INTERVISTA TC - Pro Patria, Colombo: "Non si è mai pronti per smettere"

30.06.2022 07:30 di Stefano Scarpetti   vedi letture
INTERVISTA TC - Pro Patria, Colombo: "Non si è mai pronti per smettere"
TMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Il momento più delicato per un calciatore di qualsiasi latitudine è quella di "Appendere le scarpe al chiodo", è veramente difficile dire basta, cambiare vita mettendosi alle spalle anni di partite, allenamenti ma anche momenti belli o brutti vissuti all'interno di uno spogliatoio. Non ha fatto eccezione Riccardo Colombo, centrocampista classe '83, che proprio una settimana fa ai canali ufficiali della Pro Patria ha comunicato la sua decisione non nascondendo una dose di comprensibile emozione. Il calciatore ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tuttoc.com:

Aveva maturato da tempo la decisione di chiudere la carriera quest'anno?

"In realtà sì ma più volte ho pensato di fare un altro anno, poi l'andamento della scorsa stagione mi ha fatto capire che effettivamente il mio percorso si era completato, oltre a questo la proposta della società ha fatto sì che abbia deciso di smettere. Onestamente si è trattato di una decisione molto sofferta, so che mi mancheranno i compagni, la tensione prima delle partite. Finora ho fatto soltanto il calciatore, a 40 anni cambierò vita".

Ha fatto riferimento ad una proposta fatta dalla Pro Patria, di che si tratta?

"Mi devo occupare del settore giovanile, ringrazio il club per aver formulato questa proposta nei miei confronti. Sono molto stimolato, c'è molto da fare anche perché negli ultimi anni questa area era stata lasciata in secondo piano. Dobbiamo lavorare per valorizzare questo settore molto importante per la nostra realtà".

Tornando alla sua carriera c'è un allenatore o un compagno a cui è rimasto particolarmente legato?

"Tutti hanno dato qualcosa permettendomi di crescere, difficile fare una classifica in questo senso. Ricordo un momento che mi è servito molto: ovvero quando in serie A non trovavo spazio e andavo in tribuna, allora c'erano 18 giocatori e chi non vi rientrava seguiva le partite dalla tribuna. Per me è stato un periodo molto significativo della mia crescita, da quella esperienza ho imparato molto".

C'è invece un momento al quale è legato particolarmente?

"Sicuramente l'esordio in serie A avvenuto a Napoli con la maglia del Torino, la cornice di pubblico in quella circostanza era incredibile. Le emozioni sono state fortissime e me le porterò con me per sempre, anche il primo gol nella massima serie a Catania occupa uno dei primi posti fra le giornate più belle della mia carriera".