amichevole il Monza, tua ex squadra e tua ultima esperienza tra i professionisti in una stagione difficilissima, quella che nel 2015 è poi sfociata nel fallimento dei biancorossi.
"Complicatissima direi. Ma io cerco sempre di portar via qualcosa di positivo dalle esperienze che ho avuto e lì di positivo c'è stata la salvezza raggiunta sul campo in condizioni assurde. Si era creato un gran gruppo, anche con staff e tifosi, ma per il resto è stato tutto difficilissimo. Io dico sempre che quella stagione è valsa come tre stagioni da altre parti: abbiamo vissuto di tutto. Ma ora è un altro mondo e sono contento per loro che si respiri tutta un'altra aria. Li seguo sempre da lontano. Speravo potessero fare subito il salto in A, ma si rifaranno quest'anno. Sarà emozionante, anche se sarà solo un'amichevole estiva. Sarà bello incontrare una squadra dove sono stato bene, a prescindere da tutto".

In quell'occasione hai giocato con due compagni assurti per motivi diversi all'onore delle cronache in questo periodo. Il primo è un certo Matteo Pessina...
"Ho avuto la fortuna di giocare con un campione, perché oramai possiamo definirlo come tale. Aveva 17 anni, ma la mentalità e la personalità che aveva già allora dimostravano che aveva già quel qualcosa in più rispetto ai grandi. Magari non si sarebbe pensato che da lì a 5-6 anni sarebbe diventato campione d'Europa, però, si vedeva che aveva la stoffa per arrivare in alto. Sono veramente contento per lui: è stato un onore e un piacere condividere quell'esperienza in C con lui".

Il secondo è Andrea D'Errico, che ha appena lasciato il Monza - tra le polemiche dei tifosi - per tornare in C, approdando al Bari.
"Mi dispiace che se ne sia andato: era l'unico riferimento di quel Monza che seppe fare la scalata dalla D. Sarebbe stato affascinante vederlo arrivare in A con la maglia del Monza. Ma sono contento che abbia trovato una piazza come Bari: gli auguro di raggiungere comunque obiettivi importanti con quella maglia. Poi chissà, magari ci sarà anche un ritorno un giorno: lo spero".

Tornando alla Pro Sesto: l'obiettivo stagionale posto dalla società è quello di salvarsi in modo meno complicato della scorsa stagione. Questo si unirà ai tuoi personali obiettivi: te ne sei già posto, magari proprio a livello numerico?
"No. E comunque qualunque obiettivo passa dalla salvezza: noi dobbiamo pensare in primis a quello e farlo nel migliore dei modi. Se dovessimo salvarci tante giornate prima, allora ci possiamo porre altri obiettivi. Ma dobbiamo essere mentalizzati su quello. Personalmente è complicato pormi obiettivi numerici dato che manco dalla categoria da tanto tempo. Ora devo solo pensare a mettermi a disposizione e cercare di conquistarmi uno spazio. Poi, certo: sono un attaccante e penso ai gol e a farne il più possibile quando ne avrò l'occasione. Ma obiettivi numerici non è giusto farli, prima devo pensare ad altre cose".